Cortemaggiore ha ricordato i pionieri Agip: «Il nuovo museo per onorare la memoria di Mattei»

Come ogni anno per la ricorrenza di Santa Barbara un folto gruppo di Pionieri e Veterani Agip della sezione di Cortemaggiore-Fiorenzuola, guidato dal presidente Giuseppe Donato, ha commemorato i colleghi defunti con una Santa Messa

I presenti alla celebrazione

Come ogni anno per la ricorrenza di Santa Barbara un folto gruppo di Pionieri e Veterani Agip della sezione di Cortemaggiore-Fiorenzuola, guidato dal presidente Giuseppe Donato, ha commemorato i colleghi defunti con una Santa Messa nella Basilica di Santa Maria delle Grazie e onorato la memoria di Enrico Mattei.

E’ seguita la visita al “Oil&Gas Museum”, la mostra che racconta l’epopea petrolifera piacentina dai Romani ai giorni nostri, che da alcuni mesi ha lasciato l’area Urban Center di Piacenza per Cortemaggiore dove è stata riallestita nei capienti spazi del Centro Don Bosco. Motivo del trasferimento la indisponibilità di spazi adeguati alla quantità di materiale collezionato e nuova sinergia con l’attigua scuola POGaMESchool, l’ente di formazione che ha sede sempre nel Don Bosco, accreditata per rilasciare attestati e diplomi riconosciuti dalla Regione Emilia Romagna. A Cortemaggiore grazie al know-how di Eni sono già stati avviati corsi su misura per tecnici del settore Oil and Gas. Già i primi corsi sono stati preparatori a un futuro fatto di operai/tecnici che vanno sulle piattaforme marine o nel deserto, ma anche da macchine che si possono governare a migliaia di chilometri di distanza. Sono poi in calendario periodiche azioni formative rivolte a diplomati, laureandi e laureati.

Il museo, hanno potuto costatare i “Veterani Agip- Eni” nella visita guidata da Donato e da Germano Ratti, recupera frammenti di storia del loro passato lavorativo, di Cortemaggiore e di quanto Enrico Mattei ha dato alla comunità locale e alla Nazione. Il viaggio virtuale del Museo prende avvio dalla conoscenza del petrolio all’epoca di Velleia Romana per poi arrivare ai secoli XV e XVIII quando cominciò ad espandersi l’uso del petrolio identificato come Pogameschool cortemaggiore santa barbara .JPG foto renato passerini (10)-2Olio di Sasso. Tra il 1800 e il 1900 è seguita una prima fase industriale con la nostra provincia che attirò le attenzioni di alcune compagnie francesi. Proprio di questo periodo è il documento fotografico di recente acquisizione che pubblichiamo - immagine già “copyright by Delius Paris” – raffigura la collina di Montechino ricoperta da pozzi petroliferi. Protagonista di quegli anni fu però il “petroliere” Luigi Scotti di Podenzano (1859 - 1933). Maestro elementare, autodidatta della ricerca scientifica, nel 1905 fondò la Società Petrolifera Italiana alla quale si devono i primi pozzi ad Altoè (Podenzano) e la costruzione, nel 1908, dell’oleodotto di 29 chilometri che univa i cantieri della val Riglio con la raffineria di Fiorenzuola. Alcuni decenni dopo, nel 1928, l’ISTAT rilevava che la produzione del greggio piacentino costituiva il 62% del petrolio prodotto in Italia. La corsa all’oro nero continuò a Podenzano prima con Ballerini e Massarenti, poi con l’Azienda Generale Italiana Petrolio (AGIP) che perforò, con tecniche sempre più innovative, pozzi sempre più profondi: 90, 120, 300, 450, 800, 1200, 1400 metri. Negli anni Quaranta Podenzano era la sede della Direzione generale Agip Alta Italia. Poi Cortemaggiore e un “provvidenziale” incendio furono la carta vincente di Mattei per convincere il governo a non liquidare l’Agip. Seguì la straordinaria operazione di marketing del Cane a sei zampe, simbolo della SuperCortemaggiore, la potente benzina italiana.

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Queste sono alcune delle storie del petrolio italiano raccontate dal Museo che tra i risultati raggiunti conta l’aver trascinato fuori dall’ombra il determinante ruolo avuto dal territorio piacentino alla conoscenza e alla ricerca petrolifera. L’iniziativa è nata dall’ostinata azione del Maestro del Lavoro Germano Ratti, podenzanese, già Team Leader dell’unità di ingegneria ENI, che ha via via “imbarcato” in un gruppo “No Profit”, i veterani del settore petrolifero Giuseppe Donato, Giuseppe Milani e il giornalista Renato Passerini. Il gruppo ha elaborato un progetto virtuale reso operativo dagli architetti Albert Ambri e Luca Rizzi e rinforzato dalla collaborazione di Emilio Marani (Maestri del Lavoro) e dall’appassionato cultore di storia locale prof. Mariano Andreoni, riuscendo nell’impresa rendere operativo il progetto grazie al sostegno dell’ing. Claudio Cicognani allora presidente della Soc. Drillmec, della Banca Centropadana e di altri sponsor. Fondamentale è stato l’apporto tecnico dell’ing. Pietro Cavanna, Advisor di Edison SpA, che con spirito di servizio ha messo a diposizione il suo eccezionale bagaglio di conoscenze tecniche. Il razionale e funzionale riallestimento è stato guidato ancora da Luca Rizzi coadiuvato dal geom. Giovanni Mazzocchi ed altri volontari. La giornata di ricordi e amicizia è poi proseguita tra Cortemaggiore e Besenzone con il gustoso convivio sociale all’Agriturismo Tenuta Casteldardo.

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