Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità Cortemaggiore

Cortemaggiore, il Museo del petrolio sarà rinnovato: visibilità ad un territorio e ad un’azienda che conquistò il mondo

Il progetto di rinnovamento è stato affidato all’Imprenditrice Maria Rita Trecci Gibelli, che metterà a disposizione del museo e della scuola di formazione tantissime idee volte ad offrire un respiro internazionale alle tante opere esposte

A Cortemaggiore riparte il viaggio all’interno della storia petrolifera. Un viaggio entusiasmante che inizia con l’approdo degli antichi romani a Veleia, interessati alle colline tra i torrenti Chero e Vezzeno per le ingenti quantità di risorse del sottosuolo e continua sino agli albori dell’industria petrolifera, i cambiamenti sociali, le due grandi guerre e la ripresa economica conseguente. Un viaggio che ripercorre la vita e le idee di un gigante della storia moderna italiana: Enrico Mattei che ebbe l’intuizione di sviluppare la metanizzazione dell’area padana per ridurre la dipendenza dell’Italia verso le grandi potenze esportatrici. Protagonista della nascita, nel 1926, dell’azienda di stato Agip e creatore – nel 1953 - insieme ad Alberto Zammatti (originario di Travo) di Eni. Grazie all’abilità comunicativa di Mattei, il paese in provincia di Piacenza riscosse un grande interesse mediatico che aumenterà con la commercializzazione della benzina “Supercortemaggiore” (“La potente benzina italiana”).

Un viaggio a cui non basta ripercorrere la storia del nostro Paese, ma al contrario, si pone l’obiettivo di proseguire tracciando un ponte tra il passato e il futuro, andando a sottolineare le evoluzioni tecnologiche, la necessità di investire nella transazione ecologica e nelle energie rinnovabili. Un viaggio per tutti: scuole, aziende, professionisti del settore, appassionati e famiglie che – entrando dalla porta dell’Oil e Gas Museum – potranno assorbire un intero mondo: la storia e il futuro dell’umanità.

Il Museo del petrolio di Cortemaggiore, nei prossimi mesi verrà completamente rinnovato attraverso un progetto che vuole dare vita e visibilità a un territorio che vide nascere un’azienda che conquistò il mondo. Cortemaggiore è stato un centro geopolitico. Con il progetto organizzato sinergicamente dalla direzione del museo e dalla scuola di formazione “Pogameschool” ritornerà ad essere centrale nello sviluppo energetico e industriale del Paese. Il museo e la scuola (rivolta a diplomati, laureati, dipendenti d’azienda e organizzato per promuovere ricerca e sviluppo e creare figure specializzate nell’industria petrolifera) sorgono nell’edificio storico di via Boni Brighenti, voluto proprio da Enrico Mattei. All’interno della struttura i fruitori potranno immergersi totalmente nella storia magiostrina e in quella italiana, attraverso un coinvolgimento emotivo prodotto da una consistente parte espositiva virtuale e interattiva.

Il progetto di rinnovamento è stato affidato all’Imprenditrice Maria Rita Trecci Gibelli, che metterà a disposizione del museo e della scuola di formazione tantissime idee volte ad offrire un respiro internazionale alle tante opere esposte, perché “il museo non è una semplice raccolta di pezzi e non si occupa solo della conservazione e del restauro, ma deve saper restituire all’umanità un’isola di emozioni senza tempo, dentro la quale – una volta entrati – si uscirà inevitabilmente cambiati” il pensiero di Gibelli. “Siamo convinti che il museo debba diventare virtuale e interattivo, in poche parole un museo moderno. Per ottenere questo scopo, Rita Gibelli è la persona giusta: le sue capacità e il suo ottimismo contagioso sono una garanzia di successo” la nota di Giampaolo Rai, geologo e Direttore della scuola di formazione “Pogameschool”.

Per l’organizzazione e la realizzazione dei lavori si terrà un periodo di chiusura, che nelle intenzioni di Gibelli servirà a creare interesse attorno alla struttura che vide gli albori della storia dell’industria petrolifera italiana. Durante la chiusura si punterà al rilancio del museo attraverso un processo di digitalizzazione del materiale e la valorizzazione degli spazi in cui verrà esposto. “Sarà un museo in movimento, utile alla formazione delle nuove generazioni e allo sviluppo di un polo turistico legato alla scienza e alla tecnologia” la promessa di Gibelli che sottolinea l’eterogeneità dei percorsi che verranno offerti: visite guidate in presenza e online, attività didattiche rivolte a studenti e aziende, laboratori riguardanti modellismo, disegno tecnico, Pop Art nell’illustrazione pubblicitaria e tanto altro. “Importante per tutto il territorio la valorizzazione del museo, che sia l’inizio di un percorso che guarda al futuro puntando alle energie rinnovabili, l’economia circolare e la formazione di nuovi professionisti” afferma il Presidente dell’Oil e Gas Museum Romano Bergonzi.

La prima iniziativa del nuovo Museo del petrolio è un omaggio a Enrico Mattei, che volle fortemente che il simbolo di Eni fosse il prodotto delle idee di tutti gli italiani, quindi nel corso del 1952 venne lanciato il concorso inizialmente focalizzato sulla campagna pubblicitaria di prodotti di punta come la benzina “Supercortemaggiore”. Vennero presentati più di 4mila disegni e tra loro fu scelto quello che negli anni sarebbe diventato il simbolo di Eni in tutto il mondo: il cane con sei zampe. Rita Gibelli, partendo dall’idea che ebbe Mattei, inviterà tutte le scuole d’arte d’Italia a sfidarsi a suon di idee e originalità per la realizzazione del nuovo logo dell’Oil e Gas Museum di Cortemaggiore.

Con l’intento di promuovere anche il territorio della provincia di Piacenza, verrà organizzato il “Trofeo dei Pozzi” per auto e moto d’epoca anni 50’ e 60’. Un percorso che – partendo da Cortemaggiore traccerà il percorso dei giacimenti petroliferi dove furono aperti i pozzi: Lugagnano, Montechino - contraddistinta da un ingente numero di antichi pozzi petroliferi - e  terminerà a Podenzano , passando anche per  Castell’Arquato, il sito archeologico di Veleia Romana e il Castello di Gropparello.  “Un altro omaggio a Mattei che nel 52’ diede vita al trofeo automobilistico Cortemaggiore-Merano” spiega Gibelli.

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