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L'incontro

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Cottarelli: «L’Italia per crescere ha bisogno anche di capitale umano»

Così Carlo Cottarelli, dell’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica ha sintetizzato quello che dovrebbe essere realizzato al più presto per un concreto rilancio del nostro paese in vista del Recovery Fund

«L’Italia per crescere ha bisogno di capitale umano e di una maggiore possibilità di investimenti privati che vanno agevolati quanto quelli pubblici. Oggi fare impresa nel nostro paese è difficile per l’eccesso di burocrazia e per la lentezza della pubblica amministrazione. L’apparato amministrativo è scarsamente rapido e necessita di maggiore digitalizzazione, nonché di una gestione ulteriormente manageriale. Mancano incentivi premianti ed infine la giustizia civile è troppo lenta; i tribunali dovrebbero essere gestiti come un servizi, con i Presidenti anche manager. Infine il livello di tassazione è troppo elevato». Così Carlo Cottarelli, dell’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica ha sintetizzato quello che dovrebbe essere realizzato al più presto per un concreto rilancio del nostro paese in vista del Recovery Fund che, com’è noto, comporta la presentazione di un programma di azioni destinate a favorire la crescita la ripresa e la resilienza dei paesi dell’UE e che verranno finanziate dall’Unione Europea con importi molto elevati (circa 200 Miliardi per l’Italia). Cottarelli è intervenuto sui canali social dell’Università Cattolica per il webinar  “Il piano nazionale di ripresa e resilienza in vista di NEXT GENERATION EU”, un incontro promosso dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza e dal CeSPEM; si tratta di una delle iniziative del laboratorio didattico Next Gen EU proposto dal prof. Timpano agli studenti della laurea magistrale in Gestione d’Azienda, cui ha preso parte anche Federico Arcelli, docente di Politica Economica.

Il professor Timpano ha ricordato che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ovvero il programma di investimenti che l'Italia deve presentare alla Commissione europea nell'ambito del Next Generation EU, è una grande occasione per riscrivere il modello di sviluppo italiano con finanziamenti innovativi dalla Ue.

Cottarelli ha specificato che «l’Italia presenterà il piano solo in aprile, anche se ci sono stati cambiamenti rispetto alla prima bozza. Altri paesi hanno già presentato il loro piano. Non bisogna dimenticare che i soldi arrivano solo se le azioni previste vengono realizzate. La strategia di crescita identificata dal PNRR è senz’altro valida e il piano è certo più preciso delle “Linee Guida” del settembre scorso, ma i programmi da intraprendere sono ancora poco specifici. Altri paesi (per esempio la Francia) hanno già presentato alla Commissione Europea piani molto più concreti».

Com’è noto il PNRR comprende 6 “missioni”: “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, “Istruzione e ricerca”, “Parità di genere, coesione sociale e territoriale”, e “Salute”.  

«Ma ancora resta da dettagliare moltissimo.Certo il PNRR è ancora un documento preliminare e c’è ancora tempo. Non c’è una scadenza precisa per ora mancata, ma sarebbe bene- ha detto Cottarelli- essere più avanti, ricordando che l’obiettivo non è avere un piano, ma realizzarlo».

Un concetto pienamente condiviso da Arcelli: «E' necessaria una condivisione  del livello di rischio europeo per dare una buona impressione ai mercati. Nelle grandi macro-aree il Piano replica gli obiettivi Ue; noi dobbiamo adeguare le scelte locali dei progetti; se sono conformate a livello Ue (di cui va rilanciato il ruolo propulsivo) vanno bene. Bisogna- ha concluso- ritrovare un cammino comune sugli interessi nazionali ed Europei, come, per esempio, per la digitalizzazione». Sono seguite numerose domande degli studenti.

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