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Covid-19 e calo demografico: la provincia segna meno 1818 abitanti

Le perdite percentuali più elevate sono in Valnure (-1,1%) e in Valdarda (-0,8%). La Valtidone è a -0,6%, la città a -0,5%. Leggermente più contenuto il calo della Valtrebbia (-0,3)

Dopo la città di Piacenza e le quattro valli, presentiamo il quadro della dinamica demografica complessiva anno 2020 dell’intera provincia sulla quale ha sicuramente pesato la pandemia Covid-19. Il confronto tra il numero di residenti a inizio e alla fine dell’anno è negativo di 1818 unità (-0,6%) per effetto del saldo naturale (differenza tra numero di nati e numero decessi), che è in rosso di 3.042, non è stato compensato dal saldo migratorio (differenza tra nuove iscrizioni e cancellazioni di residenza) pur positivo di 1224.

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Le perdite percentuali più elevate sono in Valnure (-1,1%) e in Valdarda (-0,8%). La Valtidone è a -0,6%, la città a -0,5%. Leggermente più contenuto il calo della Valtrebbia (-0,3).  L’età media della popolazione riferita al gennaio 2020, approssimata all’unità, è di 45,7 anni in città, di 46,4 nell’intera Provincia. In Regione è 45,9, sul territorio nazionale 45,7.

La distribuzione della popolazione per sesso registra la prevalenza femminile (+1%). Sulla intera provincia i Comuni più giovani sono Gragnano e Rottofreno, entrambi sotto i 44 anni. I territori più anziani Cerignale, Farini e Zerba, tutti over 60. La pandemia ha solo rallentato il flusso in entrata delle persone straniere, la cui popolazione tra valli e città è cresciuta dell’1,2%, ma è la metà degli incrementi registrati nel 2019 e nel 2018.

Rispetto al 31 dicembre 2011, anno della rilevazione del 15 esimo Censimento generale della popolazione italiana (9 ottobre), la popolazione dell’intera provincia complessiva aumenta di 624 abitanti, la città ne guadagna 3376, le valli ne perdono 2752.

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INDICATORI DEMOGRAFICI E MIGRATORI

Sull’intero territorio provinciale i nati 2020 sono il 39% dei decessi. Il tasso di denatalità (diff. tra n° morti e n° nati x 1000 abitanti) è - 10,7, con gli estremi di -43 di Farini, indicato dal quotidiano Il Sole 24 ore - periodo novembre 2019 e ottobre 2020 - tra i tre territori nazionali dove la differenza tra nuove nascite e decessi in rapporto alla popolazione residente, registra le incidenze più luttuose.

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Nel corso del 2020 le iscrizioni anagrafiche in entrata sono state 10.099, più 1224 rispetto le cancellazioni per trasferimenti di residenza. Il conseguente Tasso demografico di attrattività: differenza tra n° iscrizioni anagrafe cancellazioni x 100 abitanti segna +0,4%. Il parametro è negativo (più le cancellazioni che le iscrizioni) in 12 Comuni: San Pietro in Cerro - Farini - Gragnano - Caorso - Cadeo - Besenzone - Villanova sull'Arda - Podenzano - Gossolengo - Cortebrugnatella - Ponte dell'Olio - Pontenure. Sono in sostanziale pareggio Calendasco e Castelsangiovanni.

LE NAZIONALITA’ STRANIERE (*)

Nell’anno concluso gli stranieri sono saliti a 43.245 (+ 325 / +0,8%) e ora costituiscono il 15,2 % della popolazione. La loro presenza è cresciuta in Piacenza città +241 e nelle valli + 84: val d’Arda +168 - val Tidone - 38 - val Nure -27 - val Trebbia - 19.

L’etnia straniera rispetto al Censimento 2011 mantiene il segno positivo sia a livello di singola valle che di città, complessivamente oltre 7 mila persone.

Romania e Albania con circa 3000 presenze ognuna; Marocco con oltre 2 mila, India 1300 ed Egitto e Macedonia con circa 1100.

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(*) La definizione di popolazione straniera è quella dell’Istat, ed è costituita da tutti coloro che risiedono in un paese ma hanno cittadinanza di un altro; include comunitari e extra comunitari, compresi i nati in Italia. Non comprende, invece, la componente più instabile dei flussi migratori, ossia i migranti e richiedenti asilo che non si sono ancora stabilizzati in un paese e forse non lo faranno mai.valli-3

F ONTI

I dati di flusso provengono dagli Uffici anagrafe dei Comuni (mod. Istat P2-P3), che ringraziamo per la cortese collaborazione. I totali di fine anno non sono ufficiali perché verranno determinati in sede nazionale dall’Istat. Tabelle e grafica sono di nostra elaborazione con la consulenza di Giuseppe Pagani.

L’immagine è di Oreste Grana.

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