Covid-19 e rientro a scuola: i consigli dei genitori farmacisti

Federfarma, per un ritorno più sereno sui banchi, dà la parola a due associati che, nella veste di professionista e genitore, offrono una riflessione a tutto tondo

Accanto alle indicazioni diffuse da Ministero della Salute, Regione e plessi scolastici, buon senso e una corretta abitudine alla quotidiana prevenzione possono fare la differenza. Federfarma, per un ritorno più sereno sui banchi, dà la parola a due associati che, nella veste di professionista e genitore, offrono una riflessione a tutto tondo. A cominciare dal dialogo.

«Parliamo con i nostri figli - suggerisce da subito Simona Veneroni, farmacista e mamma - senza spaventarli o generare ansia, certo, ma guidandoli ad una ragionata comprensione delle norme introdotte sia in termini di distanziamento che di attenzione all’igiene. Educhiamoli al corretto modo di mettere, togliere e smaltire le mascherine. Ricordiamo ai più piccoli di non portare mai giocattoli o oggetti da casa, e non scambiare libri o altro con i compagni, compresi cibo o bevande. Attenzione a cosa si posa sul banco, a dove si appoggia la cartella e, con l’inverno, a dove si appendano sciarpe, cuffie o guanti: non devono toccare per terra ma - aggiunge - neanche esser messi a contatto con astucci, libri o quaderni. Buona cosa è poi inserire nella routine quotidiana l’abitudine a lavarsi bene le mani prima di uscire e appena rientrati da scuola. A casa dedichiamo uno specifico spazio al deposito di scarpe, giubbini, zaini o cartelle, e insegniamo loro a cambiarsi subito gli abiti indossati in classe, che andranno messi a lavare». Mamma del diciassettenne Andrea e della dodicenne Francesca, Veneroni raccomanda quindi in cartella: «Fazzoletti di carta, una bottiglietta d’acqua con scritto nome e cognome, mascherina di ricambio, un contenitore o sacchetto dove riporre quella in uso quando non serve, durante la merenda o a mensa. Non deve mancare poi un prodotto igienizzate, da non prestare, e da usare anche in caso si salga in auto con i genitori d’un compagno o si prenda l’autobus. Essendo ad alta concentrazione alcolica - osserva la farmacista - gli va preferito il lavaggio delle mani ogni qualvolta sia possibile, così da evitare screpolature o irritazioni, ma è comunque un indispensabile strumento d’igiene quando si è fuori casa: facciamo che i ragazzi ne siano sempre riforniti. Sta infine a noi genitori misurare ogni mattina la temperatura ai nostri figli. In caso di semplice malessere consiglio vivamente di tenerli a casa piuttosto che creare disagio in classe. Dopotutto - conclude Veneroni - il rispetto delle procedure, come il buon senso e la presa in carico d’ogni responsabilità personale sono in questo contesto la migliore delle forme di sostegno alla collettività».

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Un concetto, questo, pienamente condiviso anche dal collega e segretario di Federfarma Piacenza Paolo Cordani, che non manca di sottolineare come «di fronte a comuni malanni di stagione, riniti, dolori muscolari, mal di gola, nausea, vomito o dissenteria, meglio non insistere perché i nostri figli vadano a scuola a tutti i costi. Impediremo così che tossiscano o starnutiscano in classe, alleggeriremo agli insegnanti il già complesso compito di vigilanza e, non ultimo - osserva Cordani -, non obbligheremo i ragazzi a situazioni imbarazzanti. Solo una corretta filiera dell’attenzione e delle buone prassi scuola-docenti-genitori può farci superare quello che ci auguriamo sia l’anno di transizione verso il pieno ritorno alla normalità». Papà di Benedetta e Matteo, quest’ultimo al terzo anno di scuola materna, raccomanda infine ai genitori di «rispettare indicazioni e regole erogate dagli istituti scolastici, metterli nelle condizioni di rintracciarci facilmente in caso di necessità, mantenere alto il livello di disponibilità, ma anche di guardia e informazione (purché di qualità). Al contempo - consiglia - abituiamo i nostri ragazzi ad esprimere liberamente dubbi, disagi, problemi o preoccupazioni, a segnalare incongruenze o eventuali situazioni a rischio, ma senza mai scadere nell’allarmismo. Assolutamente da evitare, poi, ‘giustizialismi digitali’ o sterili polemiche sulle chat di classe, accuse che possano umiliare, ghettizzare o portare un alunno all’isolamento sociale. Il rientro a scuola - conclude - è una sfida per la normalità che va combattuta tutti insieme. E per lo stesso motivo, per ogni dubbio, necessità o semplice consiglio, non mancate di rivolgervi tranquillamente al vostro medico o farmacista di fiducia».

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