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Covid-19, il nuovo report: dati incoraggianti

Il nostro report periodico con l’evoluzione dell’epidemia nei giorni di maggio

Ventuno indicatori permettono al Governo di rilevare le criticità regionali e definire le linee guida per le riaperture di una serie di esercizi commerciali che anticipano la fase 3 del Covid-19. Come evidenziano le raffigurazioni grafiche di alcuni dei parametri da noi monitorati, ci sono segnali utili a incoraggiare il Governo ad allentare ulteriormente le misure restrittive autorizzando aperture regionali «su misura» laddove l’andamento dei contagi lo consenta e laddove vengano rispettati precisi protocolli.

In ogni momento, tuttavia, il Governo avrà la facoltà di bloccare le decisioni prese dalle Regioni se la curva dei contagi o altro parametro dovesse riprendere quota.

L’immagine di apertura, elaborata da Oreste Grana evidenzia i casi contagio da Covid-19, attualmente positivi nelle regioni italiane. Piemonte, Emilia Romagna e Veneto rappresentano nell’insieme circa il 69% dei contagi nazionali.

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                                                     Tabelle e grafici a cura di R. Passerini - G. Pagani

NUOVI CASI GIORNO. Costante e notevole alleggerimento del carico su ospedali e terapie intensive. Nei trascorsi giorni di maggio la percentuale dei nuovi contagi è rimasta sotto la soglia indicata critica 1%.

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NUMERO PERSONE OSPEDALIZZATE E AI “DOMICILIARI”: in costante discesa, con la percentuale della terapia intensiva dal 9 al 7,5. Decrescita anche il numero dei pazienti in isolamento domiciliare.

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TAMPONI TESTATI POSITIVI.  I “casi testati”, ossia al netto dei “tamponi di controllo” effettuati su una stessa persona: all’aumento del numero delle analisi corrisponde una diminuzione dei casi positivi.

DECESSI E GUARITI. Si è lievemente ristretta la forbice tra il numero dei defunti “ufficiali” e quello delle guarigioni da 2,7 a 2,4.

ELIMINATA LA “DISCREPANZA” TRA REGIONE e PROTEZIONE CIVILE

Negli ultimi giorni di marzo avevamo segnalato a Regione e Protezione civile nazionale il disallineamento di alcune delle cifre fornite dai loro rispettivi bollettini giornalieri. Il rilievo era stato ritenuto fondato ed era stata avviata la verifica sulle cause. La “discrepanza”, che talvolta aveva superato le 900 unità, ieri l’altro era ridotta a 587, e oggi è azzerata grazie “all’aggiornamento del sistema informativo che ha permesso di azzerare i casi per i quali non era disponibile il dato sul regime di ricovero”.

La Regione ha accolto la nostra sollecitazione e ha migliorato la sua comunicazione; silenzio invece dalla nostra Ausl alla quale abbiamo segnalato l’opportunità di una comunicazione ufficiale sul numero totale dei decessi registrati da Covid-19; ad una stessa data: il quotidiano Libertà ne indicava 929, per il nostro report erano 942; in un documento AUSL non distribuito alla stampa abbiamo letto 946... ; proveremo coinvolgere diversa funzione aziendale.

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Il parametro indice di letalità, come abbiamo già avuto occasione di chiarire, è condizionato dal fatto che il numero reale di persone infettate dal Covind-19 è sicuramente molto superiore a quello dichiarato dai dati ufficiali. Recenti stime fanno salire il numero delle persone contagiate a circa 70.000, ma è evidente la componente soggettiva di tale proiezione. Lo screening dei test avviato in questi giorni potrà fornire riposte ragionevoli. Il dato ora disponibile (casi 4405) è sicuramente la "punta dell'iceberg", ma a oggi è comunque l’unica rappresentazione della situazione. Se non ci fermiamo ai casi del giorno, ma monitoriamo gli stessi dati nel tempo, comparando situazioni su intervalli di tempo e per aree geografiche omogenee, si rendono poco significative anche le eventuali discordanze e le oscillazioni numeriche influenzate da più variabili sulla raccolta dei dati.

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