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Covid, a Cadeo uova in dono ai vaccinati con la seconda dose come segno di rinascita

Dopo le tenere primule, sono arrivate le uova fresche, a km zero e solidali. E’ il dono fatto da Amministrazione Comunale e associazione  Aiutiamoci Insieme Cadeo ai 50 cittadini over 80 fragili che martedì sono stati vaccinati nell’ambulatorio di prossimità

Dopo le tenere primule, sono arrivate le uova fresche, a km zero e solidali. E’ il dono fatto da Amministrazione Comunale e associazione  Aiutiamoci Insieme  Cadeo ai 50 cittadini over 80 fragili che martedì sono stati vaccinati nell’ambulatorio di prossimità Ausl realizzato presso il Centro Parrocchiale di Roveleto.

“L’ambulatorio è stato allestito negli spazi del Centro Parrocchiale e nella giornata del 20 aprile è stata somministrata agli anziani la seconda dose del vaccino anti-Covid – spiega Marco Bricconi, primo cittadino di Cadeo -. I cittadini che hanno potuto accedere a questo ambulatorio sono quelli segnalati dall’assistenza domiciliare integrata e dai nostri medici di famiglia del territorio e successivamente contattati dal nostro Ufficio dei Servizi Sociali”. “Quando hanno ricevuto la prima dose, avevamo regalato a tutti gli anziani vaccinati nell’ambulatorio  una primula, come segno di speranza e di vicinanza- prosegue la vicesindaca Marica Toma -. Al richiamo vaccinale abbiamo donato uova, come segno di rinascita. Un desiderio di vita da riconquistare che abbiamo toccato con mano: gli anziani erano felici e commossi di potersi rincontrare e rivedere dopo tanto tempo di isolamento, seppur distanziati e con le tante restrizioni”.

Un gesto simbolico, quello delle uova, ma anche un aiuto concreto al progetto “Prossima Fermata”, il progetto  della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio che punta a sostenere persone in situazioni di svantaggio economico e sociale e a far loro apprendere nuove competenze, attraverso l’inserimento in ambito agricolo e dei servizi. Progetto che ha sede a Cadeo dove operano ben quattro persone, tutti inseriti in tirocini formativi, due dei quali sono i ragazzi accolti nella Casa delle misure alternative di Cadeo, anch’essa progetto della Caritas Diocesana.  “Restiamo a disposizione di Ausl nel caso sia ancora necessario attivare l’ambulatorio di prossimità  – conclude Bricconi -. Sono convinto che sia il lavoro di squadra e in piena sinergia coi territori che permetterà al piano vaccinale di essere celere. Ringrazio la parrocchia di Roveleto, il parroco don Umberto Ciullo e i volontari parrocchiali che hanno dato piena disponibilità all’iniziativa e anche l’associazione AVTC Cadeo e la CRI Cadeo”.

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