Martedì, 21 Settembre 2021
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Covid, il professor Cavanna: «Si può curare a casa»

Il medico candidato al Nobel per la pace: «Si tratta di una malattia virale che lascia un po' di tempo per poterla gestire»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Il professor Luigi Cavanna, direttore del Dipartimento di Oncologia-Ematologia USL Piacenza, è stato scelto come volto per la candidatura al Premio Nobel per la pace destinato a medici e infermieri. Da tempo Cavanna sostiene che il Covid si può, anzi si dovrebbe curare precocemente a casa. Ospite della seconda giornata del Salute Web Fest, Cavanna, alla domanda su cosa pensa della scelta ricaduta sul suo volto per la candidatura al Nobel risponde: «Pensavo si trattasse di uno scherzo, non lo nego. Poi successivamente, mi sono sentito molto fortunato e anche intimorito. Penso che questa candidatura possa fungere da collante per il nostro Paese, che è sempre così diviso, ma poi nei momenti difficili si unisce». E interpellato sulla sua tesi di cura domiciliare per i malati da Covid, l’esperto ha risposto: «Nel febbraio 2020, il nostro pronto soccorso, a pochi chilometri da Codogno, dove poi c’è stato il primo caso Covid, si è riempito in breve tempo di pazienti Covid. Così, in una delle riunioni che facevamo al mattino in quei giorni, abbiamo detto “il Covid è comunque una malattia virale che lascia un po’ di tempo per poterla gestire, può quindi essere curata precocemente a casa”. Perché sostengo questo? Perché prima di arrivare al Pronto Soccorso, i pazienti riscontravano un malessere nei giorni precedenti caratterizzato da: febbre, tosse secca e mancanza d’aria. Che cure ricevevano i malati quando erano ricoverati? Due farmaci sostanzialmente, somministrati per bocca per 3 volte al giorno. Allora perché non farlo a casa senza riempire i posti letto negli ospedali? Abbiamo quindi formato un’unità mobile e siamo partiti con una borsa con dentro il necessario per tamponi, il saturimetro da lasciare ai pazienti, un ecografo e i farmaci. Così abbiamo curato a domicilio tantissime persone con forme moderate e gravi. La risposta quindi è, secondo me, sì. Anzi, il Covid dovrebbe essere curato precocemente a casa».

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