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Giovedì, 20 Giugno 2024
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«Criticità importanti che tengono lontano i pellegrini dalla tratta piacentina della via Francigena»

L'intervento del comitato “Tratta Piacenza vie Romee e Francigena pro Unesco”

«Nella ultima riunione a Palazzo Farnese sede dell’assessorato alla Cultura, abbiamo trovato totale supporto dagli operatori sulla serie di “priorità” strutturali e strumentali e di servizi diretto sul territorio, ancor prima di Qrcode o App. Dalle prime azioni appare evidente che il Comune di Piacenza, e l’assessore Chirstian Fiazza in primis, intende dare una “svolta” alla situazione di stallo e marginale per Piacenza coinvolgendo subito comitati e associazioni e gruppi invece di singoli interpreti. Il pellegrino di oggi necessita di più condizioni positive e attrattive». Si legge in una nota del Comitato della via Francigena per la tratta piacentina.

Il comitato “Tratta Piacenza vie Romee e Francigena pro Unesco” ringrazia l’assessore Fiazza «per l’impegno preso in occasione del terzo recente incontro pubblico svolto insieme alla Associazione Europea Via Francigena. Il comitato volontario e indipendente, senza fine di lucro e gratuito per tutti, composto oggi da oltre 70 aderenti fra professionisti, associazioni, diversi comuni e enti privati della provincia e da circa 150 esercenti partecipanti e selezionati dal comitato gratuitamente. Grazie a questi operatori locali interessati alle attività di turismo e cultura legate alle attività escursionistiche, ludiche, spettacoli, cammini sul territorio provinciale ha individuato e sostenuto che la via Francigena riconosciuta patrimonio di tutti da parte di Unesco può portare un vantaggio economico, di attrazione e di frequentazione utile anche ad altre attività e imprese diverse della provincia di Piacenza e della più grande ed estesa Diocesi di Piacenza Bobbio».

Tratta Piacenza aveva individuato ed elencato tutti i problemi esistenti già nel 2019 pre pandemia. Giampietro Comolli presidente Comitato scientifico-culturale-storico della Tratta Piacenza fondato nel 2019 da 8 professionisti piacentini amici: «Finalmente tutte le criticità che il Comitato aveva riscontrato e verificato direttamente con i pellegrini e con le associazione sportive-culturali-turistiche piacentine dal 2019 al 2022 e aveva già elencato al Comune e alla associazione europea delle vie francigene con sede a Fidenza, sono diventate una priorità perché fattore determinante e primario della mancanza di attrazione e fruizione della Tratta Piacenza rispetto a tratte confinanti pavesi, lodigiane, parmensi».

Nel 2019 il comitato aveva già contattato l’Associazione Europea, responsabile unica ufficiale nell’acquisizione e gestione dei fondi pubblici e per i rapporti con gli  enti locali e gli enti amici per la definizione delle azioni di cura e gestione dell’interra Francigena Europea di 3200 chilometri e di attività di valorizzazione e promozione, evidenziando le enormi problematiche del percorso piacentino che ne limitava l’uso e l’attrazione.

«La verifica fatta sul territorio da esperti, da architetti, da escursionisti, da ciclisti sulla Tratta Piacenza aveva evidenziato - si legge in una nota - la necessità di almeno due varianti extraurbane: una alla foce della Trebbia e Portapuglia e l’altra dal collegio Alberoni e Università verso il ponte romano del Nure. Le vie Romee piacentine hanno bisogno di sicurezza e servizi in strada, oltre che un maggiore valore strategico e di recupero e rinascita storica per i 2000 anni di vita. Prima occorre risolvere le deficienze non attrattive, non  strutturali e strumentali all’intero percorso europeo».

«Prendiamo atto della proposte di Aevf (associazione europea che deve curare 3200 km di percorso e non solo gli 80 km piacentini) - dice Comolli - e della forte condivisione dell’assessore Fiazza  a trovare una soluzione alle criticità pratiche che incontra un turista-pellegrino moderno.  Evidentemente le criticità principali non sono la formazione di addetti negli esercizi pubblici, la localizzazione di eventi, la mappa di un tragitto in città, la cartellonistica su strade statali pericolose. Occorrono servizi diretti ai pellegrini di accompagnamento e di accesso, la informazione nazionale vera e non limitata, la cartellonistica di varianti e di percorsi con  passaggi sicuri sui torrenti, alberazioni con piante e percorsi più “agricoli” meno asfaltati e non in mezzo a capannoni di cemento, qualche sorgenti di acqua e la inclusione in esercizi di ospitalità, la eliminazione dei pericoli di camion e auto sulle vie Emilia e la riduzione della calura estiva. Solo così le “credenziali” piacentine possono passare dalle attuali 1500 circa all’anno alle 7000 - così dichiarano - delle tratte confinanti di Pavia e di Parma. Il comitato ha proposto una bozza di legge alla Regione Emilia-Romagna, come quella della Toscana, specifica sui cammini etici-morali che assicuri con garanzia l’uso turistico di carraie e vicinali private  dentro fondi agricoli».

Il comitato si dichiara «in piena sintonia con le associazioni albergatori, agriturismi, imprenditori, esercenti negozi e alcuni sindaci. Tutti gli attori dei “servizi al pellegrino” hanno sottolineato che prima dei corsi di formazione (secondo il comitato, necessari soprattutto per personale front office e desk e banco reception) e delle camminate pubbliche fra fruitori locali, occorre una strategia e la sistemazione di tutte le infrastrutture migliorando accessi, sicurezza, risoluzione passaggi dei torrenti e fiumi,  piazzole di sosta per pedoni ciclo moto camper, piste sicure con ombreggiature, acqua potabile, inclusione e cartellonistica».

«Tratta Piacenza non ha nessun ruolo pubblico. Il comitato è impegnato nella difesa della “piacentinità” della storia culturale della via  Francigena e vie Romee, soprattutto perché Piacenza abbia una sua identità-brand non banale, non il solito menù. Il comitato non è alternativo a AEVF, anzi intendiamo essere portavoce di istanze “concrete” presso l’associazione europea. Guardiamo più ai confini della Diocesi che non a quelli della provincia nati solo alla fine del XIX secolo. Il turista o pellegrino moderno non deve prendere il treno o la corriera a San Rocco al Porto (con bici) e scendere alla stazione ferroviaria di Fidenza!».

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