Da Archistorica un originale progetto in tre tappe per illustrare storia e memorie di Sarmato

La prima giornata culturale è domenica 21 ottobre

In omaggio all’antico e ricco patrimonio storico di Sarmato, l’Associazione Culturale Archistorica ha elaborato il progetto “CASTRUM SARMATI” per  dare rilievo al Castello (sec. XIII-XV) e al Borgo, antico insediamento militare e feudale. L’itinerario culturale proposto è suddiviso su tre visite guidate ognuna delle quali impostata come una vera e propria conferenza itinerante, dedicata a un tema culturale legato alle memorie storiche del paese, alle sue tradizioni, ai suoi personaggi e alle sue leggende.

Durante le visite sarà anche possibile conoscere il significato del combattimento in armatura e lo spirito cavalleresco con il Gruppo di ricostruzione “Gens Innominabilis”: armigeri si esibiranno in duelli con armi e vestiario medievale ricostruiti sui modelli originali, per far rivivere le atmosfere dei tornei medievali caratterizzati da sport e spettacolo.  

Il progetto è stato presentato alla Libreria Internazionale Romagnosi (L.I.R.) dall’architetto Manrico Bissi con Ivan Irti referente dell'Associazione Gens Innominabilis e con interventi del sindaco di Sarmato Anna Tanzi, del parroco don Massimo Musso e di Silvio Barbieri dell’Associazione San Rocco che, unitamente alla famiglia Zanardi Landi proprietaria del castello, condividono e collaborano all’iniziativa.

La prima giornata è programmata domenica 21 ottobre 2018 ed è dedicata al tema SARMATICI MILITES. I cavalieri delle steppe e la fondazione del borgo di Sarmato. Guida-relatore sarà l’arch. Manrico Bissi presidente dell’associazione Archistorica.

Nel corso della visita i partecipanti potranno rievocare il contesto delle invasioni barbariche, seguendo le prime e più antiche fasi storiche del paese di Sarmato: dal remoto stanziamento dei cavalieri Sarmati, alle prime notizie sull’esistenza del borgo e della sua parrocchia in epoca longobarda. Seguiranno alcuni approfondimenti sull’evoluzione architettonica del castello, dalle sue prime attestazioni storiche (sec. XIII) fino al raggiungimento del suo assetto attuale nel primo Ottocento. Il percorso prenderà avvio dalla corte del castello, visitandone il torrione e gli spazi esterni: i giardini, il giro delle mura e il rivellino d’ingresso. La comitiva si sposterà poi presso il barbacane del Comune (visionando la targa in ricordo dei Sarmati), per trasferirsi infine presso la chiesa parrocchiale e la canonica (progettata da Andrea Tomba, nonno del grande architetto Lotario), di cui si visiteranno le collezioni di arredi sacri conservati nell’androne al piano terra.

PRIMA VISITA (21 ottobre): sono previsti due turni, ognuno con non più di 80 persone: mattina 9,30 - 11,15 e pomeriggio: 15,00 - 16,45; ritrovo per entrambe le visite mezz’ora prima all’ingresso del Castello. QUOTE DI PARTECIPAZIONE: per i soci “Archistorica” e/o “Memorie di Parma” Euro 10,00. Per i non-soci Euro 12,00. Gratuito per i ragazzi fino a 14 anni.

APPUNTAMENTI SUCCESSIVI: nella Primavera 2019, in data da definire saranno sviluppati i temi “Il Pellegrino di Montpellier. L’epopea di S. Rocco nel borgo di Sarmato” e “Sarmato Tricolore. Il castello dalla battaglia del Trebbia al Risorgimento (1799-1861)”.

La partecipazione agli eventi del progetto è vincolata alla prenotazione presso i contatti dell'associazione: ARCHISTORICA@GMAIL.COM oppure 339/1295782 e 331/9661615.

Come detto questa nuova, importante iniziativa per la promozione culturale del patrimonio storico-architettonico piacentino, con particolare attenzione per gli antichi insediamenti fortificati di attestazione tardo-romana ed alto-medievale è di ARCHISTORICA, associazione culturale nata nel 2014 dall’amicizia e dal reciproco impegno di Manrico Bissi (architetto), di Francesca Malvicini (architetto), di Cristian Boiardi (grafico pubblicitario), di Susanna Agosti (sociologa) e di Andrea Gregori (consigliere sezione locale Unione Ciechi e Ipovedenti): cinque giovani piacentini, accomunati dalla passione per l’Arte e per la Storia, che hanno unito le proprie competenze in questo nuovo progetto di riscoperta e divulgazione del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione al contesto di Piacenza e provincia.

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