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Un momento dell'esercitazione

Un momento dell'esercitazione

Da Piacenza in Umbria per un test con i droni nelle zone del sisma: «Così i soccorsi saranno più immediati»

Per un week-end il team piacentino di Rescue Drones Network si è riunito nelle zone a cavallo tra le Marche e l'Umbria per sperimentare l’impiego dei droni a supporto delle attività di soccorso su macerie

Rescue Drones Network, il team piacentino di recente costituzione e prima rete strutturata al mondo di professionisti di droni a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni per affrontare in modo più efficace le diverse situazioni di emergenza, si è riunito per un week-end nelle terre del sisma nel Centro Italia. L’obiettivo? Sperimentare l’impiego dei droni a supporto delle attività di soccorso su macerie, in particolar modo per l’aerofotogrammetria d’emergenza e la ricerca di persone nelle aree colpite. Ad ospitare il campo addestramento sono state le zone a cavallo tra Marche ed Umbria. «Uno dei problemi rilevanti in caso di medio-maxi emergenza – racconta il coordinatore di Rescue Drones Network, il morfassino Gian Francesco Tiramani - è quello dell’enorme difficoltà ad avere tempestivamente informazioni sull’estensione dell’area colpita, sull’entità sommaria dei danni, sui percorsi stradali disponibili per le squadre di soccorso e sulle aree destinate alla movimentazione degli elicotteri e all’allestimento dei posti medici avanzati. Quando non sono più disponibili le infrastrutture di comunicazione telefonica e viaria tutto questo diviene ancora più complicato con la conseguenza che non si hanno informazioni attendibili per decidere chi mandare, dove mandarlo e dove farlo transitare sino a che non si prende contatto visivo diretto con l’evento».

Il progetto del team, “dal cuore” piacentino, per l’aerofotogrammetria d’emergenza tende proprio ad effettuare rilievi a mezzo droni per fornire in breve tempo ai centri di comando e controllo modelli bi e tridimensionali che consentano di cambiare significativamente l’esito dei soccorsi che possono divenire, così, più mirati ed efficaci. «Un progetto ambizioso ma estremamente complesso da attuare, non tanto per difficoltà di tipo aeronautico quanto perché occorre una pianificazione attenta in presenza di parecchie variabili e senza che esista letteratura consolidata su cui basarsi» - spiega sempre Tiramani.

Ecco quindi che piloti di droni ed altri volontari – in arrivo da diverse regioni italiane - si cono concentrati nella giornata di sabato a studiare con attenzione le diverse problematiche rilevate dall’esperienza, affrontando un caso concreto nell’area di Campi di Norcia (uno dei tanti paesi fantasma); a seguire sono stati effettuati alcuni rilievi sull’area per testare le procedure di volo studiate appositamente per le attività di soccorso. Nella giornata di domenica i volontari di RDN si sono spostati a Castelsantangelo sul Nera dove sono confluiti altri volontari del gruppo di Protezione Civile dello stesso comune, del gruppo cinofilo di Jesi, del CB Club Maceratese e della Croce Rossa di Visso, nonché la Polizia locale del posto.

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