Salvare la vita con lo smartphone: ecco l'app "DAE RespondER"

In caso di arresto cardiaco consente a chiunque di intervenire, segnalando il defibrillatore più vicino, con l’aiuto e la guida di un operatore del 118. L’iniziativa è frutto di un’importante sinergia messa in campo da 118, Progetto Vita, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco

I partecipanti

Tutti possono salvare una vita in caso di arresto cardiaco, grazie all’uso tempestivo di un defibrillatore. In tutta la Regione Emilia Romagna è attiva l’app “DAE RespondER” che, in caso di arresto cardiaco, consente a chiunque di intervenire segnalando il defibrillatore più vicino, con l’aiuto e la guida di un operatore del 118. Scaricabile sia su sistemi Android che sia iOS, l’iniziativa è frutto di un’importante sinergia messa in campo da 118, Progetto Vita, forzi di polizia e vigili del fuoco. 

«Attualmente i dae (defibrillatori) censiti sul portale regionale sono circa 800, suddivisa tra pubblici, privati e veicolari. L’app è operativa già da diverso tempo e ad ora abbiamo registrato circa 500 download: è stata attivata in 190 casi nel 2018 e per 62 volte nei primi mesi del 2019» hanno spiegato Enrica Rossi e Stefano Nani, direttore e coordinatore 118 Emergenza Urgenza Ausl Piacenza. «I cittadini possono dare un grande contributo, così come tutte le forze dell’ordine, che hanno i defibrillatori in dotazione e sono formate per intervenire in caso di bisogno».

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Gli allertamenti vengono inviati ogni volta che una Centrale Operativa 118 riceve una chiamata di soccorso per la quale sospetta un arresto cardio circolatorio, nel momento stesso in cui la chiamata viene registrata: le allerte sono inviate ai DAE Responder che si trovano entro una distanza di 5 km dall’emergenza, oppure se il comune è fra quelli selezionati nel profilo. L’allarme è inviato tramite una notifica “push” direttamente all’applicazione alle persone che sono registrate come DAE Responder ed hanno effettuato il login. Al momento della ricezione del messaggio di allerta si può attivare la geolocalizzazione, in modo che il DAE Responder decida se rendersi disponibile ad intervenire. L’identificazione e la geolocalizzazione del DAE Responder, da parte della Centrale Operativa 118, avviene solo dopo la sua volontaria accettazione dell’intervento. Al momento dell’accettazione dell’aiuto vi è la possibilità di attivare il navigatore satellitare presente nel proprio dispositivo e richiedere la navigazione sia verso il luogo dell’intervento (paziente) sia verso il defibrillatore (DAE) più vicino. «E’ un’innovazione positiva che permette di accorciare i tempi di soccorso e potenzia la qualità d’intervento delle forze dell’ordine. Sarebbe una bella sfida riuscire a far scaricare l’applicazione a 1000 persone entro la fine dell’anno, in modo da far conoscere sempre di più l’iniziativa e formare una rete capillare di aiuto» ha aggiunto Daniela Aschieri, presidente di Progetto Vita Onlus. «Piacenza è la provincia più cardioprotetta d’Europa, ovvero la città con il maggior numero di defibrillatori per abitante (1 ogni 290): per utilizzarli al meglio è necessaria un’organizzazione capillare che, grazie a questa applicazione, punta a coinvolgere i singoli cittadini, rendendoli di fatto potenziali soccorritori» ha commentato Luca Baldino, direttore generale Ausl Piacenza.

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