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«Dai sindaci della Valtrebbia ci attendiamo impegno anche per Pug, terme e ospedale di Bobbio»

Il comitato terme di San Martino incalza i comuni dell’Unione montana: «Bobbio è ancora ospedale di comunità e bisogna progettare il nuovo Pug. Chiediamo un coinvolgimento partecipativo»

Gli ultimi interventi sulla vicenda del ponte Lenzino invitano il comitato terme di San Martino a intervenire per chiedere ai sindaci dell’Alta Valtrebbia di non tralasciare altri temi delicati per il futuro della vallata. «Sul nuovo ponte – parla Silvana Allesti per conto del comitato - si contrappongono due progetti: quello sul vecchio tracciato scelto da Anas e quello dei sindaci del Comitato Nuovo Ponte. Ma il progetto dei sindaci qual è? Se inizialmente era descritto come viadotto a tre piloni e poi sentiamo affermare dal presidente dell’Unione Roberto Pasquali che il viadotto piloni non ne avrà, cosa si deve capire? Di che progetto si tratta? Il sindaco di Cerignale Massimo Castelli ci ricorda giustamente che chi amministra deve farsi carico dei bisogni degli abitanti della valle. Tuttavia i bisogni degli abitanti non finiscono con la viabilità e la ricostruzione del ponte».

«Sulla viabilità della SS45 sindaci e cittadini si sono impegnati e mobilitati: non è il caso di usare la stessa determinazione su altre questioni non meno importanti? Partiamo dalla sanità. Da tempo assistiamo ad una progressiva riduzione dei servizi alla persona, assistenziali e di cura. In un raggio di 30-50 km non c’è un ospedale vero, gli abitanti della valle han bisogno di contare su un ospedale mentre ad oggi abbiamo un OsCo. Abbiamo bisogno di sanità pubblica territoriale e siccome il pubblico arretra, le strutture private diventano la risposta, ovviamente solo per chi ha possibilità economiche. Per Asl quello di Bobbio rimane un OsCo e le condizioni per cambiarlo sono nelle mani dei sindaci, poiché il Piano Sanitario Territoriale proposto da Asl viene approvato da loro. Una adeguata risposta sanitaria in valle è forse meno importate di due curve da eliminare?»

«L’Unione dei Comuni ha nei prossimi mesi una scadenza importante. Deve progettare il nuovo Piano Urbanistico Generale, strumento di tutela e riqualificazione del territorio. In base al Pug sarà decisa la destinazione d’uso di San Martino a Bobbio e non solo. Dall'Unione dei Comuni ci aspettiamo un PUG in grado di dare prospettive all’economia della valle, che non sia ridotta al solito turismo mordi e fuggi o ad un ormai insostenibile consumo di suolo. Dai sindaci che hanno portato in piazza la questione del ponte ci aspettiamo che anche sul Pug promuovano percorsi partecipativi, in cui le scelte di pianificazione vengano discusse apertamente, non solo nelle chiuse stanze delle amministrazioni. Di fonte alle priorità a cui il Pug deve dar forma, l’associazione Comitato Terme e val Trebbia ha chiesto mesi fa all'Unione un percorso aperto a tutti di informazione e coinvolgimento nelle scelte. Siamo in attesa di riscontro. Abbiamo letto il richiamo all’unanimità. Premesso che è utile ed importante, ma non può esser obbligatoria, l’unanimità non garantisce risultati. I sindaci dell’Unione val Trebbia- Luretta hanno votato la delibera 37 del 7-8-19, per concludere i carotaggi ed aver la conferma di acque termali su San Martino. All’unanimità; ma dopo 36 mesi quella delibera è ancora ferma. Anche su questi problemi rimasti aperti, altrettanto importanti di ponte Lenzino, è necessaria la presenza attiva di tutti, sindaci e cittadini».

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