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Dal 26 febbraio riparte il servizio di guardia medica a Ferriere e Ottone

L’Ausl comunica la ripresa della continuità assistenziali nei due paesi di montagna. Ottone assorbirà il presidio di Bobbio, Ferriere quello di Bettola (ma nei fine settimane operativi entrambi)

L'Ausl ha riorganizzato il Servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia Medica) in Alta Valnure e Valtrebbia, dopo che i presidi erano stati chiusi il 1 gennaio in seguito alla mancanza di medici per coprire tutte le sedi presenti sul territorio. 

Il direttore generale Ausl Luca Baldino ha riferito oggi, durante la seduta della Conferenza territoriale socio sanitaria, che a partire dal 26 febbraio si procederà a un accorpamento temporaneo di sedi. Questo dopo la battaglia dei due territori (una petizione aveva raccolto la bellezza di 8500 firme) che chiedevano a gran voce il ripristino del servizio, sospeso a causa dell'emergenza Omicron e allo sforzo organizzativo dei sanitari nei centri vaccinali del territori, per garantire a tutti in tempi stretti la terza dose di vaccino. 

OTTONE

In particolare, sarà riaperta la sede di Ottone, che diventerà il riferimento per l’Alta Valtrebbia, assorbendo anche le funzioni della sede di Bobbio, dove comunque è sempre disponibile per i cittadini il punto di primo intervento dell’ospedale.

FERRIERE

La sede di Ferriere sarà invece il riferimento per l’Alta Valnure, accorpando le funzioni della sede di Bettola. Nel fine settimana, in particolare dalle ore 20 di ogni venerdì fino alle ore 8 del lunedì successivo, saranno aperti entrambi gli ambulatori di Guardia Medica. 

«Ringrazio i sindaci coinvolti – ha detto il direttore Baldino – per la collaborazione dimostrata e ricordo che questa è una soluzione temporanea. L’Azienda sta continuando a lavorare per trovare medici disponibili a coprire tutte le sedi, con l’obiettivo di superare appena possibile questi accorpamenti». «Siamo felici della riattivazione del servizio – commenta Carlotta Oppizzi, sindaco di Ferriere - e ringraziamo l’azienda per aver ricercato e trovato una soluzione come si era impegnata a fare, i medici che hanno dato la loro disponibilità per consentire la riattivazione del servizio, i sindaci che hanno collaborato per la ricerca di un nuovo assetto e tutti coloro che ci hanno manifestato solidarietà».

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