Dal Giappone per studiare l’albergo diffuso dell’Alta Valnure

Un gruppo di docenti proveniente dal Paese del Sol Levante ha soggiornato alla Casa delle Favole di Perotti di Ferriere per conoscere la particolarità di un albergo diffuso

la comitiva giapponese a Perotti

Dal Paese del Sol Levante a Ferriere per vedere da vicino cosa è un albergo diffuso. Otto docenti provenienti dal Giappone hanno fatto visita nello scorso fine settimana alla Case delle Favole di Perotti di Ferriere, la particolare struttura ricettiva – articolata su più case – gestita da Giampaolo e Alessandro Mainardi. La comitiva dell’Università di Tokyo e Hokkaido, con interprete al seguito, ha voluto intervistare Giampaolo, che insieme al fratello Giuseppe (storico docente del liceo Gioia di Piacenza, scomparso un anno fa) e al figlio Alessandro, aveva lanciato l’idea di realizzare un albergo diffuso nel suggestivo borgo di Perotti, a pochi chilometri dal capoluogo Ferriere. Alessandro, per l’occasione, ha invitato anche un altro interprete e insegnante di giapponese, cliente fisso dell’albergo. I docenti, prima di ripartire per Reggio Emilia, si sono fermati per due giorni per conoscere la storia e la particolarità dell’offerta di un albergo diffuso in una zona di montagna come l’Alta Valnure.

L’idea venne nel 2011, per ridare impulso alla frazione. «I miei bisnonni erano originari di Perotti – spiega Alessandro, geometra - così ormai oltre 15 anni fa i miei genitori e mio zio incominciarono a ristrutturare nel paesino un paio di case dei nostri “vecchi”. Nel frattempo io facevo il pendolare a Piacenza per studiare, ma decisi subito che sarei rimasto a vivere sulle nostre montagne». Dal recupero delle case degli avi, nasce Alessandro Mainardi-2l’idea di acquistare anche quelle vicine. «Abbiamo pensato di recuperarne anche altre. Ci siamo informati e ho scoperto la possibilità di dare vita a un albergo diffuso». Cos’è un albergo diffuso? «Offriamo tutti i classici servizi alberghieri – pernottamento, colazione e pulizie – su una serie di case e appartamenti disposti in orizzontale, che permettono di vivere la realtà di un borgo. Gli ospiti vengono immersi nella realtà del posto, entri a far parte della vita quotidiana del paese».

E così l’albergo diffuso “Casa delle Favole” viene inaugurato nel giugno 2011: ora è composto da 7 casette con cucina – denominate in dialetto cà du fuien, da bellura, du luv, du tass, de rondanen, da vurp, da surgna – e una con camere e bagni – cà da levra -, più una reception. Perché rischiare un’avventura imprenditoriale in un luogo un po’ dimenticato come l'Alta Valnure? «Vivere qui – riflette Alessandro - mi è sempre piaciuto. Sono stato fortunato che avevo comunque un lavoro sicuro da geometra nello studio di mio padre. Accanto a questo impiego ho deciso di lanciarmi in questa impresa, per creare un’attività in zona e risvegliare un paese. Purtroppo è da molti anni che vediamo un trend sempre più negativo di presenze in montagna: ormai anche chi possiede una seconda casa decide di venire sempre meno nel weekend, e la sfrutta solamente nel periodo estivo, o al massimo durante le vacanze di Natale e Pasqua». I privati provano a richiamare gente in zona. «Bisogna implementare il turismo e la rinascita di questa parte di Appennino. Dove c’è turismo, c’è speranza. Purtroppo tutti i territori montani della nostra regione – il parmense, il reggiano, il modenese – offrono molti più servizi rispetto all’Appennino piacentino. Se non facciamo qualcosa rischiamo di avere un territorio disabitato fra qualche anno».

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