rotate-mobile
Giovedì, 2 Dicembre 2021
Attualità Raffalda / Via Giacomo Morigi

Pazienti del Malawi in cura a Piacenza con la telemedicina: «Centinaia di visite gratuite all’anno ad adulti e bambini»

A Blantyre inaugurato il nuovo centro della Fondazione Mario Sanna dedicato ad Otologia ed Audiologia, che permette agli abitanti del luogo di essere monitorati dagli specialisti del Gruppo Otologico di via Morigi

Pazienti in Malawi in cura a Piacenza grazie alla telemedicina. Un progetto “ponte” tra l’Italia e il Paese del continente africano creato dalla Fondazione Mario Sanna con «l’inestimabile aiuto della comunità di Sant'Egidio», operativo a Blantyre già da alcuni mesi e inaugurato ufficialmente (nella foto sotto) il 22 ottobre scorso alla presenza del ministro della salute Simeon Yosefe. Un taglio del nastro molto atteso dai promotori del nuovo centro dedicato ad otologia ed audiologia, progettato per permettere alla popolazione locale di ricevere assistenza “sul posto” da medici appositamente formati, e di essere monitorati e refertati in tempo reale dagli specialisti del Gruppo Otologico della Casa di Cura Piacenza. Nuovo centro di telemedicina2-2

Una distanza annullata dal progetto “oto.Telemedicine” condotto dalla Fondazione Mario Sanna, un programma in tre fasi volto alla costituzione di una rete di telemedicina di Otorinolaringoiatria nei centri sanitari nell'Africa sub-sahariana, reso possibile da un’importante donazione della William Demant Foundation di Copenaghen e dall’utilizzo di un'infrastruttura esistente costruita dalla Onlus Ght - “braccio sanitario” della Comunità di Sant’Egidio - concepita e realizzata dal dottor Michele Bartolo, direttore del Reparto di Telemedicina dell'ospedale San Giovanni di Roma. Un’iniziativa divenuta realtà dopo oltre due anni di preparazione, incontri e lavori - sottolinea la Fondazione - proseguiti tra le difficoltà causate dal Covid-19 in tutto il mondo.

La stessa emergenza sanitaria ha evidenziato, spiega il professor Mario Sanna, presidente dell’omonima Fondazione, come «oggi la telemedicina, anche in seguito alle drammatiche evidenze della pandemia» sia «non solo una realtà, ma un'esigenza per molti: siamo fieri di aver fatto una scelta tecnologica che sembrava in un primo momento precoce». Una missione iniziata nel 2019 (nella foto sotto) con il passaggio di conoscenze e competenze ai sanitari responsabili oggi dell’accoglienza dei pazienti in loco e della gestione di strumenti e software necessari per trasmettere i dati alla casa di cura di via Morigi.

«Medici africani formati ed istruiti qui a Piacenza - sottolinea il professor Sanna - che una volta tornati nei loro Paesi, sono stati in grado di fare tesoro dell'alta formazione fornita loro. Questi professionisti oggi rappresentano per i loro Paesi la promessa di una medicina che cura chiunque ne abbia bisogno, nell'ottica della collaborazione tra medici e scienziati e nella nostra personale lotta contro la sofferenza dei pazienti». Ogni giorno dal nuovo centro costruito nella capitale malawiana dalla Fondazione, arrivano richieste di visite o consulti, «e noi specialisti del Gruppo Otologico riusciamo a refertare in tempo reale gli esami audiometrici, otoscopici, impedenzometrici e potenziali evocati, di persone che non avrebbero mai, e in nessun modo, avuto la possibilità di usufruire dei servizi di specialisti europei». 

Nuovo centro di telemedicina4-2

Un esito riconducibile allo stesso status della Fondazione - attiva dal 2015 sul territorio nazionale e internazionale - nata per perseguire finalità di solidarietà sociale, attraverso la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie dell’orecchio. Nel Centro di Blantyre saranno difatti «visitati gratuitamente, per via telematica, centinaia di pazienti all'anno, adulti ma soprattutto bambini». «La tecnologia della telemedicina può davvero aiutare l'umanità verso il progressivo miglioramento delle condizioni sanitarie e quindi di vita della popolazione» aggiunge il professor Sanna. «Pensiamo sia una delle tante frontiere tecnologiche e sociali che debba essere assolutamente sviluppata e portata avanti dai governi, basandosi sulle felici esperienze di quei pochi istituti che, come il nostro, hanno impiegato risorse economiche ed umane per svilupparla».

Un modello che sarà riproposto in Kenya, dove la Fondazione conta di poter inaugurare, a breve, un altro centro di telemedicina, sempre con il supporto dei medici formati dal Gruppo Otologico: «Anche lì crediamo di poter aiutare quella parte fragile ed indifesa della popolazione che chiede aiuto ed assistenza sanitaria gratuita».

Gallery

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pazienti del Malawi in cura a Piacenza con la telemedicina: «Centinaia di visite gratuite all’anno ad adulti e bambini»

IlPiacenza è in caricamento