Dalla California a Piacenza per cercare abiti vintage per gli Stati Uniti

L’italoamericana Gina Pagnella si è trasferita per amore a Piacenza dalla California e anche qua sta portando avanti il suo commercio online: «Mi sento abbracciata da questa città, che mi avevano detto essere grigia»

Gina Pagnella

Fa “thrifting” ossia cerca cose da poco, ma anche piccoli tesori rigorosamente di seconda mano. E’ la professione di Gina Pagnella, che IMG_7498.edit_-2sceglie e compra abiti e accessori vintage per negozi che sono negli Stati Uniti (dove lo standard vintage è qualcosa che ha 30 anni o più). Gina non ha un negozio né una vetrina più o meno polverosa con ammassati scatoloni contenenti merce, ma una esposizione virtuale di capi di abbigliamento e accessori scelti con gusto, professionalità in un proprio personale mix creativo, permettendo al cliente finale di arricchire il proprio guardaroba con toilette di buona fattura, spesso di grandi stilisti, magari da abbinare a capi acquistati nei negozi tradizionali, Gli indumenti sono puliti, riparati e pronti per essere venduti. E’ questa la filosofia dell’attività professionale di Gina Pagnella, residente nella nostra città, per attrazione fatale e per amore del suo compagno piacentino.

Il suo sito è www.modernthrifterintheoldworld.com. Il mio obiettivo di vita - ci racconta - è quello di salvare ogni reliquia del passato, cucita a mano e pesantemente amata e ridistribuirla al mercato moderno. Il riutilizzo mantiene vive le storie degli indumenti, stabilisce uno standard di qualità per la moda, incoraggia al contempo un consumo sostenibile. Poi, naturalmente, c'è la mia incontrollabile passione per la scoperta del passato della moda, pezzo dopo pezzo, un brivido ulteriormente alimentato dalla dipendenza dalla ricerca. Amo creare una connessione significativa tra le persone e le cose, in particolare le cose vintage.

Gina è nata e cresciuta in una famiglia italo-americana a Pacific Grove, California nella Baia di Monterey accanto ad una nonna toscana di origine pugliese che ha rifiutato di insegnarle l’italiano. Spinta dal desidero di parlare la lingua dei suoi nonni è venuta in Italia a Siena, IMG_8795-2dove per un anno ha perfezionato la sua specializzazione universitaria in Lingua e cultura Italiana, che, “assecondava la più utile Scienze delle Comunicazioni”. Dopo la laurea si è trasferita a Genova per lavoro e poi Monterosso dove ha vissuto per più di dieci anni.

“Da quando ho messo piede in Italia - ci racconta -  sono sempre andata a mercatini per soddisfare quella mia voglia di andare e fare “thrifting”, spulciare e essere a caccia di reliquie del passato, la mia passione più sentita sino dagli anni della mia vita americana. A Monterosso mentre disegnavo e creavo bigiotteria per una linea artigianale, ho iniziato ad usare sempre più pezzi di recupero vintage; ho incominciato anche a collezionare dei capi e accessori per un business che ha ricreato il mio futuro. Mi son dedicata, anzi buttata, al cento per cento al mio sogno di essere sempre per mercatini e negozi dell’usato comprando vintage. Ma come potevo pagare l'affitto occupandomi solo di queste cose? Una sera mi sono illuminata: sarò un Vintage Buyer italiano cioè una figura a cui i negozi si affidano per trovare all’estero cose introvabili negli Stati Uniti. Sarò il tramite tra i miei venditori che conosco da anni, vispi e simpatici ma poco internazionali ed i giovani appassionati di vintage statunitense.

Per questo sogno-sfida, Monterosso ha incominciato starmi un po’ stretto, troppe scale per portare tonnellate di vintage avanti e indietro, troppi turisti, poco spazio e una Posta con orari limitati. Ho incominciato a valutare la prospettiva di cambiare città ma non sapevo dove andare. Firenze, troppi turisti, Milano, troppo grande, Bari, troppo pausa al pomeriggio per una americana iperattiva...  Nel frattempo ho conosciuto un ragazzo che da Piacenza era venuto a fare la stagione estiva nel settore turismo di Monterosso. Il suo entusiasmo per la vita mi ha facilmente conquistata. Con IMG_0646-2Lorenzo, conosciuto come Lolly, ho incominciato frequentare la sua città nei mesi invernali dove ho scoperto un angolo dell’Italia sana, i sorrisi sulle facce emiliane, botteghe tradizionali, parlate piene di dialetti e cadenze simpatiche ... piano piano mi stavo innamorando di Piacenza. Un anno fa, arrivata l’estate, sono venuta a cercar casa per me e per Lorenzo. Per magia di una foto scattata in una delle piazze più belle della città, ho individuato un cartello con scritto “Affittasi", ho chiamato ed i locali erano ancora liberi. Sono entrata dentro e i muri mi hanno subito abbracciata e un 'affresco sulla parete mi ha sedotta. Per par condicio ho visto altre case ma sono tornata sempre da lei e ho iniziato il mio business basato sulla infinita ricerca di pezzi vintage. Certo non è stato tutto facile e magico, perché potete immaginare gli ostacoli di lingua, cultura ed onnipresente burocrazia. Ma complessivamente mi ritengo fortunata. Mi sento abbracciata da questa città non troppo piccola, non troppo grande, con visuali da favola ad ogni angolo, che mi avevano detto essere grigia ma da quando ci abito, io vedo principalmente cieli azzurri…”.

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