Dalla Calvino una ricerca sull'origine ed evoluzione dell’Ospedale e sulla salute dei piacentini 

Presentato alla Sala colonne dell’Ospedale il libro “L’ospedale civile e la salute dei piacentini tra Ottocento e primo Novecento”, parte prima di un approfondito e accurato lavoro di ricerca del Laboratorio storico della Scuola Italo Calvino, sede Don Milani di via Boscarelli

Presentato alla Sala colonne dell’Ospedale, dove è stato accolto dai convinti applausi della affollata platea, il libro “L’ospedale civile e la salute dei piacentini tra Ottocento e primo Novecento”, parte prima di un approfondito e accurato lavoro di ricerca del Laboratorio storico della Scuola Italo Calvino, sede Don Milani di via Boscarelli. Il direttore sanitario Ausl Guido Pedrazzini ha rilevata la valenza storica e scientifica di una ricerca in un situazione come l’attuale in cui si sta valutando la necessità di un nuovo ospedale, mentre il dirigente scolastico Elisabetta Ghiretti e la professoressa Roberta Molinari hanno evidenziato in particolare l’entusiasmo responsabile dei giovani autori della ricerca sulle origini del luogo di cura  e speranza.

Le 182 pagine ripercorrono la storia degli antichi ospedali cittadini, una trentina, dislocati nelle sei porte della città, a San Lazzaro, a Santo Spirito e a Montale sino alla loro confluenza nell’'Ospedale grande nella seconda metà del XV secolo, che aveva ingresso da via Campagna. La ricerca illustra poi l'evoluzione della struttura nel 1800 quando, l’unificazione di istituti e opere pie dette vita agli Ospizi Civili. I suoi edifici nel 1874 si estendevano tra il monastero di San Sepolcro e il Monastero di santa Maria di Campagna. Il complesso era costituito da sei grandi sale a crociera, dalla Sala colonne e da altri locali minori. 

Consultando documenti conservati dall’'Archivio di Stato gli studenti hanno potuto ricostruire anche l'assistenza agli orfani, i rimedi in uso contro il colera, la figura del medico condotto e della levatrice. Hanno anche immaginato come potessero vivere le persone all'epoca, e documentato su come erano le abitazioni, come la città cresceva insieme al suo ospedale che a poco a poco si modernizzava, si ingrandiva e si adeguava ai progressi della scienza e della medicina. I registri nosologici dell'ospedale dal 1915 al 1919 forniscono anche un quadro degli utenti del servizio sanitario: età, sesso, professione, malattie. 

La ricerca si ferma al 1919, anno dell’influenza spagnola, ma non si esaurisce perché proseguirà con un secondo volume dedicato ai decenni successivi che documenteranno l'ampliamento dell’Ospedale con l'ingresso i n via Taverna e le vicende dei tempi  attuali. Il Laboratorio storico della Calvino è diretto dalla professoressa Roberta Molinari, coadiuvata dalla collega Giuseppina Lo Scavo. I partecipanti sono una trentina, equamente distribuiti tra le classi prime, seconde e terze: 

PRIMO GRUPPO: Valentina Gandolfi, Giada Battini, Matilde Magnani, Marco Chinosi, Sara Korriku, Alessandro Chiesa, Andrea Forti, Nikita Sci ani, Leonardo Orsi, Federico Palpi Vera Lugli , Debora Mazzocchi, Riccardo Nicolodi, Nouader Sami, Rayen Ben Rodman. 

SECONDO GRUPPO: Davide Piccoli, Michele Branca, Francesco Stevani, Giulia Grazio, Andri Korriku, Priscilla Traversi, Giaele Pignotti, Lucia Marra, Thea Dassoni, Sara Pezzolato, Asia Scrivani , Alessia Soresi, Luciano Cavalli, Michele Villani.

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