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Bando rigenerazione urbana

Dalla Casa della cultura di Lugagnano al Centro polifunzionale di San Pietro, i 9 interventi finanziati

Contributo di 5,5 milioni di euro dalla Regione per i progetti dei comuni piacentini di Alta val Tidone, Castelvetro, Calendasco, Lugagnano, Fiorenzuola, Vernasca, Rivergaro, San Pietro in Cerro e Farini

Dalla Casa della cultura nell’ex deposito di Lugagnano al centro polifunzionale di Palazzo Barattieri a San Pietro in Cerro: sono 9 gli interventi di rigenerazione urbana finanziati in provincia di Piacenza dal bando della Regione, per un contributo complessivo di 5,5 milioni di euro. Nove interventi, presentati da altrettanti comuni piacentini, per progetti di recupero e riqualificazione di edifici dismessi. «Nuovi spazi a disposizione della collettività e delle comunità locali - sottolinea la nota della Regione - in cui ospitare nuovi servizi laddove prima sorgevano ex scuole, vecchie sedi comunali, depositi o magazzini: edifici pubblici, spesso parte importante dell’identità di un luogo, ma da tempo dismessi o non più in uso. Che ora rinascono a nuova vita senza ulteriore consumo di suolo».

I progetti in provincia di Piacenza

Alta Val Tidone - Rigenerazione urbana ex-consorzio agrario della località Pecorara nel comune di alta val Tidone (costo totale 850.000 euro- contributo 700.000 euro)

Calendasco - Heritage culturale e rigenerazione urbana per le Ex-Scuderie del Castello di Calendasco (costo totale 1.181.866,45 euro, contributo 730.000 euro)

Castelvetro Piacentino - Un nuovo luogo di cultura - il recupero fisico ed il rinnovo funzionale dell’ex edificio scolastico di Croce santo spirito (costo totale 1.885.000 euro, contributo 710.000 euro)

Farini - Una polarità nella Valle delle Cascate - La Rigenerazione del Mulino di Riè (costo totale 240.000 euro, contributo 200.000 euro)

Fiorenzuola d'Arda - Recupero architettonico e riattivazione funzionale del complesso della ex scuola di Baselica (costo totale 1.005.621 euro, contributo 522.810,50 euro)

Lugagnano Val d’Arda - Recupero ex deposito Acap - Una nuova casa per la cultura (costo totale 840.000 euro, contributo 700.000 euro9

Rivergaro - Progetto recupero e completamento di fabbricato denominato “casa del popolo” e del suo immediato contesto (costo totale 600.000 euro, contributo 461.000 euro)

San Pietro in Cerro - Palazzo Barattieri, un progetto di rigenerazione urbana a centro polifunzionale (costo totale 840.000 euro, contributo 700.000 euro)

Vernasca - Impact Alta Val d’Arda (costo totale 1.007.000 euro, contributo 760.000 euro).

Da Rimini a Piacenza, sono 80 gli interventi di rigenerazione urbana proposti dai Comuni con meno di 60mila abitanti e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 47 milioni di euro. «Contributi che - spiega la Regione - grazie al cofinanziamento degli Enti locali genereranno sul territorio investimenti per oltre 75 milioni di euro».  «Un impegno importante da parte della Regione - prosegue - che vista l’alta adesione dei Comuni al bando sui progetti di riqualificazione ha portato le risorse stanziate a 47 milioni di euro, dai 27 iniziali. Interventi non limitati al solo recupero fisico dell’immobile, ma anche attenti alla sua effettiva capacità di generare nuove funzioni e ospitare nuove attività - anche attraverso forme di partecipazione e coprogettazione - e di relazionarsi in maniera ampia con il contesto e con gli spazi esterni come giardini, parcheggi, aree verdi. E che si tradurranno nella nascita di veri e propri spazi di comunità, e in nuove opportunità di valorizzazione del territorio. Tutto a partire dai comuni più piccoli, quelli con meno di 5mila abitanti, e da quelli montani e delle aree interne, due fra le priorità del bando regionale uscito la scorsa estate e per le quali erano previste diverse forme di premialità. Un obiettivo raggiunto visto che i primi, i comuni più piccoli, hanno ottenuto il 42% delle risorse disponibili e i secondi, quelli montani e delle aree interne, il 46%». 

«Viene dunque scritto un nuovo capitolo della legge regionale sull’urbanistica, i cui risultati sono stati presentati oggi in Regione nel corso di una videoconferenza stampa dal presidente Stefano Bonaccini e dall’assessora alla Montagna, programmazione territoriale e paesaggistica, Barbara Lori. Una legge che dal 2018 – anno della sua entrata in vigore - a oggi ha permesso di assegnare contributi per oltre 90 milioni di euro a beneficio di circa 130 interventi di rigenerazione, riqualificazione, riuso del patrimonio edilizio esistente». «Oggi – sottolinea Bonaccini - facciamo un altro passo avanti importante verso un’idea di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, equo ed inclusivo, su tutto il territorio regionale. Per una crescita che sia inclusiva e uniforme in tutto il territorio regionale, dalle città alla pianura e all’Appennino. Che parta quindi dalle aree che più hanno pagato un prezzo alla pandemia, come i Comuni montani o quelli più piccoli. Uno sviluppo che rafforzi le reti sociali, riduca le distanze tra centro e periferia, valorizzi le identità territoriali, creando nuove opportunità di lavoro. Senza nuovo consumo di suolo e recuperando gli spazi esistenti, in linea con gli obiettivi del Patto per il Lavoro e il Clima, nella convinzione che l’Emilia-Romagna possa crescere veramente solo se crescerà tutta insieme. Un obiettivo per noi prioritario».

 «Sono davvero soddisfatta per la qualità dei progetti, frutto di un lavoro attento da parte dei Comuni che ringrazio - aggiunge l’assessora Lori. «Per questo, vista la qualità e la quantità dei progetti arrivati, abbiamo scelto di incrementare sostanzialmente le risorse a disposizione portandole dai 27 milioni di euro previsti inizialmente dal bando agli attuali 47. Continuiamo il nostro lavoro per la piena attuazione della legge urbanistica promuovendo interventi di rigenerazione diffusi affinché anche i comuni più piccoli e quelli montani possano cogliere opportunità per contrastare lo spopolamento, dare ai giovani e agli anziani nuovi servizi, creare per tutti nuove opportunità di crescita e di sviluppo».

«Vecchi edifici pubblici dismessi o inutilizzati che rinascono a nuova vita e diventano spazi e luoghi di aggregazione per le comunità locali». Così la consigliera regionale del PD, Katia Tarasconi sul Bando Rigenerazione urbana 2021 approvato dalla Giunta. «È una grande opportunità di sviluppo per il territorio - prosegue - che si tradurrà in oltre 70 interventi finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 47 milione di euro di cui beneficerà anche la provincia di Piacenza». 

L’ambiente al centro - «Oltre a stabilire premialità per i Comuni montani e delle aree interne – evidenzia la Regione - per quelli con meno di 5mila abitanti e per quelli che ancora non hanno ricevuto contributi regionali per interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, il bando assegnava particolare importanza alla qualità ambientale del progetto. Un obiettivo anche questo centrato visto che il 27% delle proposte si impegna a sviluppare protocolli di certificazione energetico-ambientali nazionali o internazionali; il 50% prevede l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, il 28% azioni volte al contrasto ai cambiamenti climatici (con particolare riferimento ai sistemi di raccolta, depurazione e riutilizzo delle acque e al contrasto delle isole di calore), il 27% l’incremento significativo della permeabilità dei suoli».

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