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Dalla guerra in Ucraina a Gragnano, il comune attiva la macchina dell'accoglienza

Il sindaco Calza: «Con successivi avvisi, via social, ma anche pubblicati sul sito del Comune, verranno segnalate le nuove necessità stabilendo orari precisi di apertura. Chi volesse informazioni può comunque chiamare i Servizi sociali al numero 0523 788760»

Si chiamano Anna, Daryna, Yuliia, Anastasia, Vittoria, Olena, Andrii, Anastasia, Nikol. Vengono dall'Ucraina in guerra. Sono arrivate a Gragnano grazie a conoscenze locali e l’Amministrazione Comunale le ha voluto incontrare, in veste ufficiale per dare loro il benvenuto di tutta la comunità e per significare la vicinanza dei gragnanesi, sinceramente colpiti dalle vicende e dalla sofferenza che sta vivendo la popolazione del loro Paese. «Li abbiamo informati sugli adempimenti da assolvere nei primi giorni dell’arrivo, per il rispetto sia delle norme di ordine pubblico sia per quelle della salute pubblica - spiega il sindaco Patrizia Calza affiancata dall’assistente sociale Luisa Zioni e dalle collaboratrici dei Servizi Sociali - distribuendo materiale cartaceo scritto sia in italiano sia nella loro lingua ma soprattutto ci interessava capire come avremmo potuto essere di aiuto. Con i servizi sociali infatti abbiamo deciso di organizzare la macchina dell’accoglienza e degli aiuti in modo specifico e circonstanziato a seconda delle persone che arriveranno, attivando la popolazione in ordine ai singoli casi e alle loro necessità. In tal modo pensiamo di evitare di accumulare materiale non necessario preferendo richiedere aiuto alla bisogna».

Ieri, subito dopo l’incontro sono stati richiesti vestiario e calzature per Nikol, una ragazza di 17 anni, fuggita senza abiti di ricambio e per Anastasia, una piccolina di 5 anni. Il messaggio, circolato sui social e nei gruppi locali, ha sortito immediatamente effetto. Stamattina alle 14 il Comune era già in grado di chiudere questa raccolta avendo già ricevuto materiale in abbondanza. Altre quattro persone sono arrivate nella notte e altre ancora troveranno ospitalità presso le Suore Scalabriniane di Casaliggio, probabilmente già dalla prossima settimana. «Occorre che la solidarietà rimanga viva nel tempo perché i profughi arriveranno sicuramente numerosi nelle prossime settimane, se non dovesse cessare il conflitto e quindi prudenza invita a dosare le forze e le richieste. Con successivi avvisi, via social, ma anche pubblicati sul sito del Comune, verranno segnalate le nuove necessità - continua Patrizia Calza -  stabilendo orari precisi di apertura. Chi volesse informazioni può comunque chiamare i Servizi sociali al numero 0523 788760».

«Le persone incontrate dal sindaco, affiancato da Umberto Morelli, come rappresentante MCL e Caritas, sono ovviamente molto preoccupate per i loro cari e il loro popolo. Hanno idee chiare sul loro Paese che amano e che vogliono autonomo e indipendente. Diverse non riuscivano a trattenere le lacrime ma apparivano comunque  assolutamente ferme nelle loro convinzioni. Da tutte si è levato il grazie per tutto ciò che si riuscirà a fare insieme per le loro famiglie», ha concluso Calza.

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