«Presto anche le dighe piacentine saranno cardioprotette»

Collaborazione tra Consorzio di Bonifica di Piacenza e Progetto Vita, installato un defibrillatore alla sede di strada Valnure. Zermani: «Entro il 2020 apparecchi salvavita anche negli impianti del Molato e Mignano»

Daniela Aschieri e Fausto Zermani insieme ai dipendenti del Consorzio di Bonifica di Piacenza

Da anni, il Consorzio di Bonifica di Piacenza, al fianco di Coldiretti Piacenza e Ausl, promuove una campagna informativa (a partire dell’età scolare) sui corretti stili di vita, dove prevenzione e sana alimentazione, giocano un ruolo chiave sulla salute di adulti e bambini. 

E’ il presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani, a intervenire in merito: «Tra i progetti che appoggiamo spicca sicuramente quello di Progetto Vita che ha reso Piacenza un esempio a livello europeo promuovendo la cultura della defibrillazione precoce mediante l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici a utilizzo di personale non sanitario per la prevenzione di morte improvvisa per arresto cardiaco. Come ente abbiamo deciso di installare un dispositivo sull’esterno della palazzina della nostra sede piacentina in modo da renderne libero e fruibile l’accesso a tutti i cittadini oltre che al personale dell’ente e agli utenti che quotidianamente accedono agli uffici. Nel prossimo anno vorremo proseguire con l’installazione dei dispositivi nei pressi delle nostre sedi periferiche a partire dalle dighe (Molato e Mignano) che da sole contano migliaia di visitatori ogni anno. Infine abbiamo promosso un corso di formazione sull’utilizzo del defibrillatore per i dipendenti».

Progetto Vita consiste nella realizzazione di una rete di defibrillatori semiautomatici dislocati in punti strategici della città e della provincia promuovendo la cultura della defibrillazione precoce a integrazione del sistema di soccorso del 118. 

In Europa, ogni anno 400 mila persone muoiono per arresto cardiaco e di queste 60 mila sono in Italia; si tratta del killer numero uno nel mondo occidentale e uccide una persona ogni 8 minuti ma la sopravvivenza triplica se a intervenire sono i laici (personale non sanitario) in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

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A illustrare i risultati ottenuti da Progetto Vita è stata la presidente Daniela Aschieri, che insieme ad Alessandro Capucci ne è l’ideatrice: «Sul territorio piacentino sono presenti 976 defibrillatori; i volontari addestrati sono 55 mila; 125 sono le persone soccorse grazie a Progetto Vita. Per chi è colpito da arresto cardiaco ogni minuto che passa diminuisce del 10% la possibilità di sopravvivere, per questo intervenire prima fa la differenza».

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