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Delirio e delirium, parole che distinguono patologie diverse

L’argomento è stato approfondito da un panel di medici in Fondazione

Il settimo incontro del “Periti year”, il ciclo itinerante di conferenze medico -scientifico – divulgative, organizzato dalla Società Medico Chirurgica Piacenza, con la regia eclettica del suo Presidente Carlo Mistraletti della Lucia, ha portato all’Auditorium della “Fondazione” il “Delirium” e il “Delirio”, parole alle quali non deve essere dato lo stesso significato perché corrispondono a realtà cliniche molto diverse. I lavori sono stati aperti dai saluti dell’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi e dal presidente dell’Ordine provinciale dei medici Augusto Pagani. Un delizioso stacco musicale del duo Maristella Zarantonello e Francesco Degli Antoni, ha affascinato il pubblico e concesso una provvidenziale tregua alla seriosa atmosfera che ha accompagnato il partecipato incontro.

Il delirio – è stato spiegato - è un disturbo psichico caratterizzato da costruzioni mentali senza nesso con i fatti reali; caratteristica è l'assoluta certezza che il soggetto ha della realtà nelle sue rappresentazioni mentali. Il delirium, invece, è uno stato confusionale acuto che non va scambiato per demenza, soprattutto nel paziente anziano. Non esistono esami di laboratorio in grado di distinguere tra le due manifestazioni; è quindi fondamentale un accurato studio della storia clinica del malato e delle sue capacità fisiche e mentali, soprattutto nella Medicina Geriatrica, ma anche in Chirurgia generale e in Neuropsichiatria. Si tratta di una realtà “spesso trascurata o sotto diagnosticata, talora fin sbagliata. E la cosa è gravissima se pensiamo che almeno un quarto dei pazienti gerontologici visitati a vario titolo o ricoverati in diversi reparti ne sono affetti, con rischio d’invalidità o di morte”.

La relazione svolta da Antonio Saginario (i cui concetti saranno riproposti dalla dott. Rosanna Cesena nella sua rubrica medica), ha compreso anche i saggi di Carlo Mistraletti e di Patrizio Capelli. Sono seguiti interventi preordinati ed estemporanei (Angelo Marchesi cardiologo, Annalisa Belloni filloga, Raffaele Pancini, odontoiatra e Giovann Bongiorni, psicologo). Il tempo tiranno non ha però permesso la sintesi di Manfredi Saginario e l’attesa conclusione di don Gigi Bavagnoli. Entrambe sono state rinviate ad altro incontro.

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