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Devoti: «Un palazzetto dello sport a Ferriere? Avrà alti costi di gestione»

L’ex gestore dell’ostello punta il dito contro il Comune e il Ferriere Sport Camp: «Non viene rispettata la corretta manutenzione della struttura. Ora il Comune punta ad avere un palazzetto? I costi verranno spalmati sulla popolazione»

«Ho letto l'intervento che il sindaco di Ferriere Carlotta Oppizzi e la “gestione di Ferriere Sport Camp” hanno rilasciato a seguito di alcune fotografie da me inviate al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sullo stato di degrado in cui, da alcuni anni, versa la struttura di Casa Montagna, i cui lavori sono stati da noi ultimati con un esborso di 300mila euro ai tempi del commissariamento del Comune stesso al finecarlo devoti-4 di poterci insediare con il nostro Festival Internazionale dei Giovani che il Comune e la Provincia avevano sollecitato con la promessa di consegnarci il complesso chiavi in mano». Così Carlo Devoti, ex gestore dell’ostello di Ferriere (con il suo Festival Internazionale dei Giovani, dal 2014 trasferito a Berceto di Parma), interviene direttamente per discutere delle condizioni attuali della struttura sportiva di Casa Rossa di Ferriere.

«Di questi soldi solo una parte ci sono stati elargiti – puntualizza Devoti - e il resto ci era stato negato motivando tale diniego, prima per la mancanza di fondi e poi seguendo la legge del più forte. Bei comportamenti nonostante noi avessimo proposto ci fossero riconsegnati almeno quelle strutture facilmente movibili da noi acquistate e che risultavano utili per poter affrontare il nostro nuovo insediamento a Berceto. Solo in parte ci furono riconsegnate e questo ci creò non pochi problemi e tenne alta la nostra attenzione sulla nuova gestione di Casa Montagna. Noi, infatti riteniamo che tali strutture, che fanno parte del nostro contenzioso, vadano almeno utilizzate nel rispetto di coloro che ritengono di esserne proprietari. Inoltre, non posso non ripensare alle continue e strumentali rimostranze che ci venivano dal Comune che ci rimproverava lo stato di trascuratezza in cui noi tenevano la sua proprietà e addirittura la richiesta di risarcimento di 24 mila euro di danni che ci fu inviata dal loro avvocato a risarcimento delle pitture murales e mosaici realizzati dai giovani artisti di Scuole d' Arte di 40 Nazioni del Mondo che a loro dire avevano imbrattato le mura esterne ed interne dell'edificio. La richiesta, poi, si arenò, causa numerosi interventi giunti da ogni parte del mondo che si domandava come fosse possibile non riconoscere il valore di tali opere spingendosi fino a ricordare il detto latino: “Nolite dare …neque mittatis margaritas … ante porcos”, ossia: “Non date … e non gettate le … perle ai porci” scrive l’Evangelista Matteo (7,6). Non secondario inoltre il fatto che noi lasciammo le strutture in perfetto decoro ed efficienza che avrebbero consentito da subito di poter essere utilizzate da parte della nuova gestione. Dunque c'era la speranza che detta severità fosse richiesta anche a chi ci subentrava in quanto estremamente più facilitati che non noi».

«Tornando all'intervento rilasciato dal sindaco di Ferriere e dalla gestione, si afferma che “...le abbondanti nevicate hanno impedito di conferire i materiali di scarto in tempi rapidi presso la discarica comunale”...dimenticando che gran parte delle strutture si riferiscono ai 2 tendoni automontanti Ilma del valore complessivo di 25 mila euro andati pressoché distrutti (vedere le foto dal 2017 al 2019) perché lasciati all' aperto durante il periodo invernale dove è risaputo che a Ferriere nevica e tira un forte vento. Dunque, anziché ricoverare i tendoni al coperto, come bisognava fare, li hanno lasciati all'aperto e questa è una concreta testimonianza non solo del mancato rispetto e danno causato dal Comune e dalla Gestione ma anche della falsità delle dichiarazioni fatte dagli stessi. Sono testimone di quelle trascuratezze che ho visto ripetersi nei 14 anni trascorsi a Ferriere a cominciare da quei lavori di riqualificazione urbana spesso eseguiti per ben tre volte senza ottenere risultati accettabili visto che sono ancora all'ordine del giorno in questi tempi come comunicato dallo stesso sindaco che ambisce inoltre a realizzare il Palazzo dello Sport, sulla cui importanza non posso che esprimere il mio disappunto soprattutto pensando a tutti quei costi di realizzazione di gestione che saranno spalmati su tutti i cittadini e concorreranno ad impoverire sempre più le condizioni di quelle montagne a cui tutti vorremmo davvero contribuire ad invertirne lo spopolamento».

«Nel mio tentativo di porre all'attenzione della comunità il degrado – conclude Devoti - non c' è dunque “un attacco gratuito” ma più semplicemente la sincera tristezza nel notare che nulla è cambiato e, come allora, alle parole, continuano a non seguire i fatti, scaricando sui terzi le proprie responsabilità».

LA DOCUMENTAZIONE DI DEVOTI SULLA STRUTTURA

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