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«Difficile vendere nelle farmacie le mascherine al prezzo fissato dal Governo, ecco perché»

Mascherine, prezzi imposti e requisizioni: lo sfogo di Cordani (Farmacia Fiorani). «Con alcuni colleghi ne abbiamo acquistate 150mila, ma sono state requisite alla dogana di Civitanova e date alla protezione civile. Basta chiamarci speculatori, questa è la situazione»

Paolo Cordani, titolare della Farmacia Fiorani di piazza Borgo in città, sbotta – con un post su Facebook – nei confronti del prezzo fissato dal Governo Conte sulle mascherine. «Mi chiamo Paolo – è il suo lungo post su Facebook - e faccio il farmacista. È una tradizione di famiglia. La portiamo avanti con passione e alterne fortune da circa 80 anni. Dal 22 febbraio di quest'anno mi sono ritrovato, come tutti i colleghi, a fronteggiare in prima linea questo mostro a nove teste di nome Covid, con scarsi mezzi e nessuna esperienza, perfettamente conscio del fatto che altri uomini, come medici e infermieri, erano oltre le linee nemiche. Da loro ho tratto la forza per non mollare un centimetro. E così tra paure e incertezze un giorno dopo l'altro siamo arrivati ad oggi: tutti più provati, stremati e preoccupati. Oggi, complici alcuni servizi giornalistici faziosi e in malafede, molti dimenticano il nostro sacrificio, anche in termini di salute e vite umane, e siamo solo gli speculatori delle mascherine. Chissenefrega se tu non hai mai speculato, anzi ci andavi appena a pari, uno forse lo ha fatto e quindi la pagate tutti. Chissenefrega se la maggior parte dei medici non visita più e gli ospedali comprensibilmente sono allo stremo e quindi restava solo la farmacia dove trovare rassicurazioni sulla propria salute. Tutto dimenticato. Dicevamo le mascherine, quelle Paolo Cordani-3chirurgiche».

«Si vendevano a oltre 2 euro l'una – continua nel post Cordani - perché quando andava bene le trovavi a 1,6 euro più Iva e le dovevi riconfezionare a tue spese. Poi sono scese un po' ma stavamo sempre sugli 0,90 al farmacista più Iva. Poi è arrivato il commissario Arcuri, che invece di normare l'intera filiera ha deciso, praticamente al buio, di fissare il prezzo a 0,50 più Iva, facendoci passare agli occhi di tutti come quelli che avevano speculato, autorizzando la gente a guardarti con sospetto. "Ah adesso non ce le hai più le mascherine...adesso che è finita la ciccia...". Badate bene 0,61 ivato: la metà del prezzo fissato da Spagna e Francia. In questo modo le ha praticamente tolte dal mercato italiano. E io piccolo farmacista di una piccola farmacia che ho fatto prima e subito dopo il decreto?».

«Nonostante avessi in casa circa 4000 mascherine pagate 0,85 euro mi sono allineato, come molti miei colleghi, al prezzo imposto, senza volere rimborsi e senza nasconderle, come allude l'ineffabile Commissario. Era giusto allinearsi, ci rimetto ma è un piccolo sacrificio di fronte a chi non ha entrate da due mesi. Non si può piangere miseria per doveroso rispetto. Ma vi dirò di più: stanchi di venderle a cifre assurde, ma obbligate, a una popolazione sempre più logorata, circa un mese fa con altri 15 colleghi, abbiamo acquisito una partita di 150mila mascherine (di 315 totali) a 0,55 centesimi l'una. Tutto già pagato in anticipo, bonificato e fatturato. Lo abbiamo fatto per dare un servizio primario alla cittadinanza, per fare qualcosa di etico e giusto. Ne eravamo orgogliosi anche se ci avremmo rimesso lo stesso».

«Bene. Queste mascherine appena atterrate in Italia sono state requisite alla dogana di Civitanova e date in dote alla Protezione Civile, come permesso da decreto Cura Italia. Requisite, non sequestrate. Come quando spaccavi un vetro col pallone da bambino. Traduco: lo Stato Italiano dichiara che le mascherine si troveranno a 0,5 più Iva, lo Stato Italiano in questo modo autorizza la gente a pretenderle a quel prezzo, lo Stato Italiano non approfondisce quale sia la sua dotazione. Tu ti adoperi, usando finanze tue, per far fronte alla situazione, lo Stato ti requisisce i beni per colmare le sue lacune, pagando la merce un quinto del pattuito, mettendo in ginocchio l'importatore che, in teoria, ti dovrebbe rimborsare. Concludendo, lo Stato Italiano, così facendo ti toglie quella forza che esempi grandiosi ti avevano infuso. Mi dispiace per i miei concittadini: da me non troverete per ora mascherine a 0,61 euro. Io ce l'ho messa tutta».

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