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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Diocesi, addio a monsignor Pietro Casella

Aveva 90 anni ed era nato nel farinese. Aveva portato Gorbaciov e altre autorità in Sant’Eufemia dopo gli importanti lavori di restauro della basilica e del convento

È deceduto all’età di 90 anni monsignor Pietro Casella, parroco di Sant’Eufemia in città e originario di Cogno San Savino di Farini, dove era nato nel 1930. Venne ordinato sacerdote nel 1955. Si devono a monsignor Pietro Casella, che fece il suo ingresso nel 1978 in Sant’Eufemia, i poderosi lavori di restauro della Basilica e dell’annessa area ex conventuale che riportarono una delle chiese più antiche della città agli antichi splendori, dopo che se ne era quasi paventata la chiusura.  Negli anni ’90 la Basilica è stata meta di prestigiose personalità civili e religiose, a cominciare da Mikhail Gorbaciov, che vi si recò quattro volte e in un’occasione fu accompagnato dalla moglie Raissa, che fece dono alla Statua della Madonna di Fatima di una corona. E’ sempre grazie alla sua instancabile opera se l’allievo del Collegio Alberoni, laureatosi all’Università Lateranense, oltre che appassionato estimatore di arte, se la millenaria storia della Basilica è potuta rivivere e se la devozione alla Santa ha ripreso il vigore che già in passato due Vescovi di Piacenza, riconoscendo l’autenticità delle reliquie, avevano promosso. I funerali si terranno domani, venerdì 11 dicembre, alle ore 10.30 nella suddetta Basilica e saranno presieduti dal Vescovo mons. Adriano Cevolotto, mentre l’omelia sarà tenuta da mons. Gianni Ambrosio, Vescovo emerito. Questa sera, giovedì 10, alle ore 20.30, sempre nella Basilica di s. Eufemia si terrà la veglia funebre.

 Il c ordoglio del sindaco Patrizia Barbieri per la scomparsa di monsignor Pietro Casella

Anche il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri si associa, a nome delle rispettive Amministrazioni, al vasto cordoglio suscitato dalla scomparsa di monsignor Pietro Casella, “figura di alta statura morale e intellettuale, il cui impegno a favore della comunità piacentina sarà sempre ricordato per il prezioso contributo all'arricchimento del tessuto sociale e al ruolo della Chiesa come fulcro di aggregazione e coinvolgimento. La sua storica amicizia con il presidente Michail Gorbaciov è il simbolo di un'attenzione alla società civile mai disgiunta dall'intensa attività pastorale”.

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