Diritti umani e reato di tortura, in Cattolica si parla del caso Regeni

La facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza ha organizzato un apposito seminario per ricordare la vicenda

Un momento dell'incontro

Il caso Regeni è una ferita aperta che non si può dimenticare e che non può essere soffocata da nessuna ragion di Stato politico-economica. E’ un esempio di palese violazione dei diritti dell’uomo che ancora (e sempre) si verificano nel mondo, da combattere attraverso l’educazione delle giovani generazioni per affermare il diritto, anche attraverso una puntuale e corretta informazione. Sono passati tre anni dalla barbara fine di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. La facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza ha organizzato un apposito seminario per ricordare la vicenda e riflettere sulla tutela dei diritti umani nel mondo e la definizione del reato di tortura, prendendo spunto dalla sua vicenda.

Regeni, dottorando italiano dell'Università di Cambridge, fu rapito tre anni fa ed il suo corpo venne ritrovato senza vita nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Le condizioni della vittima, ritrovata vicino al Cairo in un fosso lungo l'autostrada per Alessandria, evidenziarono senza ombra di dubbio che era stato sottoposto a tortura e si ipotizzò fosse da mettere in relazione per i legami che Regeni intratteneva con il movimento sindacale che si opponeva al governo del generale al-Sīsī.  L'uccisione di Giulio Regeni ha dato vita in tutto il mondo, e soprattutto in Italia, a un acceso dibattito politico sul coinvolgimento nella vicenda e dei depistaggi successivi, attraverso uno dei suoi servizi di sicurezza, dello stesso governo egiziano. Tali sospetti hanno costituito motivo di forti tensioni diplomatiche con l'Egitto con cui l’Italia intrattiene numerosi rapporti commerciali.

regeniunicatt2-2Ma l’incontro è stato altresì l’occasione per gli studenti di fare il punto sullo stato attuale della tutela dei diritti dell'uomo a livello nazionale e internazionale, con particolare attenzione a quei casi che vedono il potere statuale abusare della propria forza a danno degli esseri umani. La preside della Facoltà Annamaria Fellegara ha inviato gli studenti ad «avere un atteggiamento generoso, di proposta di messa a disposizione per il bene comune. Noi vogliamo combattere questo senso di impotenza attraverso la consapevolezza che non dobbiamo mai essere inerti». Il direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche Antonio G. Chizzoniti, ha ricordato l’azione della Chiesa per «affermare il diritto divino naturale, per il rispetto della persona, contro la tortura che è contraria al rispetto della persona e della dignità umana».

E’ seguito l’intervento via Skype (coordinava il professor Paolo Rizzi), di Giuliano Foschini, giornalista di La Repubblica che ha seguito in prima persona la vicenda Regeni che ha ricordato «tutti i tentativi di depistaggio attuati dal regime egiziano, una verità ben conosciuta dal Governo e che solo il presidente potrebbe rivelare, perché gli uomini dei servizi segreti si muovano solo in base ad ordini superiori». «La tortura è fatta per intimidire ed intimorire, per rendere deboli, è  - ha detto Paolo Pobbiati, di Amnesty International - una costante della storia, ben presente ed attuata in molte parti del mondo, oggi supportata anche dalla tecnologia. Di fronte alla brutalità della fine di Regeni le autorità egiziane hanno contrapposto un muro di gomma ed ora la situazione è di stallo».

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Sono seguiti gli interventi di Valentina Paglia, della Robert Kennedy Foundation, e dei giuristi Pierpaolo Astorina, dell'Università Cattolica di Piacenza, e di Martina Buscemi, dell'Università Statale di Milano. Era previsto, inoltre, un intervento a distanza dell'avv. Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, che potrà illustrare l'attuale stato delle indagini sull'omicidio Regeni e le difficoltà che tuttora si riscontrano nell'ottenere una piena collaborazione da parte delle Autorità egiziane. L’evento rientrava tra gli appuntamenti organizzati dalla facoltà nell’ambito della Giornata del Dono.

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