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Discoteche e mascherine, Arfani: «Con nuovi obblighi e divieti più forze e risorse per vigilare»

Il sindaco di Carpaneto: «Chiedo aiuto e serietà: diamoci una mano noi perché, lo abbiamo imparato, è l'unico modo per uscirne davvero»

Il sindaco di Carpaneto Andrea Arfani

Nuova ordinanza mascherine e discoteche: per il sindaco di Carpaneto, Andrea Arfani si tratta di «misure, quantomeno nell’essenza, condivisibili, ma come troppe alte volte, costruite a tentoni». Per il primo cittadino del capoluogo della Valchero, l’obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6 del mattino è «indispensabile»: «Ci siamo "presi dei nomi" perché le richiediamo già da tempo sui mercati e mercatini, sentendoci rispondere più di una volta che "non c'è mica un obbligo": ora c'è, come c'era prima da noi, spero non mi si vengano a sottoporre altre scuse». Si chiede Arfani: «Cos'è un luogo che ha le caratteristiche che possano portare assembramento? E poi, se il luogo ha le caratteristiche per crearlo ma concretamente non c'è? O ancora, se il luogo ha le caratteristiche e c'è assembramento, si può obbligare all'uso alle 17.30? Sono questioni importanti, che portano dubbi di cui avremmo fatto a meno. La soluzione è sicuramente quella di indossarle in ogni luogo in cui ci sia gente: ma questo lo sapevamo già».

E sulla chiusura delle discoteche dice: «Ci muoviamo a singhiozzo. Apriamo, obblighiamo al ballo con la mascherina a due metri (qualcuno ha mai creduto che questa regola venisse effettivamente rispettata?), poi chiudiamo. Nel frattempo zoppichiamo su tamponi al rientro dall'estero (alcune regioni sì, altre no, qualcuna dipende), e su controlli a campione sulla popolazione». «Durante la fase più acuta della pandemia lamentavamo il fatto che fossimo stati lasciati soli con le nostre forze a controllare quarantene e spostamenti: i nostri carabinieri, la nostra Polizia Locale e la nostra Protezione civile hanno fatto più dell'impossibile per garantire il controllo. Ora, consideriamo una cosa: ai controlli circa mascherine, assembramenti, distanziamento, si aggiunge la normale (ordinaria e non) attività, che in parte era stata congelata nei mesi scorsi. Se mettiamo l'obbligo di indossare la mascherina, o se vietiamo determinati comportamenti, per favore, che ci vengano date forze e risorse per vigilare. Perché se no facciamo le cose a metà, che non piace a nessuno». Conclude il sindaco di Carpaneto: «Chiedo aiuto e serietà. Nonostante tutto, nonostante tutte le misure, nonostante tutti i dubbi, diamoci una mano noi, perché - lo abbiamo imparato - è l'unico modo per uscirne davvero».

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