Distanziamento sui mezzi pubblici, i sindacati chiedono un incontro immediato con la Regione

«Indispensabile fin da subito l’avvio di un confronto per affrontare insieme tali questioni, in rappresentanza del lavoro e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti»

«Le scriventi organizzazione sindacali hanno preso atto dell'ordinanza emanata in data 25/06/2020 dalla Regione Emilia Romagna sottoscritta dal Presidente Stefano Bonaccini, con la quale vengono assunte nuove disposizioni in merito allo stato emergenziale derivante dall’epidemia da Covid-19. Nello specifico vengono assunte deroghe alla disciplina del carico passeggeri e al distanziamento interpersonale sui mezzi di trasporto pubblico, sia su gomma sia su ferro, che prevedeno l’utilizzo al 100% dei posti a sedere», si legge nella nota firmata dalle Segreterie Regionali dell’Emilia Romagna Fit-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl Af Fast Confsal e Orsa in merito all'ordinanza regionale del 25 giugno sulle norme di distanziamento nei mezzi pubblici, come treni e autobus.

«A nostro avviso questa decisione contrasta con il DPCM del 11 giugno 2020, che prevede una disciplina sul settore del TPL finalizzata a garantire il contrasto alla trasmissione e diffusione del virus Covid- 19. L’allegato 15 e l’allegato Tecnico al richiamato DPCM prevede già la deroga al distanziamento sociale di un metro portando la capienza utile al 60% rispetto a quanto previsto dalla Carta di Circolazione del veicolo, considerando i posti totali, in piedi e seduti, con la prescrizione di escludere il posizionamento affiancato e faccia a faccia tra i passeggeri», continua. «Inoltre l’art.8, sempre del DPCM, prevede che le modalità del trasporto dei passeggeri sia effettuato secondo quanto previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19” ed eventualmente il MIT può integrare o modificare le linee guida in esse contenute per il trasporto dei passeggeri previo accordo con i soggetti firmatari del “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19”». 

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«Le scriventi organizzazioni sindacali ritengono che tale provvedimento, senza un atto governativo che normi il settore con regole uguali in tutte le Regioni italiane, sia in contrasto con i principi assunti a livello nazionale esponendo tutti i passeggeri trasportati e il personale addetto al possibile contagio e alla possibilità che lo stesso possa essere veicolato e trasmesso ad altri soggetti. Questa accelerazione sulla necessità di far cadere il concetto di distanziamento interpersonale per l’utilizzo del trasporto pubblico in Emilia Romagna avviene senza alcun confronto con le parti sociali, in un momento storico per il Paese in cui le stesse organizzazioni sindacali hanno avviato un proficuo confronto con tutti i livelli delle istituzioni, riuscendo a rappresentare ancora una volta quelle platee di lavoratori e cittadini che non avrebbero potuto avere voce per essere ascoltati dalla politica», conclude. «Pertanto le scriventi ritengono indispensabile fin da subito l’avvio di un confronto per affrontare insieme tali questioni, in rappresentanza del lavoro e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti».

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