«Presto l'iter per la beatificazione di don Borea»

Cerimonia solenne per commemorare il 75esimo anniversario della fucilazione

Un momento della commemorazione

Era il 9 febbraio del 1945 quando don Giuseppe Borea venne fucilato dai fascisti. A settantacinque anni di distanza il ricordo del suo martirio è stato celebrato nella chiesa Santa Maria del Suffragio - a cura delle Associazioni partigiane, del comitato spontaneo che si è costituito per ricordarne il martirio e con l’adesione della Diocesi di Piacenza-Bobbio - alla presenza delle associazioni d’arma con labari e bandiere. Le istituzioni della città erano rappresentate dall’assessore comunale Paolo Mancioppi e dal consigliere provinciale Maria Rosa Zilli. Nel corso della santa messa animata dai canti del Coro San Bartholomeo d’Obolo (Gropparello), don Giuseppe Basini, in qualità di vicario episcopale della città, ha evidenziato la vita esemplare di don Borea, «uomo di chiesa e partigiano; un modello di stile da indicare ad esempio delle generazioni future». 
«La sua - ha poi evidenziato Stefano Pronti, presidente Anpi provinciale - è una figura che emerge per la qualità della sua storia personale che s’intreccia con i fatti della Resistenza che hanno sconfitto il male assoluto del regime nazifascista e dei totalitarismi». 
La cerimonia, tra i presenti anche l’avvocato Corrado Sforza Fogliani e il presidente della Fondazione Opera Pia Alberoni Giorgio Braghieri, è poi proseguita all’interno del Cimitero con la deposizione a cura di Anpi e Anpc di una corona di alloro sulla tomba di don Giuseppe nella cappella funeraria del Pio Ritiro Cerati, dove si sono succeduti interventi di Mancioppi, Zilli e Mario Spezia, presidente della Associazione provinciale Partigiani Cristiani di Piacenza, che hanno ricordato l’importanza di mantenere ben in luce i valori lasciati da vita esemplare di Don Borea. 
Andrea Losi, presidente del Museo della Resistenza Piacentina, che a Sperongia (Morfasso) testimonia il fondamentale contributo delle popolazioni montanare alla lotta di Liberazione, ha evidenziato l’opportunità della commemorazione che contribuisce a diffondere un insegnamento da non dimenticare; concetti ripresi anche dal nipote di don Borea, Giuseppe, che ha fornito alcune testimonianze documentali, per gli ideali trasmessi di fede e bontà e ha auspicato che quanto prima possa essere avviato l’iter della causa di beatificazione.
Come occasione di approfondimento sulla vita di Don Borea indichiamo il link della presentazione del libro "Quando l’amore è più forte dell’odio”, di Lucia Romiti: https://www.ilpiacenza.it/blog/libri/quando-l-amore-e-piu-forte-dell-odio.html

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