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Chirurgia dell’orecchio / Barriera Genova / Via Antonio Emmanueli

Dopo lo stop causa pandemia, torna la formazione del Gruppo Otologico: specialisti da tutto il mondo al 147° corso

Dal Belgio alle Filippine per partecipare alla formazione promossa da Casa di Cura Piacenza: «Primi in Italia per numero di interventi all’orecchio medio». A settembre il primo convegno internazionale sul paraganglioma

Dal Belgio alle Filippine, passando per Italia, Repubblica Ceca, Emirati Arabi e Pakistan: una classe di stampo internazionale composta da una trentina di specialisti, in arrivo da tutto il mondo. A ospitarli il Gruppo Otologico di Casa di Cura Piacenza che - dopo due anni di stop forzato causa pandemia Covid - è tornato in campo con la formazione di alta specializzazione. Una ripartenza inaugurata il 21 novembre scorso da “Middle Ear Surgery Course” (Chirurgia dell’orecchio medio), 147° corso promosso dal Gruppo Otologico a partire dal 1985; una storia che, ad oggi, in sala operatoria ha raggiunto i 40 mila interventi all’orecchio - di cui quasi mille per impianti cocleari - e circa 5mila interventi su tumori della base del cranio. Traguardi illustrati anche dai dati dell’edizione 2021 del Piano nazionale esiti del Ministero della Salute, in cui l’istituto piacentino risulta primo in Italia per queste tipologie d’interventi, a somma «della casistica più alta in Europa e una delle migliori al mondo per i Neurinoma dell’acustico (tumore benigno che interessa l'ottavo nervo cranico, ndr)».  

A sottolinearlo lo stesso fondatore del Gruppo Otologico, il dottor Mario Sanna: «Arrivano da ogni Paese, solo la scorsa settimana abbiamo operato persone giunte qui da Romania, Ungheria e Tunisia. L’impossibilità di viaggiare per le restrizioni è stato un problema soprattutto per i pazienti; in questi giorni ne abbiamo in cura uno che viene dall’Iran, affetto da paraganglioma (tumore benigno raro, ndr). Lo avevo visitato prima della pandemia, poi non ha più potuto raggiungerci e adesso ha delle grosse complicazioni». Anche in questo caso la quota è internazionale: «Siamo il centro più avanzato al mondo e il più attrezzato, soprattutto per determinate patologie; la nostra clinica ha tre risonanze magnetiche. Altrove certe cure non le possono fare, non perché manchino gli strumenti, ma bensì la scuola, l’esperienza. È una chirurgia molto difficile, che richiede fatica, dedizione e studio». Con orecchio medio - focus dell’ultima formazione - s’identifica la sede della membrana timpanica e degli ossicini, «che può accusare perforazione della membrana, infezioni, vertigini e se non vengono operati talvolta anche meningiti o colesteatoma» precisa il dottor Sanna.

A entrare nel dettaglio delle tematiche affrontate il dottor Gianluca Piras, specializzato in otorinolaringoiatria e responsabile del corso: «Abbiamo fatto una carrellata sulle tecniche chirurgiche che si utilizzano nel trattare le patologie dell’orecchio, con un’analisi approfondita sull’anatomia. È una chirurgia molto complicata, che richiede una semplificazione nelle cose e forse l’esigenza di molti è di riuscire ad avere un’idea chiara; in questa scuola ci sono concetti forti, il dottor Sanna ha dato un forte imprinting». «Prima della pandemia - prosegue - i partecipanti erano per la stragrande maggioranza stranieri, ora ci sono molte iscrizioni anche di specialisti italiani, penso per due fattori: da una parte la pandemia ha “soffocato” una esigenza di formazione che era latente in molti, dall’altra per il trattamento di queste problematiche è necessario avere un centro super specializzato e sono convinto che qui venga fatta una chirurgia dell’orecchio molto più approfondita che nel resto d’Europa; è una palestra come poche. Ci sono periodi in cui, in una realtà come Piacenza, vieni a contatto con medici di ogni continente. Un connubio di tantissime culture, una cosa straordinaria».

Il 148° corso di formazione - "Skull Base Surgery"- è già in calendario dal 12 al 16 dicembre prossimo: «Si parlerà di problematiche che dall’orecchio vanno in maniera molto più approfondita al cervello. Patologie dell’udito banalissime, che possono nascondere una problematica della parte più esterna dell’orecchio, fino a patologie che possono interessare il nervo uditivo o strutture all’interno delle meningi, a contatto con il sistema nervoso centrale». «Utilizziamo la chirurgia - continua il dottor Piras - anche per capire perché alcuni tumori si sviluppano e quali cause biologiche li scatenino. Lo scopo è che la chirurgia possa diventare sempre meno invasiva e invalidante, oltre che cercare soluzioni che possano essere anche diverse da quelle fin qui utilizzate. Parliamo di tumori rarissimi, quali i neurinomi - un caso ogni centomila persone – e i paragangliomi – un caso ogni milione di persone – che però negli interventi presentano delle problematiche, dal punto di vista funzionale, che possono essere importanti».

Proprio al paraganglioma è dedicato il primo congresso internazionale - “Head e neck paragangliomas” – organizzato dal Gruppo Otologico, in programma a Piacenza dal 20 al 22 settembre 2023. Obiettivo, conclude il dottor Sanna, «poter finalmente insegnare agli specialisti come si diagnostica e si cura questa patologia, così difficile da trattare chirurgicamente».

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