E’ di Verona il vincitore del primo torneo di Subbuteo Città di Piacenza trofeo Borgo Faxall

Successo di pubblico e di partecipanti alla manifestazione piacentina che ha visto la partecipazione del presidente della Lega Mauro Simonazzi

Torre e Simonazzi premiano il vincitore

È Federico Milan, subbuteista Veronese, ad aggiudicarsi il primo torneo città di Piacenza, Trofeo Borgo Faxall, battendo in finale il cremonese Carlo Ciraolo.

Al vincitore è andato, oltre al trofeo, il soggiorno di 7 giorni per 4 persone in località da scegliere sul catalogo di Ipervacanze, messo a disposizione dallo sponsor della federazione Spor&Go.

Il torneo Cadetti ha invece avuto una finale tutta locale che ha visto scontrarsi i due piacentini Andrea Gobbi e Gustavo Roccella, con la netta vittoria di quest’ultimo per quattro reti a zero.

Al torneo di subbuteo tradizionale, organizzato dal Piacenza Calcio Subbuteo club, con il patrocinio del Piacenza Calcio e la collaborazione del Subbuteo Club Stradivari di Cremona, hanno preso parte 18 giocatori provenienti da diverse città italiane, tra cui, Roma, Lodi, Verona, Cremona e Bologna.

Numeroso il pubblico di gente incuriosita dallo spettacolo vintage offerto dal gioco del Subbuteo, e tanti sono stati coloro, soprattutto ragazzini, che hanno provato a tirare i primi colpi a pinta di dito su un campo messo a loro disposizione dagli organizzatori.

La formula prevedeva un primo incontro di qualificazione, i vincitori del quale hanno avuto accesso al torneo Master, viceversa gli sconfitti si sono poi confrontati nel torneo cadetti.

Iscritto al torneo come giocatore d’eccezione, anche il presidente federale Mauro Simonazzi, venuto appositamente da Roma, anche e soprattutto per parlare del progetto che la lega nazionale subbuteo, in collaborazione con il MIUR e la famiglia Parodi (storici importatori del subbuteo negli anni settanta ed ottanta), ha intenzione di mettere in atto nelle scuole.

Il progetto prevede la fornitura di due campi di gioco completi, e di quattro squadre alle scuole che vorranno aderire. Da parte loro gli istituti si impegnano a far giocare i ragazzi interessati almeno un’ora alla settimana ed ad assegnare a fine anno il titolo di campione d’istituto.

A metà giugno è previsto nella capitale un torneo che vedrà coinvolti tutti i campioni d’istituto e che assegnerà il titolo di campione d’Italia giovanissimi.

Il Piacenza Calcio Subbuteo Club, che ha aderito entusiasticamente al programma, si è impegnato a divulgare l’iniziativa nelle scuole piacentine.

«E’ importante», ci dice il presidente del Piacenza Calcio Subbuteo Stefano Torre, «portare il gioco del subbuteo nelle scuole perché può contrastare la tendenza all’uso smodato dei dispositivi elettronici,  può essere stimolante per l’uso della fantasia, e, soprattutto, abitua i ragazzi ad avere un interlocutore o avversario in carne ed ossa».

I piazzati al torneo Città di Piacenza sono stati i due semifinalisti del torneo Master, ovvero Maurizio Presutti e Riccardo Marinucci, e del torneo Cadetti, Francesco Torre (fratello del presidentissimo Stefano) e Massimo Brigati.

Un ringraziamento particolare va al subbuteo club stradivari di Cremona, ed in particolare al suo presidente Maurizio Brillantino (ex commissario tecnico della nazionale italiana di Calcio Tavolo) che ha curato l’organizzazione degli incontri.

Il vincitore, Federico Milan è un parrucchiere cinquantunenne di Verona, presidente del club ASD del capoluogo scaligero, gioca a subbuteo a livello agonistico già dagli anni ottanta.

«Ho iniziato a giocare, come tutti a quei tempi, da bambino con mio fratello agli inizi degli anni settanta», ci racconta, «poi è arrivato a casa il primo tavolo di compensato, e da lì ho iniziato a giocare sul serio. A parte una parentesi di alcuni anni nei quali ho giocato a calcio tavolo, ho sempre prediletto il subbuteo tradizionale, arrivando ad occupare l’undicesimo posto nel ranking italiano. Ad un certo punto avevo smesso di giocare, ma nel 2008 ho ricominciato a fare tornei. Ho parecchi alti e bassi, come tutti del resto, ma recentemente sto veramente giocando bene, e i risultati lo dimostrano. La scorsa settimana a Modena ho affrontato e battuto il numero uno italiano Stefano Evangelisti».

Si allena su un campo astropich, per un’oretta, tre o quatto volte a settimana, facendo palleggi, girelli, tocchi, allunghi, accosti e tiri.

«Se non mi allenassi non riuscirei a rimanere a questi livelli, e lo consiglio a chiunque voglia arrivare ad un buon livello. Senza allenamento è molto difficile riuscire ad emergere. Giocare tante partite non basta, occorre ripetere all’infinito determinate mosse per riuscire a farle bene in partita e per riuscire a sfruttare quelle poche occasioni che l’avversario ti concede».

«Uso Diverse basi e diversi materiali in allenamento, in modo da sapermi destreggiare un po’ in ogni condizione, ed uso anche diversi tipi di panno».

“In vita mia ho partecipato a moltissimi tornei ed ho una bacheca personale estremamente ricca di trofei. Il torneo vinto che ricordo più volentieri è stato due anni fa a Torino, e lo ricordo soprattutto per lo spirito con il quale i partecipanti lo affrontarono: agonismo al punto giusto ma soprattutto il piacere di stare assieme a giocare. Devo dire che anche qui a Piacenza ho ritrovato questo spirito e devo davvero farvi i complimenti.”

Ci parla anche dei materiali che lui predilige, che sono le basi top spin dinamo dux, con un segreto che ci rivela: «Sono basi lucidate a macchina dal mitico bresciano Claudio Colpani, amico ed ottimo giocatore».

Poiché Colpani è una nostra vecchia conoscenza, ed è stato tra l’altro presente ai campionati provinciali dello scorso giugno, lo abbiamo chiamato per farci raccontare qualcosa in più sulle basi lucidate a macchina.

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«Bè, non mi limito a lucidarle» - ci dice Colpani «le assemblo in modo particolare, non vi dico come perché è un mio segreto, in modo che sia più facile alzare la palla quando si tira. Parto dal materiale Top Spin, e miglioro decisamente le prestazioni. Tra l’altro, lavorando con il calibro, faccio in modo che le basi Top Spin rientrino nelle dimensioni consentite anche nei tornei più rigorosi nell’imporre materiali simili al subbuteo tradizionale. Con il calibro pareggio le basi e le rendo uguali l’una all’altra arrivando a misurare il centesimo di millimetro».

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