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Giacomo Rizzi , foto tratta dal video pubblicato sulla propria pagina Facebook

Giacomo Rizzi , foto tratta dal video pubblicato sulla propria pagina Facebook

«È impossibile lavorare con questa incertezza assoluta, chiediamo solo rispetto»

Lo sfogo su Facebook di Giacomo Rizzi dell’Osteria del Morino di Caorso, dopo l’annuncio del possibile passaggio dell’Emilia-Romagna in zona arancione. «Non si possono ricevere all’ultimo momento le informazioni su quello che succederà 24 ore dopo»

«È impossibile lavorare con questa incertezza assoluta, chiediamo solo rispetto». Giacomo Rizzi dell’Osteria del Morino di Caorso, affida ad un video pubblicato nelle ultime ore sulla propria pagina Facebook, il racconto delle difficoltà vissute dall’inizio dell’emergenza sanitaria dagli operatori del suo settore. Sfogo e riflessioni scaturiti dall’annuncio del possibile passaggio dell’Emilia-Romagna in zona arancione, un cambio di colore che per bar, ristoranti, pub ecc., equivale al divieto di accogliere i clienti per il pranzo e la possibilità di poter svolgere solo l’attività d’asporto. «Volevo semplicemente rendere partecipi tutti di uno stato d’animo che la nostra categoria sta vivendo da un anno a questa parte. Chi fa il nostro mestiere lo fa per passione, lo fa sapendo di stare lontano dai propri cari a Natale, a San Silvestro, Capodanno, Pasqua, lo fa per andare incontro alle richieste dei clienti e della gente, perché il nostro lavoro è farvi passare un momento bello, sereno, felice e soprattutto accogliervi con il sorriso. Sorriso che si fa sempre più fatica a fare, non a causa dei clienti ovviamente. Noi se potessimo li accoglieremmo a braccia aperte». Un lavoro portato avanti da famiglie, sottolinea il ristoratore, che portano nel piatto una storia da tramandare e da condividere, ma su cui ora pesa una esasperante disorientamento.

«Il problema è che non è più accettabile pensare di non poter lavorare con certezza, non si può all’ultimo, ogni volta, ricevere informazioni su quello che succederà 12 o 24 ore dopo. È impossibile lavorare così. Sta diventando un lavoro di incertezza assoluta, quando invece prima ce l’avevamo e la certezza erano i clienti e quello che noi potevamo dare a loro. Venerdì sera probabilmente sapremo se sabato e domenica prossima potremo restare aperti». «Francamente non so se questo video arriverà mai a chi di dovere  - continua Rizzi - se anche solamente si riuscisse a spostare questa decisione di apertura e chiusura delle Regioni il lunedì per il fine della settimana sarebbe già una cosa incredibile, avere almeno sette o sei giorni di anticipo. Perché chi può lavorare lavora e vuole farlo, perché la gente viene e vuole uscire. Quindi l’unica parola che voglio che rimanga in testa è rispetto, rispetto per noi, per chi lavora, per le famiglie che ci sono dietro e soprattutto rispetto per tutti coloro che quest’anno hanno chiuso l’attività dopo anni di sacrifici, che non riapriranno e che non sono stati minimamente indennizzati, perché non sono neppure riusciti ad avere la possibilità di vedere dei ristori». «Allo stesso tempo prometto che comunque sia, quando verrete mai a mangiare nel nostro ristorante il sorriso lo troverete sempre, questo è una garanzia, magari dietro la mascherina, ma un sorriso ci sarà».

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