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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Attualità Rivergaro

«E' venuto il momento di fare chiarezza sul Covid con una commissione d’inchiesta a livello provinciale»

La mozione presentata da Ivano Zangrandi, il consigliere comunale di "Noi per Rivergaro"

«Da più di un anno il Covid-19 è nel nostro Paese, ormai lo sappiamo con ragionevole certezza. Uno studio dell'Università di Milano (pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseases del CDC americano) dimostra la presenza di Sars-CoV-2-RNA in un tampone oro-faringeo raccolto da un bambino di Milano all'inizio di dicembre 2019, circa 3 mesi prima del primo caso riportato di Covid-19 in Italia. Il coronavirus circolava silente in Italia già da settembre 2019, anche prima di dicembre, come indicato dallo studio dell'Istituto Superiore di Sanità sulle acque reflue di Milano e Torino. Lo dichiara una ricerca dell'Istituto dei tumori di Milano e dell'università di Siena che, analizzando i campioni di sangue prelevati tra settembre 2019 e marzo 2020 alle 959 persone partecipanti ad uno screening sul tumore al polmone, ha trovato gli anticorpi al SarsCov2 nell'11,6%, di cui il 14% già a settembre. Una conferma arriva anche da Giovanni Apolone - direttore scientifico dell'Istituto tumori di Milano – il quale ha spiegato che, secondo la ricerca, a settembre 2019 il Sars-Cov-2 era presente nei campioni di pazienti residenti in 5 regioni diverse (Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Lazio). In Emilia non sono state eseguite verifiche specifiche, inspiegabilmente.  Né prima, né durante, né dopo.

La nostra provincia è stata trascurata, la situazione sottovalutata. Soprattutto prima e durante. Eppure siamo a pochi km da Codogno, sono tantissimi i lodigiani che vengono ogni giorno a Piacenza per lavoro o per studio, oppure che passano i fine settimana sulle nostre colline. Lo specchietto che segue, datato aprile 2020 e pubblicato da Libertà e dal Sole24ore, dimostra che Piacenza era la zona più colpita d’Italia.

Sono passati nove mesi da quel dato e la situazione non sembra cambiata. La paziente, disciplinata e sottomessa popolazione piacentina verifica ad oggi oltre 4.000 morti per milione di abitanti a causa del Covid.  Una percentuale tre volte superiore alla media nazionale.  I numeri sono spietati e la politica deve porre e porsi delle domande, non possiamo stare a guardare. La nostra provincia avrà questo anno un aumento di decessi pari ad almeno un +25%, credo sia necessario parlare di questo territorio martoriato.

Lo hanno fatto, a suo tempo, un’inchiesta di Report, noto programma di Rai 3 e il giornale Repubblica.   Hanno segnalato un anziano che si sarebbe ammalato a gennaio, ricoverato in una clinica privata piacentina, poi deceduto e risultato positivo, ben prima del caso ufficiale di Codogno.  Nell’inchiesta di Report si parlava anche di un chirurgo della clinica, contagiato e poi scoperto positivo una decina di giorni dopo, e di ben 150 operatori su 250 ammalati.  Report faceva riferimento anche ad una circolare del Ministero della Salute, datata 22 gennaio, che dava due indicazioni: cercare nei pazienti sospetti un collegamento con la Cina e indagare anche i casi di polmonite “atipica” non rispondente alle cure ordinarie. 

I fatti raccontati in premessa sono stati riportati dai media decine di volte e sono di dominio pubblico. C’è un altro aspetto di rilevanza nazionale che circola ora nei mezzi di informazione: L'Italia era preparata a contrastare la pandemia di Covid-19?  È in discussione l’operato dell’OMS, un documento pubblicato e poi rimosso dal sito nell'arco di ventiquattro ore: all'interno del documento c'è scritto che il piano pandemico italiano, che organizza la risposta del Paese ad un'emergenza come il Covid, non veniva aggiornato dal 2006, ma semplicemente rinnovato senza cambiare una virgola. L'ultimo rinnovo era stato approvato nel 2017 senza essere rivisto dal direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, competente in merito.

Considerata la premessa, torniamo ai numeri che ci riguardano direttamente.

  • In un mese, dal 15 dicembre al 15 gennaio, ci sono state a Piacenza 215 polmoniti definite atipiche.  Numeri significativi, insoliti, che avrebbero meritato un approfondimento.
  • Visto che il Direttore Generale della AUSL, Luca Baldino sapeva quale era la media normale delle polmoniti a Piacenza ed affermava: «In era pre-Covid, in inverno, i ricoveri per polmonite erano 20, massimo 30”.
  • Visto che una circolare del ministero della Salute, datata 5 gennaio, aveva allertato la Regione sulla diffusione del virus. (il testo è visibile al link http://www.salute.gov.it/Malinf_Gestione/4-20.pdf  documento originale https://www.who.int/csr/don/05-january-2020-pneumonia-of-unkown-cause-china/en/?fbclid=IwAR0wxrMwDIrXVooIZaHD83Yv07GxrSNV8t9D4fvke2B_R1SzqXFlsTiXvhI
  • Considerato che lo stesso quotidiano Libertà, a fine anno, pubblicava un articolo che riportava 44 polmoniti atipiche già nell’ultima settimana del 2019, numeri poi saliti a 215 casi al 15 gennaio. Oltre 7 casi ogni giorno.
  • Ritenuto doveroso domandarsi quale persona, davanti a quella circolare e a quei dati ufficiali non avrebbe approfondito e ricercato le cause? 
  • Considerato che si sarebbe potuto predisporre una maggiore disponibilità di ausili medici, tutelare gli stessi operatori sanitari e diminuire la possibilità di un contagio, ampliare la disponibilità di posti in terapia intensiva, effettuare controlli nelle cliniche convenzionate e nelle RSA, evitare che in queste ultime gli anziani venissero letteralmente falcidiati,
  • Visto che l’Assessore alla Sanità ed il direttore Generale della AUSL, in quei giorni di inizio anno, non hanno fatto nulla e il Covid ci ha colti impreparati, possiamo solo immaginare che sia stata una scelta volontaria e condivisa per la quale si siano consultati con il Presidente della Regione.
  • Accertato l’apprezzamento del Presidente verso l’operato di Assessore e Direttore Generale, visto che entrambi, in seguito, sono stati premiati con incarichi e riconferme, è necessario chiedersi: era forse poco opportuno, per il Presidente della Regione Emilia Romagna, sollevare un'allerta ed evidenziare carenze nella sanità emiliana in piena campagna elettorale che lo vedeva ricandidato alla presidenza?
  • Considerato che sappiamo, da uno studio di Enrico Bucci, professore di biologia dei sistemi alla Temple University di Filadelfia che “molti pazienti di polmonite di quel picco assolutamente anomalo e già all’epoca giudicato eccezionale verificatosi a Piacenza,  hanno in seguito sviluppato anticorpi contro il Coronavirus, a dimostrazione del fatto di essere stati a suo tempo infettati».
  • Visto che abbiamo il triste record di decessi a Piacenza. Lo sappiamo dal confronto dei numeri effettuato nei mesi, fino ad aprile, raffrontato con quelli degli anni precedenti.
  • Ritenuto umanamente doveroso, verso le persone colpite e loro famiglie, esprimere ancora una volta cordoglio e solidarietà ma considerato tutto ciò non sufficiente, avvertendo personalmente e in modo netto, il dovere di amministratore pubblico di porsi domande e cercare risposte da dare a chi è stato colpito dalla pandemia. Le famiglie vogliono chiarezza, vogliono capire il senso di questa tragedia che ha spazzato via gli affetti più cari, una tragedia sociale ed umana i cui effetti devonoIvano Zangrandi-2 ancora essere adeguatamente valutati.
  • Auspicando infine che siano compresi nella loro globalità lo stato d’animo di chi scrive e l’intenzione di questa istanza

Propongo quindi all’ attenzione del Consiglio Comunale la seguente mozione:

Egr. Sindaco, egregi consiglieri:

  • Tutti abbiamo qualcuno da ricordare tra amici, parenti, conoscenti. Questa mozione non ha una valenza politica, vuole solo giustizia per coloro che non ci sono più. Sappiamo che tanti hanno perso i propri cari senza nemmeno poter stringere loro la mano, magari senza vedere la salma.  Dobbiamo delle risposte. Questa mozione vuole soprattutto che venga accertata ed attribuita una dimensione adeguata alla tragedia che ha colpito la nostra Provincia. Vuole che non vengano ripetuti errori di valutazione che hanno agevolato l’espandersi del contagio, errori magari dovuti a superficialità, ed escludere che ci siano stati interessi politici di tipo opportunistico a ritardare gli interventi.
  • Ritengo sia necessario arrivare ad una verità e all’accertamento delle eventuali responsabilità, attraverso la ricostruzione di questo anno drammatico.
  • Vorrei che fosse accertato chi, alle origini, non ha eventualmente svolto il proprio dovere per quanto previsto dalle proprie funzioni e dal proprio potere.
  • Propongo di redigere rapidamente un documento consuntivo a fine anno che accerti il numero dei decessi in territorio comunale al fine di un confronto statistico con i 5 anni precedenti.
  • Propongo che questa mozione venga trasmessa agli altri comuni piacentini, affinché procedano in senso analogo. L’obiettivo finale è quello di poter avere dei numeri che dicano la verità.
  • Auspico infine l’istituzione di una commissione d’inchiesta a livello provinciale che raccolga testimonianze personali, documentali e dati ufficiali da trasmettere alle Autorità Istituzionali che la commissione stessa deciderà di informare e coinvolgere».

Ivano Zangrandi – Noi per Rivergaro 

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