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«Quei 21 giovani ci hanno consegnato il loro ideale, trasferito nella Costituzione»

A Bettola commemorate dall’Anpi e dal Comune le vittime dell’eccidio di “Rio Farnese”

Una commemorazione sempre sentita quella dedicata alle ventuno vittime dell’eccidio di “Rio Farnese”, a Bettola. Il 12 gennaio del 1945 i nazifascisti uccisero ventuno giovani impegnati nella Resistenza valnurese. Domenica 16 gennaio 2022 sono stati ricordati dall’Anpi di Piacenza dove è posizionato il monumento, in località Forche di Bettola, non molto distante dal centro vaccinale del paese. Erano presenti alla commemorazione, oltre a una delegazione di sindaci e un centinaio di persone, anche gli ultranovantenni partigiani piacentini Ugo Magnaschi e Luigi Romani.

Ha preso la parola all'evento il sindaco di Bettola, Paolo Negri. «Ringrazio l’Anpi e l’associazione dei partigiani cattolici, i colleghi sindaci, le forze dell’ordine e gli alpini di Bettola. Questo monumento è frutto del contributo di Ludovico Muratori detto “Muro”, di Montesanto, che volle questi 21 blocchi di calcestruzzo a rappresentare le 21 giovani vite. Il monumento venne eretto nel 1975, poi riposizionato nel 1989».

Negri ha ricordato la triste vicenda. «I 21 vennero catturati insieme ad altri a Pertuso. Li portarono nelle scuole di Bettola in una gelida giornata invernale e poi qui, sul Rio Farnese. Vennero freddati uno a uno e i loro corpi rimasero qui diversi giorni, come monito alla popolazione. Don Egidio Bottini, parroco di Bramaiano, si spese per ricomporre le vittime e portarle al cimitero di San Giovanni. Alcuni giovani non vennero mai identificati e tutt’oggi risultano ignoti». Il sindaco si è rivolto ai presenti. «I giovani di allora hanno consegnato il loro ideale, trasferito poi nella Costituzione. Noi sindaci siamo i custodi della Costituzione. Dobbiamo farla rispettare e testimoniarla con le nostre azioni».

«L’Anpi ha aumentato i propri aderenti – ha sottolineato il suo presidente, Stefano Pronti - anche con nuovi giovani e adulti. Quest'anno è il centenario della marcia di Roma, culmine della violenza fascista. Dopo quanto avvenuto con l’assalto della sede nazionale della Cgil a Roma bisognerà difendere i valori della costituzione e la memoria della Resistenza. E lo faremo con la cultura, la formazione scolastica e una rigorosa attuazione della Costituzione e delle leggi».

Doveva essere presente alla cerimonia anche il noto giornalisti Gad Lerner, purtroppo poi impossibilitato a partecipare per ragioni di salute. Lerner ha inviato un messaggio al sindaco Negri. «Sono rammaricato di mancare all’impegno che mi onorava per ricordare i 21 partigiani trucidai. Sto raccogliendo testimonianze sui mesi della resistenza. Perpetuare la memoria è la risposta che dobbiamo a chi vorrebbe confondere i torti e le ragioni. Mi impegno a esserci la prossima volta». Gli studenti di Bettola, accompagnati dagli insegnanti, hanno suonato e cantato (con tanto di bis) “Bella Ciao”, il canto della libertà noto in tutto il mondo.

IL VIDEO DEGLI STUDENTI DI BETTOLA CHE CANTANO “BELLA CIAO”

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