Lunedì, 21 Giugno 2021
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Edicole votive, il comune di Gragnano: «Parte della nostra storia, al via la mappatura»

Il sindaco Calza: «Abbiamo pensato di iniziare un lavoro di ricostruzione storica di questi manufatti, ricercandone le origini e le motivazioni. Chi avesse notizie relative alla storia e genesi dei tempietti si faccia avanti»

L'edicola ristrutturata

«Via Caselle era stata riqualificata con una nuova asfaltatura e lo stato di degrado in cui versava il piccolo mistadello emergeva con maggiore evidenza. Si avvicinava inoltre il mese di maggio, che per i cattolici è il mese della Madonna e del Rosario. Abbiamo deciso allora di procedere alla manutenzione dell’edicola». Così commenta il sindaco Patrizia Calza i lavori di manutenzione svolti su una delle edicole presenti nel territorio del comune di Gragnano.

È noto come sia facile trovare sparsi sulle vecchie vie dei paesi piccoli tempietti espressione di un'antica religiosità popolare con la funzione di ospitare e proteggere, in una nicchia, il simulacro della Madonna, del Cristo o di un santo. Venivano realizzati per svariati motivi, quasi sempre su iniziativa privata, o per un gesto devozionale, o come ex voto, per una promessa fatta o una grazia ricevuta o molto semplicemente per un bisogno di protezione da ogni male. Nate per volontà di qualche privato sono diventate nel tempo patrimonio di tutta la comunità che ad essa si rivolgeva di solito per chiedere protezione.

edicola votiva tempietto-2«Quella di via Caselle per esempio è dedicata alla “Madonna dei Nodi, capace di sciogliere nodi, ovvero problemi di vario genere, come abbiamo saputo da una nostra concittadina - continuano gli amministratori -. Questo piccolo intervento, consistente nel ripristino dell’intonaco e della cornice in cemento ammalorato nonché nella ritinteggiatura del manufatto svolto da Franco Fabbrini e Bruno Fantini volontari Auser, ha sollecitato la nostra curiosità. Pertanto abbiamo pensato di iniziare un lavoro di ricostruzione storica di questi manufatti, ricercandone le origini e le motivazioni. Tanto più che nel nostro territorio è presente il Santuario della Madonna del Pilastro che appunto è stato costruito intorno al Pilastro, conservato internamente, ove è rappresentata la Madonna nel momento dell’allattamento». «Anche queste piccole opere di arte popolare e povera a cui ancora oggi fedeli pongono un cero o omaggi floreali o oggetti legati alla preghiera come rosari  costituiscono un aspetto della storia locale che vorremmo non andasse perduta ma che anzi venisse conservata nella Casa della Memoria che sarà ospitata all’interno del ristrutturando Centro culturale», fa sapere il primo cittadino che fa un appello: «Chi avesse notizie relative alla storia e genesi di queste edicole, ovvero piccoli tempietti, è invitato a rappresentarle all’Amministrazione».

   

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