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Mercoledì, 12 Giugno 2024
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Emporio solidale, il cantiere termina a novembre: «Grande segno di speranza»

Procedono i lavori per la realizzazione dei due capannoni che ospiteranno il supermercato e lo spazio mobili dell'emporio solidale in via Primo Maggio. Toscani (Fondazione): «L’opera più importante del mandato». Il vescovo: «Gioia e stupore per questo segno di fraternità»

Procede a ritmo spedito il cantiere dell’emporio solidale di via Primo Maggio.  Il negozio speciale, diviso in due capannoni – uno dedicato agli alimentari e prodotti per la casa, l’altro ai mobili e l’arredamento – sarà ultimato per ottobre o novembre di quest’anno, per iniziare la sua attività entro la fine del 2018. Il negozio è rivolto esclusivamente a una fascia di persone (che verranno poi individuate dalle istituzioni) in momentanea difficoltà economica e non prevede la circolazione di denaro: non esistono acquisti, ma solo donazioni, per le famiglie in particolari momenti di bisogno. Sarà animato da volontari più qualche operatore qualificato. Il progetto è stato portato avanti dal Comune di Piacenza, Auser, Caritas, Croce Rossa e Svep per contrastare la crisi economica. La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha subito creduto nel progetto, stanziando ingenti risorse per un’opera che è destinata a generare un welfare decisivo per la vita delle famiglie piacentine. Accanto al supermercato sarà operativo anche un capannone dedicati ai mobili e alla falegnameria.

Nella mattinata del 21 giugno al cantiere le istituzioni hanno fatto il punto della situazione. «Il collegamento tra i due capannoni – ha spiegato Massimo Toscani, presidente della Fondazione - avrà degli operatori che seguiranno gli utenti. Questo è un aiuto temporaneo per quella fascia di popolazione che vive una momentanea situazione nella “zona grigia”. Parliamo di famiglie in stato di difficoltà, quei milioni di italiani a rischio povertà da riportare in una fascia normale. Li agevoliamo in un percorso di recupero. La Fondazione di Piacenza e Vigevano non è “solo Guercino” e arte, ma anche welfare e assistenza alle persone. Anzi, ritengo questa opera l’intervento più importante del mio mandato. Le persone non devono sentirsi abbandonate». L’emporio solidale sarà gestito da un’associazione composta da rappresentanti di Comune, Fondazione, Caritas, Svep, Auser e Croce Rossa. «Il welfare – ha proseguito Toscani – è essere presenti sul territorio». Toscani ha ricordato che entrambi i consigli comunali (quello ai tempi della Giunta Dosi e quello attuale) hanno espresso apprezzamenti unanimi per l’iniziativa. «Non ci inventiamo nulla: sono già attivi 19 empori solidali in Emilia Romagna, 69 in tutta Italia. Però mi entusiasma questo intervento diviso tra parte “food” e parte “mobili”».

«Sono sorpreso – ha dichiarato il vescovo di Piacenza mons. Gianni Ambrosio - da questo emporio solidale. Pensavo fosse un'opera segno, ma invece è grandiosa. È davvero un grande segno di vita è speranza per Piacenza. C'è gioia e stupore per questo lavoro di squadra che arricchisce la città. Ciascuno fa la propria parte e dimostra un segno di fraternità». «È un progetto – ha aggiunto il sindaco Patrizia Barbieri - che nasce dalla precedente Amministrazione che abbiamo sposato. Quando ci sono delle progettualità, bisogna condividerle per il bene della città. Ringrazio Toscani e Ambrosio, non è usuale per una città avere un impegno costante e solidale. Abbiamo una Fondazione che dimostra attenzione sui temi importanti, basta con l'epoca dei finanziamenti a pioggia. Ora si portano avanti progetti concreti di grande risposta. Riceviamo molte persone bisognose, c'è molto grigio tra bianco e nero. Chi sta veramente male è già seguito dai servizi sociali, ma chi vive qualche difficoltà fa fatica a farsi aiutare e ad aiutarsi, anche per una questione di dignità. Questo è un modo per aiutare queste persone. È bello vedere questa compattezza da parte delle istituzioni su questi temi».

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