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Il reportage della Cattolica

Estate senza pioggia: «Desertificazione di ampie aree un tempo fertili»

I docenti della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali del campus di Piacenza dell’Ateneo analizzano l'impatto dell'emergenza idrica e le ricerche in atto per contrastarla

Estate senza pioggia, uno speciale dell’Università Cattolica sull’emergenza siccità. I docenti della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali del campus di Piacenza dell’Ateneo analizzano l'impatto dell'emergenza idrica e le ricerche in atto per contrastarla. Uno speciale con testi, immagini, video e podcast. «Fiumi in secca, campi allo stremo, caldo record. La siccità che sta colpendo l'Italia sta mettendo a dura prova il nostro sistema agroalimentare». Secondo Tempo, web magazine dell'Università Cattolica, con il contributo di docenti della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali del campus di Piacenza dell'Ateneo del Sacro Cuore ha analizzato l'impatto dell'insufficienza idrica nei vari ambiti della filiera e come si sta muovendo la ricerca scientifica per dare risposte alle criticità prodotte dalla grave insufficienza.

Lo speciale: «L’aumento delle temperature, il cambiamento nella distribuzione delle piogge accompagnati alla cementificazione e al mancato ripristino della sostanza organica dei suoli - spiega Marco Trevisan, preside della Facoltà - stanno lentamente portando alla desertificazione di ampie aree, un tempo fertili e coltivate. Questo non è stato ancora pienamente compreso ma deve essere uno degli obiettivi dei prossimi anni della ricerca nel settore agrario». Di seguito una sintesi degli argomenti trattati nel reportage.

I Biostimolanti - «Per vincerla la sfida della siccità – spiega Luigi Lucini, docente di Chimica agraria - occorre cercare soluzioni nuove, cambiare l'approccio per produrre senza impattare sulla produttività stessa. Un ambito di ricerca su cui l'Università Cattolica sta lavorando negli ultimi anni è quello relativo ai biostimolanti: molecole o microrganismi, non sono né fertilizzanti né pesticidi quindi parliamo di prodotti naturali, che vengono utilizzati in agricoltura». Si scoprono insieme a Edoardo Puglisi, docente di Microbiologia agraria e Tommaso Frioni, ricercatore in Scienze delle produzioni vegetali sostenibili

Gocce & Droni - «Il Po è talmente basso che non è più navigabile in molti tratti – spiega la nota della Cattolica - e in questa situazione il 50% della produzione agricola del Nord Italia è a rischio. Assieme ai professori Vincenzo Tabaglio, docente di Agricoltura di precisione, e Stefano Amaducci, docente di Cereal grains, processing and technology, discutiamo di come il sistema agricolo può affrontare le secche della siccità e mitigare gli effetti del cambiamento climatico».

Le tecnologie genetiche - «Qual è il ruolo della genetica nella lotta alla siccità? Quali sono le nuove frontiere della ricerca? Ne abbiamo parlato con il professor Adriano Marocco, professore ordinario di Genetica agraria all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore del Dipartimento di Scienze delle Produzioni vegetali sostenibili (DiProVeS) e del Centro di Ricerca sulla Biodiversità e sul Dna antico (BioDNA)».

L'impatto sull'agronomia: vigneti e olivi - «La siccità - spiega il professor Stefano Poni, docente di Viticoltura della Cattolica - rappresenta una problematica che rischia di avere un impatto negativo sulla produzione e sulla qualità dei prodotti e quindi può inficiare un concetto molto forte come quello del Made in Italy. La ricerca sta lavorando per cercare di trovare soluzioni che siano utili ad aumentare quella che è la resilienza idrica dei nostri impianti e questo può avvenire attraverso soluzioni agronomiche e, soprattutto, rivedendo tutto ciò che ruota intorno alla gestione del suolo». Il tema è stato approfondito con Caterina Capri, dottoranda in Scienze delle produzioni vegetali sostenibili, per quel che riguarda i vigneti mentre con Sergio Tombesi, docente di arboricoltura generale e coltivazione arboree, l’analisi si concentra sull'impatto sugli olivi.

Zootecnia. Allevamenti, come evitare gli sprechi - «L'acqua è fondamentale per gli allevamenti zootecnici e in particolar modo per le lattifere – prosegue la nota - in quanto gli animali hanno un fabbisogno specifico in questo tipo di nutriente. Per questo motivo negli allevamenti sono attivi una serie di sistemi atti a ridurre il consumo di acqua e la ricerca sta indagando su quali siano le basi genetiche per l'adattamento ai climi caldi, aridi e alle elevate temperature negli animali di interesse zootecnico. Ce ne parlano Antonio Gallo, docente di Nutrizione e alimentazione animale, e Licia Colli, ricercatrice in Miglioramento genetico animale».

Il valore economico dell'acqua - Bene essenziale per uso civile ma anche ma anche paesaggistico e turistico, l’acqua scarseggia a causa del cambiamento climatico, mettendo a rischio soprattutto le colture nei campi. Come fare ad affrontare l’emergenza idrica? Quali strategie per risparmiare l’acqua e come gestirne il prezzo per gli agricoltori? Ne parla Paolo Sckokai, direttore del Dipartimento di Economia agroalimentare del campus di Piacenza dell’Università Cattolica.

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