Martedì, 28 Settembre 2021
Attualità Barriera Genova / Via Giovanni Campesio

Ex Orti di via Campesio, «Non sarà un’area verde curata, ma noi “respiriamo” anche con quella»

Priorità a qualità dell’aria e della vita negli interventi dei residenti del quartiere cittadino all’assemblea pubblica di presentazione della proposta di accordo operativo di edilizia residenziale. «Non ci interessano le aiuole, ci servono gli alberi»

«Non sarà un’area verde curata, ma noi “respiriamo” anche con quella». Priorità a qualità dell’aria e della vita nelle richieste dei residenti del quartiere cittadino degli ex orti di via Campesio, intervenuti nel pomeriggio di giovedì 15 luglio all’assemblea pubblica di presentazione della proposta privata di accordo operativo di edilizia residenziale. L’incontro, oltre a ripercorre e approfondire gli step della storia recente e prossima che coinvolge il terreno privato, ha lasciato spazio anche al “sentire” e alla voce dei partecipanti. «Io abito nella zona, mi affaccio alla finestra e penso, “ma come fanno a entrare in quel piccolo spazio tutte queste palazzine?” Il 53% dello spazio lasciato al verde sarebbe più piccolo di un campo di calcio: a noi non interessa l’aiuola, ci servono le piante, un piccolo boschetto con la sua biodiversità» - ha osservato un residente. «Andrebbe a finire che perderemmo tutto questo. Piacenza è uno dei centri con la più alta cementificazione dell’Emilia-Romagna, credo che l’Amministrazione dovrebbe chiedersi in che direzione vogliamo andare». «Siamo un “branco di romantici” - spiega una cittadina - appena abbiamo sentito parlare di transizione ecologica l’abbiamo colta, vediamo un pezzo di verde e lo vogliamo salvare, aiutare la qualità dell’aria e salvaguardare quella della vita. La proposta presentata oggi è da trasferire alle periferie e alle zone degradate». 

Presentazione-proposta-ex-orti-via-campesio (8)-2«Sono nata in questo quartiere e conosco benissimo la storia degli orti – premette un’abitante “storica” della zona – fatico davvero a capire la questione del miglioramento della viabilità con le piste ciclabili, perché sotto questo punto di vista non sono presenti difficoltà. Mi colpisce invece che la nostra città abbia dei tristi primati per consumo di suolo e inquinamento, come si leggeva nella classifica che la colloca al 307esimo posto su 320 per qualità dell’aria in Europa. Visto che tutti sappiamo che sotto l’aspetto della salute l’unica cosa in grado di salvarci è il verde, bisognerebbe piantumare tutte le aree possibili. Non sarà curata come area, ma noi “respiriamo” anche con quella. Che altro interesse dovremmo avere noi cittadini?».

C’è chi ha posto il problema demografico - «le statistiche parlano di una riduzione della popolazione nei prossimi 20 anni del 20%, in una città con un alto tasso di case inutilizzate mi chiedo quale sia il senso d’investire in questa direzione» - e chi ha dato voce al timore che la realizzazione di giardini di dimensioni più contenute possano divenire malfrequentati e trasformarsi in luoghi di spaccio di stupefacenti. «Non si può non parlare di impatto ambientale quando si costruiscono nuove case -Presentazione-proposta-ex-orti-via-campesio (5)-2 aggiunge un cittadino - che significano anche nuovi parcheggi e più auto, in un’area già “imbottigliata” come quella vicina a Barriera Torino». «Volevo solo far presente l’importanza del verde per il riscaldamento climatico - ha precisato un’altra partecipante: «Fino allo scorso anno abitavo in via Campesio e lì c’erano 2 gradi di temperatura in meno rispetto alla strada a fianco», seguita da un appello a conservare l’armonia del luogo - «dalle finestre si sente il canto degli uccelli e si vedono le lucciole» e al suggerimento lanciata da un’altra cittadina:«Propongo di trasformarlo in un parco, nel “cuore” verde di Piacenza».

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