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Domenica, 5 Dicembre 2021
Attualità

«Facilitare la vita delle persone e l’attività delle imprese», 78 misure nel Patto per la semplificazione

In Emilia-Romagna nuova intesa con istituzioni e parti sociali: «Cambio di passo fondamentale anche per gestire al meglio gli investimenti previsti da Pnrr e i fondi Ue»

«Un cambio di passo nella pubblica amministrazione, che in ogni settore renda più facile la vita di cittadini e imprese, senza abbassare la guardia su legalità e rispetto delle regole». Questo l’obiettivo del Patto per la semplificazione, che la Regione Emilia-Romagna ha predisposto e condiviso con i sottoscrittori del Patto per il Lavoro e per il Clima, di cui la nuova intesa diventa parte integrante, a partire da enti locali, istituzioni e parti sociali. Documento che la Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha presentato ieri in Assemblea legislativa.

«Provvedimenti - questo uno degli obiettivi principali - che permettano all’intero sistema regionale di poter gestire in maniera efficace le risorse straordinarie in arrivo in Emilia-Romagna, previste sia nella nuova programmazione dei fondi comunitari sia nel Pnrr, per una ricostruzione post pandemia basata sull’accesso semplificato ai servizi e alle prestazioni della Pubblica amministrazione». 

Il nuovo Patto - Undici linee d’azione e 78 misure di semplificazione trasversali distribuite nei seguenti comparti: opere, affidamenti e contratti pubblici; agricoltura; imprese; ambiente ed energia; edilizia e territorio; lavoro; formazione; cultura; giustizia; sanità e sociale. Alcuni esempi pratici: riduzione e rafforzamento delle stazioni appaltanti; pratiche edilizie informatizzate per facilitare il ricorso al superbonus edilizio 110% e la rigenerazione urbana. Ancora: banche-dati catastali e calcolo digitale del contributo di costruzione; imposta di bollo per via digitale e accesso diretto alle fatture elettroniche per le imprese. Si arriva poi alla standardizzazione dei costi per le aziende e per gli enti di formazione, fino alla condivisione di dati tra Inps e Agenzia Regionale per il Lavoro per ridurre oneri in capo a cittadini e imprese.

«Il Pnrr, unitamente ai fondi europei per il 2021-2027- spiegano il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi, e l’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano - mette a disposizione del Paese una quantità di risorse superiori a quelle del Piano Marshall nel secondo dopoguerra. L’attuazione efficace e in tempi rapidi dei tanti investimenti pubblici e privati previsti passa necessariamente da una maggiore semplificazione delle procedure. Una variabile fondamentale per il rilancio del Paese, scelta obbligata affinché cittadini e imprese possano accedere alle opportunità oggi in campo, senza mai derogare rispetto a quei principi di legalità, tutela ambientale e giustizia sociale che per noi sono imprescindibili».

«Vogliamo superare disarmonia e ipertrofia delle regole, cioè realizzare azioni concrete che rendano più semplice, e rapido, il rapporto tra pubblico e privato. Questo Patto - aggiungono Baruffi e Calvano - impegna la Regione in una sorta di autoriforma relativa alle proprie competenze, coordinandola con i diversi processi già avviati a livello nazionale dal Governo. A partire dall’Agenda di semplificazione 2020-2023. Una sfida complessa che vogliamo vincere insieme a tutte le componenti della società regionale».

Il percorso della semplificazione - Il nuovo Patto si basa sul rafforzamento organizzativo e la qualificazione delle risorse professionali pubbliche e private, il rafforzamento del processo di digitalizzazione e la legalità, valore fondativo e irrinunciabile. Un percorso che sarà articolato per fasi successive di azione, con la valutazione puntuale dei risultati raggiunti, con anche l’avvio di progetti di sperimentazione circoscritti che consentano una misurazione in tempo reale dei traguardi possibili. Fondamentale è continuare a investire da un lato nella Data Valley regionale, dall’altro nella diffusione di competenze digitali che garantiscano pari opportunità alle persone e competitività alle imprese, impedendo che l’innovazione accresca distanze sociali e territoriali. La semplificazione non sarà una de-regolamentazione, così come le misure di riduzione degli oneri e la revisione di alcune delle modalità tipiche dei controlli amministrativi, non possono in alcun modo pregiudicare la tutela dei diritti e della legalità.

Le 78 misure per la semplificazione in sintesi - Si va dall’applicazione di linee traversali (quali il principio “One Only”, l’accesso ai dati, il dialogo fra le piattaforme di gestione dei bandi e le principali banche dati nazionali) a specifici atti destinati ai singoli settori amministrativi regionali. Su opere, affidamenti e contratti pubblici, sono previste la riduzione e il rafforzamento delle stazioni appaltanti, fino all’unicità dell’invio della documentazione e il nucleo di orientamento per le procedure complesse. In agricoltura si agisce sulle semplificazioni in materia di Durc e sull’interoperabilità fra sistemi gestionali. Ancora, semplificazione su: attuazione della programmazione dei fondi europei 2021- 2027, presentazione di domande in modalità informatica, oneri amministrativi, silenzio-assenso nei procedimenti del settore agricolo. Diverse le misure anche per le imprese: dall’effettivo assolvimento dell’imposta di bollo in via digitale all’accesso diretto alle fatture elettroniche, dal contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata ai costi in tema di internazionalizzazione rendicontabili nei bandi, fino alla semplificazione e standardizzazione dei costi per le imprese e gli enti di formazione. Ambiente ed energia: introduzione del precompilato ambientale, consulenza tecnicoamministrativa, omogeneizzazione delle prassi operative di Arpae, semplificazione progetti di innovazione ambientale e in materia di energie rinnovabili (quest’ultima già in atto).

Capitolo edilizia e territorio: informatizzazione delle pratiche edilizie, semplificazioni in materia di superbonus edilizio 110% e rigenerazione urbana, in materia di banche dati catastali e calcolo digitale del contributo di costruzione, fino a misure di semplificazione e legalità nel lavoro edile. Nell’ambito del lavoro si punta sul collocamento obbligatorio precompilato, semplificazioni in materia di collocamento (applicazioni informatiche per velocizzare le procedure) e sistema Sare, giungendo a premialità per imprese aderenti aisistemi di certificazione volontaria e alla condivisione di dati tra Inps e Agenzia regionale per il lavoro per ridurre oneri in capo a cittadini e imprese. Si punta poi al registro elettronico della formazione e alla semplificazione dei bandi di finanziamento, poi riduzione dei tempi, agevolazione all’accesso, standardizzazione dei costi per le imprese e gli enti formativi. Misure anche per la cultura, con la semplificazione dei procedimenti relativi alle prestazioni artistiche e culturali, e per la giustizia, per favorire l’accesso al casellario giudiziale e istituire sportelli di prossimità. Infine, la sanità e il sociale, con l’informatizzazione nella concessione ed erogazione dei contributi, l’applicazione omogenea e semplificata delle norme, l’individuazione della casa come primo luogo di cura con la telemedicina, quindi case e ospedali di comunità.

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