Falsi dentisti, 450 segnalazioni per esercizio abusivo in Italia

La nota a firma del dottor Marco Zuffi, presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell’OMCeO Piacenza, sul fenomeno dell’abusivismo odontoiatrico

Marco Zuffi

«Dati allarmanti sono stati posti all’attenzione alla fine di novembre dal Centro Studi in Odontoiatria, un osservatorio che si pone l’obiettivo di studiare e approfondire il grave fenomeno dell’abusivismo odontoiatrico in Italia ed illustrarne i rischi per la salute pubblica», si legge nella nota a firma del dottor Marco Zuffi, presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell’OMCeO Piacenza.

«
Ancora oggi la piaga dell’abusivismo professionale non è stata sanata. Anzi, pare addirittura essersi ulteriormente radicata nella nostra società, tanto che alcune stime indicano intorno a 15.000 il numero di dentisti abusivi che esercita sul territorio nazionale. Le regioni più colpite sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Sicilia, Emilia Romagna e Lazio, ma si registrano ovunque casi. Chi esercita abusivamente la professione di Odontoiatra o di Medico non ha la competenza e l’esperienza per portare a termine a regola d’arte una terapia e inoltre non è in grado di intervenire qualora si verifichino eventi indesiderati, emergenze o complicanze legate alla terapia stessa, mettendo a rischio la salute dei pazienti. Chi svolge una professione al di fuori della legge non ha alcun controllo da parte delle Autorità sulla buona pratica clinica, sulla corretta sterilizzazione dello strumentario e sulla conformità degli strumenti tecnologici, sullo smaltimento dei rifiuti tossici e pericolosi, sulla corretta gestione delle radiazioni ionizzanti e, ovviamente, nessuna assicurazione potrà intervenire a risarcire eventuali danni ai pazienti, come invece avviene per tutti i pazienti di Medici ed Odontoiatri. Ed ancora, in un momento in cui si chiede a tutti cittadini un maggiore rigore dal punto di vista fiscale, non esiste nemmeno la possibilità per chi esercita abusivamente la professione di pagare alcuna tassa, togliendo così con ogni prestazione effettuata un contributo alla nostra comunità».

«Vorrei che queste parole costituissero un momento di riflessione per coloro che sanno di affidarsi alle cure di personale non abilitato, ma anche per tutti i cittadini affinchè verifichino se effettivamente chi lavora per la propria salute abbia le carte in regola per farlo: esiste una App facilmente scaricabile sullo smartphone, “DentistinApp”, che permette di verificare in tempo reale l’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri di qualsiasi esercente la professione odontoiatrica. L’App funziona in modo molto semplice, chiunque può scaricarla dai sistemi Google-Android e Apple Store e conoscere chi lo sta curando. Se il nominativo non risulta presente nell’elenco dei professionisti (messo a disposizione dalla FNOMCeO, la Federazione degli Ordini dei Medici e Odontoiatri), scatta la segnalazione alla Commissione Albo Odontoiatri di competenza territoriale per le dovute verifiche, considerando il rischio di un sospetto esercizio abusivo della professione o prestanomismo. Lo stesso può essere fatto contattando l’Ordine di Medici e degli Odontoiatri Provinciale o cercando informazioni sul sito della FNOMCeO (https://portale.fnomceo.it/)», continua.

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«Il nostro Ordine professionale è preposto alla vigilanza sul territorio e alla segnalazione all’autorità competente delle violazioni delle normative di legge in ambito sanitario o del nostro codice deontologico. Da gennaio 2018 a settembre scorso, su oltre 20mila accessi di ricerca, si sono registrate a livello nazionale 450 segnalazioni per situazioni a rischio di esercizio “abusivo” grazie all’app “Dentisti In App”; nel 2017 i NAS hanno sequestrato in Italia beni nel comparto odontoiatrico per un valore complessivo di oltre 19 milioni di euro ed erogato oltre 154mila sanzioni amministrative.Purtroppo riceviamo settimanalmente lamentele riguardo all’abusivismo professionale o veniamo a conoscenza di danni recati da dentisti abusivi ai cittadini, che spesso si rendono conto di aver buttato il loro denaro e si trovano in una situazione di salute peggiore di quella iniziale. Troppo spesso però i soggetti interessati non denunciano o le lettere di segnalazione risultano anonime. In questo modo non c’è alcuna possibilità per l’Ordine dei Medici di richiedere l’intervento delle autorità quali i Nas o funzionari dell’ASL, i soli a poter intervenire direttamente nella verifica delle strutture sanitarie o dei professionisti che vi lavorano. L’appello dunque è volto prima di tutto a verificare la veridicità delle informazioni che ci vengono date e la presenza dei requisiti per svolgere la professione da parte di chi si prende cura della nostra salute. E quindi di segnalare all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri le violazioni di tali norme, onde impedire il perpetrarsi di situazioni come quelle indicate».

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