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Farini, la minoranza si scaglia contro il progetto di recupero del mulino

I consiglieri di “Ricomincia Farini”: «I residenti sono stufi di sentirsi dire che non ci sono soldi per le questioni importanti, quando vengono impiegati male dal Comune»

«Il mulino di Riè è la nuova follia amministrativa di Farini». Non ci vanno leggeri i consiglieri Giovanni Bracchi, Marco Gambazza e Giuseppe Bruzzi di “Ricomincia Farini”, il gruppo di minoranza del capoluogo valnurese. L’opposizione torna a contestare le decisioni dell’Amministrazione del sindaco Cristian Poggioli.

«Il mulino di Riè – spiegano i tre consiglieri - si trova in Val Perino ma nel territorio del Comune di Farini (in quella zona non ci sono residenti di Farini), di proprietà della provincia di Piacenza (quindi nessun beneficio per i residenti di Farini). È stato presentato un progetto di massima di 240mila euro per la ristrutturazione con un contributo della regione di 200mila euro. Fino a qui niente da dire, se non per il fatto che il Comune di Farini è chiamato a un contributo di 40mila euro su una proprietà che non è del Comune ma rimane della Provincia di Piacenza».

«Partiamo dal presupposto che ci vorranno altri soldi, perché l'esperienza ci insegna che poi, vuoi per un motivo vuoi per l'altro, i preventivi vengono sempre sforati in rialzo e qui verrà chiamato ancora il Comune a mettere altri soldi (se non si vuole lasciare una cosa incompiuta). Non sappiamo con che coraggio la voteranno i consiglieri di maggioranza, dopo aver già tolto dalle casse comunali e quindi ai cittadini 25mila euro per la via delle miniere (ritinteggiatura e copertura dei silos ex Ina): qua dovremmo aver superato i 450mila euro (tutti tolti da lavori che si potevano fare nelle frazioni). Ai quali si aggiungono i 15mila euro per la scuola di Farini (questi almeno sono servizi per mettere in sicurezza i nostri ragazzi che vanno a scuola), i 25mila euro per la famosa casa delle biciclette (è ora di chiedere al sindaco cosa hanno intenzione di farne, di questo edificio prima che succeda come il famoso museo a Groppallo)».

«Il tutto per dire che quando i cittadini di Farini vanno in Comune a chiedere per le strade, per i cimiteri, per le cunette, per l'acqua e per tante altre cose non vogliono più sentirsi dire: “non ci sono soldi”. I soldi ci sono ma vengono spesi male – polemizzano i consiglieri -. Ai residenti interessa una viabilità decente per raggiungere le proprie case, i cimiteri dove i nostri morti oltretutto pagano un affitto al Comune, l'acqua, la guardia medica. Non il mulino di Riè».

«Il prossimo Consiglio comunale – conclude la minoranza di “Ricomincia Farini” - saremo chiamati ad esprimerci anche su questo tema. Noi sappiamo benissimo che non voteremo questa ennesima follia, ma loro cosa faranno? Noi se votassimo a favore di questa cosa in coscienza avremmo un peso enorme sapendo di togliere la possibilità di dare ulteriori servizi ai cittadini».

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