Domenica, 14 Luglio 2024
Tre attività nate da poco / Farini

Farini ritrova una bottega di alimentari, segnali di risveglio per il commercio

L’agricoltore Francesco Chinosi apre un’attività. Il capoluogo aveva perso alcune insegne: anche la fiorista Sara Guglieri e l’antiquaria Francesca Farina negli ultimi tempi hanno “scommesso” nel paese

Ritorna una bottega di alimentari a Farini, capoluogo dell’Alta Valnure senza supermercato e rimasto un po’ sguarnito di insegne. È l’agricoltore Francesco Chinosi, originario di Groppallo, ad aprire un’attività in paese, nella centrale via Genova, colmando così una richiesta sentita dagli abitanti del posto. «Mi sono fatto tentare - spiega lo stesso neo commerciante - perché a fine anno questo locale era sfitto. A Farini manca un negozio di alimentari per tutte le tasche, dai prodotti più popolari a quelli maggiormente di nicchia. Era la gente stessa a lamentarsi, nel corso degli ultimi anni hanno chiuso un paio di botteghe, la gente aveva bisogno di acquistare il pane e altro». Chinosi non nasconde le difficoltà superate per alzare la saracinesca. «Sono abituato alla burocrazia agricola, quella del settore del commercio mi ha fatto impazzire, è snervante, tornassi indietro quasi quasi non farei questo grande passo. Pensavo fosse più semplice». Riuscirà a conciliare l’attività di agricoltore nei campi con la bottega? «I primi tempi sarò in negozio - risponde - per avviarlo, poi tornerò a svolgere il mio mestiere principale, che è stare nei campi e in giro sui mercati. Qua lavorerà una persona, io devo produrre perché la bottega è una continuazione della mia azienda agricola, un modo per accorciare la filiera e avvicinarmi ai clienti, così non sono costretti a venire a Groppallo. Ma vendo, ovviamente, anche prodotti non miei».

Anche questo giornale aveva denunciato la crisi del commercio farinese. Però negli ultimi due anni altri segnali di dinamismo e vitalità vanno evidenziati. Francesca Farina, ad esempio, con il padre Fulvio, già si occupa a Piacenza di un negozio di antiquariato. A maggio dell’anno scorso hanno deciso di aprire un “atelier” anche a Farini. «La nostra insegna è storica - spiega la giovane -, già mio nonno Silvio faceva questo mestiere e mio padre è nel settore da 45 anni. E già i nonni frequentavano Farini in villeggiatura, legame sempre saldo, tanto che faccio parte della Croce Rossa e pro loco locale». La bottega è aperta nel weekend, mentre in estate si aggiunge anche il giovedì mattina, giorno di mercato. «Cerchiamo di fare la nostra parte - prosegue Francesca - per quanto possibile, durante la settimana siamo al lavoro in città. Però una vetrina viva è già qualcosa per il paese, trasmette vitalità e spinta. In queste realtà ogni vetrina in più dà qualcosa alla comunità, sono tutti piccoli segnali di rinascita». L’antiquaria sottolinea anche che il Comune l’anno scorso, quest’anno e il prossimo assegna alcuni contributi alle imprese e alle attività commerciali del posto. Un aiuto in più per resistere o per rilanciarsi.

Francesca Farina

Ha invece aperto un negozio di fiori, due anni fa, Sara Guglieri, sempre nella centrale via Genova. Residente a Crocelobbia, frazione al confine tra Farini e Ferriere, impiegata, ha voluto proseguire l’attività rimasta ferma a causa della scomparsa prematura, a soli 47 anni, della precedente fiorista, Chiara Bortolotti, persona molto amata in paese. «Era la mia passione - confida Sara - e grazie alla mia amica e collaboratrice Barbara Segalini è stato possibile tutto ciò, perché in negozio posso starci al sabato e alla domenica». Sara ha ampliato il negozio sfruttando il locale accanto, rimasto vuoto, un tempo sede del barbiere del paese, altra attività che Farini ha perso nel tempo. Così “I fiori di Sara” è un’altra saracinesca che tutte le mattine si alza in paese. «Sono molto contenta, ho avuto una bella risposta dalla popolazione, anche durante l’inverno non mi posso lamentare».

Sara Guglieri e Barbara Segalini-2

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