Ferriere: nel 1820 geodeti, ingegneri geografi, disegnatori e incisori mapparono il territorio

Copia dell’antico documento esposto nel gazebo del capoluogo

La Biblioteca dell’Appennino (Colla – Brugneto val d’Aveto) ha rintracciato presso l’Archivio di Stato di Parma una antica mappa del territorio di Ferriere nell’anno 1820. La prof. Graziella Sibra, in occasione del rituale appuntamento di Sant’Anna 2020, ne ha rielaborata copia esponendola su una vetrata del gazebo del Comune posto in piazza delle Miniere nello spazio espositivo interno ma, facilmente leggibile dall’esterno in modo di rispettare le distanze richieste dalla normativa di questo particolare periodo. Oltre alla visione d’insieme del territorio comunale - che di seguito, riprendiamo - la mappa permette di individuare con precisione, aiutandosi con una lente, località del territorio comunale denominate secondo i toponimi del tempo e offre l’opportunità di un approfondimento del periodo storico di riferimento.  

STORIA DI UNA MAPPA PRECISA

 Questa carta è stata costrutta secondo il metodo generalmente adottato per le Carte Topografiche, quello cioè di situare i luoghi col mezzo delle loro distanze dalla meridiana e perpendicolare di un punto principale, che nel caso presente è la cupola del Duomo di Milano. I lati dei fogli della medesima sono rispettivamente paralleli alla suddetta meridiana e perpendicolare e graduati dietro le latitudini e longitudini corrispondenti alle distane da queste due linee.

Così si presenta, nella tavola IV, la carta del Ducato di Parma Piacenza e Guastalla del 1820-1828 dove è stata estrapolata la parte raffigurante l’attuale comune di Ferriere. La mappa raffigura in dettaglio il suo territorio dopo la rilevazione del 1820 quando apparteneva al Ducato di Parma Piacenza e Guastalla, affidato nel 1815 all’ex imperatrice Maria Luigia d’Austria che governò fino alla morte nel 1847.

L’esigenza, da parte del governo Austriaco, di conoscere i propri territori ed in particolare delimitare i propri confini, influì sull’affidamento all’Istituto Cartografico di Milano diretto da Antonio Campana, tenente colonnello e direttore dell'Imperial Regio istituto geografico militare, la rilevazione e raffigurazione del territorio del Ducato. Di questo territorio, fino ad allora, si conosceva molto poco: la sua forma fisica e naturale erano sconosciute; i confini poco marcati; i suoi particolari erano stati sporadicamente rappresentati; infine la necessita di poter disporre di una carta precisa, inquadrata geograficamente, con molta probabilità influenzò l’avvio del lavoro cartografico. E così nel 1818 all’interno deli ‘Istituto Cartografico di Milano, Antonio Campana, organizzava il gruppo di lavoro costituito da tecnici rilevatori, geodeti, ingegneri geografi, disegnatori per le bozze di campagna e gli incisori per il lavoro di trasferimento dei particolari.

Per quanto riguarda la costruzione delle coordinate geografiche, il sistema di valori lungo la direzione nord-sud ed est-ovest, veniva affidata agli astronomi di Brera che avevano già ottenuto importanti risultati attraverso l’utilizzo della triangolazione geodetica per la nuova carta geografica dei territori del Milanese e del Mantovano. E così lo stesso procedimento venne adottato anche per la mappa del Ducato con la divisione dell’intero territorio in una fitta rete di triangoli i cui vertici, a distanza di pochi chilometri l'uno dall'altro, coincidevano con elementi del paesaggio facilmente visibili e identificabili anche da lontano: vette di montagne, tetti di edifici particolarmente alti, campanili, ecc.

La campagna di rilevamento, nonostante le difficoltà e resistenze, determinate da incomprensioni per la presenza di militari stranieri, si concluse alcuni anni dopo con la stampa, nel 1828, di 45 fogli a colori raffigurante il territorio del Ducato di Parma Piacenza e Guastalla alla scala 1:28.000.

Il territorio di Ferriere è disteso su 4 fogli dei 45 del Ducato e fotografa in modo preciso un luogo rimasto fino ad allora nascosto tra i monti. I suoi confini sono ancora labili ma il suo particolare paesaggio è dominante ieri come oggi.

Guardandola si possono notare, grazie alla precisione con cui è stato rilevato il territorio, la presenza di quasi tutti gli elementi del paesaggio: i centri abitati, le case sparse, i monti, i fiumi, gli alberi, le strade, i campi, le coltivazioni, ecc. tutti perfettamente riconoscibili, tutti perfettamente collocati, ieri come oggi, al loro posto. Il loro riconoscimento è facilitato anche dalla presenza dei toponimi utili per non perdersi e per riconoscere facilmente questo particolare territorio.

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