Festa patronale di San Paolo, domenica la messa solenne e la consegna del ”Paliotto 2019”

Gli appuntamenti programmati per la Festa patronale della parrocchia cittadina di San Paolo: venerdì 25 gennaio, giorno della festa della conversione di San Paolo, alle 18,30 messa solenne; sabato 26 gennaio alle 15 laboratorio di catechismo animato dai ragazzi; domenica 27 gennaio le celebrazioni saranno 3

La conferenza di monsignore Bruno Perazzoli sul tema “La gioia nell’apostolo Paolo”, ha avviato nella sala parrocchiale monsignore Adriano Dozza gli appuntamenti programmati per la Festa patronale della parrocchia cittadina di San Paolo. Venerdì 25 gennaio, giorno della festa della conversione di San Paolo, alle 18,30 messa solenne; sabato 26 gennaio alle 15 si terrà un laboratorio di catechismo animato dai ragazzi sulla figura del Patrono.

Domenica 27 gennaio le messe saranno tre: alle ore 8 sarà presieduta dal superiore dei PP. Figli di Santa Anna, alle 11 dal Vescovo Gianni Ambrosio e alle 18,30 dal superiore dei Padri scalabriniani. Al termine della funzione delle 11 sarà consegnato il “Paliotto di San Paolo 2019”. Alle 12,30 agape fraterna presso il refettorio del Seminario vescovile.

Nella partecipata profonda conferenza di martedì scorso, il parroco monsignore Bruno Perazzoli, già docente di filosofia al Collegio Alberoni e all’Università di Genova, ha approfondito i contenuti di parte delle Lettere che l'Apostolo Paolo scrisse alle comunità da lui fondate oppure ai suoi collaboratori e che sono state riconosciute dalla Chiesa come canoniche. 

«L’attenta lettura dei testi – ha rilevato monsignore Perazzoli - svela che la gioia di Paolo gronda sempre del sangue della Croce e che la sua sofferenza è sempre abbagliata dalla luce gloriosa della resurrezione.  Il concetto della sofferenza è espresso anche nella Lettera ai Romani e nella Lettera ai Corinzi : Paolo è contento di avere sofferto e di soffrire ancora perché questo gli permette di sperimentare la carità: la compassione e la consolazione da parte dei fratelli».

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Proseguendo la dotta analisi, monsignore Perazzoli ha commentato le lettere agli Efesini, ai Fippesi e altre, dalle quali emergono contenuti convergenti su un filo conduttore: «sono cristiani autentici coloro che, in comunione di carità accolgono con gioia il fratello, e per un cristiano è anche, gioia vera ricevere la grazia di partecipare ai patimenti di Cristo, perché questo dà la sicurezza della partecipazione anche alla sua gloria e alla sua gioia».

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