Fipe e Commercianti contro il Dpcm di Conte: «Le chiusure non rallenteranno i contagi»

Intervengono Christian Lertora («Chiudere alle 18 ci mette in ginocchio») e Raffaele Chiappa («Occorre saper coniugare sicurezza ed economia»)

Da sinistra Raffaele Chiappa e Christian Lertora

«Capisco che l’emergenza sia forte, tuttavia non comprendo come possano essere le chiusure di bar e ristoranti alle 18 a evitare il dilagare del contagio» Così interviene Christian Lertora, presidente dei pubblici esercizi aderenti all’Unione Commercianti di Piacenza, commentando a caldo le prime disposizioni del nuovo decreto firmato dal Governo per il contenimento dei contagi da coronavirus. «Nei nostri locali - afferma Lertora - le persone restano sedute in sicurezza; con le nostre attività chiuse, dove andranno? A casa di amici? A cena da colleghi? Lì chi presidierà affinché non ci siano contagi, vi sia il rispetto delle distanze, indosso delle mascherine, igenizzazione e sanificazione?».

Prosegue: «Non possiamo pensare che i ragazzi non escano, anche perché nulla lo impedisce, e che questi se ne restino tra loro distanti. Noi, con i nostri locali, possiamo garantire che restino seduti ai tavoli, ai banchi, e rispettino le norme. Quando sono in giro da soli a divertirsi chi lo può fare? Sembra che si prendano provvedimenti senza conoscere le abitudini delle persone. Colpiscano giustamente – continua Lertora – gli assembramenti non in regola, si evitino le aggregazioni in giro di persone, aumentino i controlli delle forze dell’ordine, con cui ci dichiariamo da sempre disposti a collaborare. Ma non penalizzino coloro che con tanta fatica in questi mesi si sono attrezzati, a loro spese, di sistemi per mettere in sicurezza i locali. Già la chiusura alle ore 24 è stata fortemente penalizzante per alcune delle nostre attività, ora la previsione alle 18 ci mette in ginocchio. Basta, spero che possa immediatamente rivedersi questa scelta».

«La nostra federazione a livello nazionale - conclude - ha cercato di fare di tutto per evitare queste chiusure, ed è riuscita, quanto meno, ad avere il riconoscimento di alcuni indennizzi come promesso anche oggi dal presidente Conte. Promesse che dovremo vedere nel concreto come si articoleranno. Anche perché anche un solo giorno di questo Dpcm produce danni enormi alle nostre imprese».

«Occorre saper coniugare sicurezza ed economia – aggiunge, sullo stesso tema, il presidente dell’Unione Commercianti Raffaele Chiappa – Prendere provvedimenti oggi affinché l’aumento dei casi abbia a cessare permettendoci così di scongiurare una chiusura totale nel periodo di Natale è certamente fondamentale, tuttavia anch’io nutro forti perplessità che questa sia la strada corretta. Così, ora, sembra essere solamente una penalizzazione per alcune attività che, come anch’io più volte ho detto, si sono spese per mettere in sicurezza i locali sia per i propri clienti ma anche per i propri dipendenti. Non mi riferisco naturalmente solo ai ristoranti e bar ma anche alle palestre, ai centri congressuali, alle aziende di catering, alle discoteche. Spero che questa strada di interventi, doverosa per evitare i contagi, possa essere percorsa con maggior buon senso. Non possiamo pensare di vincere una crisi sanitaria e trovarci a dover perdere la sfida di quella economica. Le nostre attività stavano lentamente cercando di trovare una non facile convivenza con questa pandemia, ora, questo Dpcm la rende ancora più complicata. Speriamo - conclude Chiappa – che, come affermato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio, già martedì in Gazzetta Ufficiale si possano vedere questi ulteriori aiuti, ad oggi possiamo solo dire di essere veramente preoccupati».  

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