Fipe: «Fatturato in calo del 70-80 per cento, il nostro appello non può essere inascoltato»

La federazione pubblici esercizi di Piacenza: «Il danno economico è già conclamato e sarà duraturo nel breve e medio periodo»

La Fipe – Federazione Pubblici Esercizi di Piacenza – evidenzia una «situazione ormai conclamata che riguarda la nostra realtà provinciale». «Piacenza – esprime in una nota il Consiglio della Fipe Provinciale Piacenza - risulta essere direttamente collegata alla “zona rossa” dell’emergenza Coronavirus in corso, l’impatto diretto dal punto di vista sanitario è immediatamente rilevabile dalle statistiche giornaliere comunicate. Maggior numero di contagi in Emilia Romagna, maggior numero di contagi a livello nazionale, contagio importato dalla “zona rossa”. Rileviamo come la contradditoria gestione del caso specifico da parte della autorità del Governo Centrale ha generato confusione nella stessa comprensione delle azioni da applicare per essere “regolari” con i principi del Decreto emesso. Questo purtroppo ci espone al rischio di trovarci a dover far fronte oltre che al devastante impatto sul giro di affari generato dal “panico Coronavirus” anche a sanzioni di carattere amministrativo per il non corretto modus operandi in applicazione delle regole dettate. Diventa sostanziale perorare la nostra situazione affinché si trovino soluzioni che possano ridurre ed ammortizzare l’impatto/effetto della crisi in atto, considerato che il fatturato del settore di riferimento oggi mostra un calo tra il 70% e l’80%».

«Riteniamo che la situazione abbia raggiunto oramai la dimensione globale, non possiamo pensare che tutto si possa limitare a 2 settimane di quarantena della “zona rossa” e nel contempo leggere bollettini giornalieri che evidenziano manifestazioni di casi di infezione a decine in altre zone limitrofe (zona gialla) e anche oramai a macchia di leopardo in Italia. Difficile riuscire a pianificare e programmare l’attività, il danno economico è sostanziale, ogni giorno si perdono migliaia di euro da parte di chi ci ha creduto ed ha continuato a fornire un servizio pubblico e cercare di dare una immagine di normalità in una situazione che però di normale nulla può avere. L’incertezza non fa altro che generare impossibilità ad agire, il danno è concreto e si protrarrà nel tempo. Occorre valutare azioni mirate con l’applicazione delle quali, ci si augura, la situazione possa stabilizzarsi, e nel contempo evitare i possibili rischi già vissuti da alcuni locali che ancora oggi lamentano azioni denigratorie e pure speculazioni. Il rischio di un contagio che interessi un dipendente che opera in questo settore porterebbe naturalmente alla chiusura del locale e ad ulteriori impegni di carattere economico ed operativo».

«L’appello già mosso alle autorità statali dai vari settori coinvolti nonché da alcune organizzazioni di categoria non può andare inascoltato, a fronte di un rischio sanitario potenziale, il danno economico è già conclamato e sarà duraturo nel breve medio periodo. Riteniamo che “fermare tutto”, chiaramente per “tutto” dobbiamo necessariamente parlare di imposte/tasse e contributi annullati, nonché l’istituzione di opportuni ammortizzatori economici nonché sociali, possa permettere di gestire al meglio la situazione e minimizzare problemi più seri. Qualora la situazione dovesse perdurare e non portare a forme di sostengo per tutto il comparto, riconoscendo anche Piacenza tra le zone colpite, potremo dover prendere provvedimenti seri tra i quali, stiamo anche pensando, una proposta di chiusura totale delle le nostre attività da formulare ai nostri colleghi». 

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