Fotovoltaico a Cadeo, Legambiente: «Si a energie rinnovabili ma non a scapito del terreno fertile»

Interviene anche Legambiente sul progetto presentato dalla ditta Fattoria Solare Sarmato di Reggio Emilia per costruire un Parco Fotovoltaico dalle imponenti dimensioni nel Comune di Cadeo

Il terreno dove dovrebbe essere realizzato il parco fotovoltaico

Interviene anche Legambiente sul progetto presentato dalla ditta Fattoria Solare Sarmato di Reggio Emilia per costruire un Parco Fotovoltaico dalle imponenti dimensioni nel Comune di Cadeo. «Da sempre – scrivono in una nota gli ambientalisti - auspichiamo che finalmente si dia un deciso impulso alla transizione energetica verso fonti rinnovabili uscendo dalla schiavitù delle fonti fossili inquinanti ma anche oggi, così come sin dal lontano 2010 denunciavamo il rischio di uno sviluppo incontrollato dei mega impianti fotovoltaici a terra a discapito di fertile suolo agricolo , non possiamo che tornare a chiedere una totale moratoria ad ulteriore consumo di suolo, soprattutto se a destinazione agricola. Il suolo è CIBO, il suolo è natura, il suolo è salute, il suolo è futuro recitava la nostra campagna “Salva il Suolo” [People4Soil] del 2016, che ci ha visto raccogliere le firme e il sostegno di decine di migliaia di cittadini italiani a favore di una legge Europea contro il consumo di suolo».

Secondo Legambiente «con il consumo di suolo fertile si perdono tutti i vantaggi legati all’energia rinnovabile, soprattutto quando si potrebbero invece sia sfruttare le superfici esistenti di centinaia di capannoni che compongono il sistema logistico della provincia, sia immaginare soluzioni progettuali per installare pannelli sopraelevati che permettano la coltivazione del terreno, sia ricoprire di pannelli gli enormi piazzali di parcheggi cementificati della logistica ed aree industriali. Quindi nessun paradosso in quello che diciamo. La difesa dell’ambiente, che da sempre perseguiamo con sacrificio e costanza, non ci consente di penalizzarne una parte a vantaggio di un’altra».

«Preservare il suolo – prosegue la nota di Legambiente - , soprattutto quello agricolo, è da sempre una nostra lotta prioritaria sia che lo si debba difendere dalla eccessiva e inutile cementificazione residenziale, dall’esponenziale espansione logistica, dall’inutile espansione di centri commerciali, sia che lo si debba difendere da mega impianti fotovoltaici a terra. In questo sta la nostra coerenza. Stessa coerenza che vorremmo vedere nell’Opera Pia Alberoni - proprietaria dell’area in questione - laddove, per bocca del suo Presidente, si dice contraria alla costruzione del nuovo Ospedale su una sua area a destinazione agricola e nulla pare aver da dire su questo intervento. Stessa coerenza che vorremmo vedere in chi è pronto a difendere il suolo agricolo ma non ad esempio il nostro ambiente fluviale e le sue enormi bio-diversità puntando su un modello di agricoltura e allevamento estensivo ed idro-esigente ben lontano dal concetto di low food e kilometro zero».

Così Legambiente Piacenza giunge ad illustrare gli auspici per Cadeo e il terreno: «Certo la normativa in materia non aiuta, presenta lacune e flessibilità eccessive, così come da tanti anni continuiamo a denunciare inascoltati. Ma è proprio per questo che le Amministrazioni che governano il territorio, dalla Regione al singolo Comune e gli Enti Preposti devono convintamente affermare e perseguire  concretamente la inviolabilità del suolo, fermandone una volta per sempre il suo inutile consumo. Non bastano le dichiarazioni di principio ma occorre un reale controllo di quanto accade sul territorio».

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