Giovedì, 29 Luglio 2021
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«Le motivazioni sono essenziali per ogni traguardo sportivo, ma anche nel lavoro»

La campionessa Francesca Canepa ospite all'università Cattolica nell'ambito delle lezioni che la professoressa Franca Cantoni sta proponendo ai propri allievi dei corsi di Gestione del personale e Gestione risorse umane

Francesca Canepa e Franca Cantoni

Le motivazioni sono fondamentali per raggiungere i traguardi sportivi, anche i più estremi, sia nello sport di squadra come in quelli individuali. Le testimonianze di grandi atleti come Francesca Canepa, trail running (lunghe corse, anche di oltre 100 km, sovente in montagna) sono emblematiche per comprendere quanto le complessioni attitudinali psico-fisiche siano essenziali anche nel lavoro. E’ questo il senso delle lezioni che la professoressa Franca Cantoni sta proponendo ai propri allievi dei corsi di Gestione del personale e Gestione risorse umane dell’università Cattolica, per far loro comprendere come si possano traslare queste esperienze di vita in un contesto aziendale, perché le motivazioni sono appunto indispensabili per la gestione delle risorse umane.

E di controllo della fatica, della capacità di tirare fuori il meglio, anche in condizioni estreme (ma sempre con il supporto indispensabile di una squadra che le sta attorno), Francesca Canepa è un esempio straordinario. Il suo palmares è infatti ricco di medaglie e gare prestigiose. Ultima in ordine di tempo la vittoria all’Utmb (con il tempo di 26 h 03’48’’) diventando così la prima italiana a portarsi a casa il tour del Monte Bianco. Ed ancora due Tor des Géants, una Hong Kong 100, l’Eiger Ultra Trail, la Transgrancanaria, il Cappadocia Ultra Trail e con questi molti altri circuiti portati a termine nelle prime posizione di gara.

Francesca Canepa mamma di due bambini, laureata in Psicologia all’Università di Bologna, è stata prima da piccola ballerina, pattinatrice ma ancora prima da sempre un’atleta. «Ho iniziato a ballare mirando alla Scala poi il trasferimento da Milano a Courmayeur ha interrotto la mia carriera da ballerina» ed è diventata maestra di snowboard. Poi l’incontro con la corsa, quasi per caso, con una gara di 26 km. completata «senza sapere nulla sull’allenamento, sulla strategia e poi la maratona di Ginevra, corsa senza alcun tipo di preparazione».

«La corsa all’inizio non mi piaceva più di tanto, andavo perché mi risultava facile correre. Nel 2011 è poi esplosa la vera scintilla grazie a un’amica che mi ha iscritta a tutte le gare fino ai 100 chilometri. Quando ho iniziato a cimentarmi su queste distanze ho iniziato a trovare la disciplina più interessante perché più andavo avanti più tutto diventava facile».

Stimolata dalle domande della professoressa Cantoni, la maratoneta ha spiegato che «è necessario capire le proprie inclinazioni e bisogna verificare ed identificare le proprie risorse. Le motivazioni devono venire da noi stessi; gli allenamenti servono a costruirsi le capacità tecniche; con le giuste motivazioni ogni giorno si ottiene un risultato. Bisogna rimodellarsi ogni volta, capire cosa è concretamente realizzabile, saper gestire le emozioni, arrivare in modo graduale senza presunzioni. E’ necessario saper selezionare le variabili, ma anche saper “staccare” e vivere la propria vita “normale”, imitare dei modelli e saper ridisegnare noi stessi. Dalla corsa dobbiamo far uscire ciò che noi siamo, essere conservativi, tenere un margine, procedere per gradi; è fondamentale la gestione delle energie mentali che sono limitate, gestire le proprie aspettative e selezionare quelle degli altri».

E sulla resilienza ha detto che «bisogna gestire le sconfitte e le avversità, capire cosa le hanno causate e su queste lavorare assumendo le proprie responsabilità, cercando di capire le proprie colpe e le variabili indipendenti , quindi  trovare soluzioni per ciò che si può cambiare». Ed in questo, a parere della Canepa, è fondamentale la squadra che ti supporta, «avere qualcuno in cui riporre fiducia, anche in uno sport così individuale».

Una lezione di vita che gli studenti devono fare propria in vista del loro lavoro come manager nel gestire del personale.

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