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«Dalla scrivania al bar per coronare il sogno della mia vita»

La testimonianza della piacentina Francesca Merli che, nonostante la pandemia ancora in corso e un punto interrogativo sul futuro, ha deciso di buttarsi con coraggio in questa nuova avventura riportando in vigore il Bar Osteria Santimento

«Ho 26 anni e ancora tempo per rischiare, magari sbagliando, anche se spero di no. Se non lo faccio ora, quando?». Forse è proprio con questa consapevolezza che si può riassumere la decisione della piacentina Francesca Merli di lasciare un lavoro sicuro per inseguire il suo sogno, quello di aprire un bar, in un momento storico tutto fuorchè roseo per la categoria, tra chiusure, distanziamenti e possibilità di somministrazione solo all'aperto.

«Nonostante il mio lavoro principale fosse quello di impiegata, parallelamente ho sempre lavorato al bar nei ritagli di tempo piuttosto che durante i weekend» racconta. «E' la mia passione e la possibilità di aprire un locale tutto mio è sempre stato il mio sogno più grande, fin dai tempi della scuola alberghiera: mi si è presentata questa occasione e non ho assolutamente potuto rinunciare».

La cosa più singolare è senza dubbio la scelta della location, Santimento, un piccolo paese di poche anime disperso tra le campagne di Calendasco e San Nicolò: «Abitando in zona ho comunque sempre frequentato la cooperativa di Santimento, oltre ad averci lavorato in passato. Questo per me è un posto del cuore. E' il bar del paese ed è quello che piace a me, con tutti i significati e le storie che si porta dietro. Le persone devono venire qui e sentirsi a casa, come è sempre stato per me», continua. «E' vero, siamo persi nel nulla, ma penso che la differenza stia molto anche in chi c'è all'interno di un locale. Naturalmente mi auguro di lavorare, conosco la gente e loro conoscono me: questo posto ha un grandissimo potenziale che spero di riuscire a sfruttare al meglio».

Quando si dice prendere la palla al balzo. «E' successo tutto in fretta, circa un mese e mezzo fa. Il posto mi è sempre interessato e quando i soci della cooperativa me l'hanno proposto ho sorriso, per una serie di motivazioni, Covid in primis. Poi ho pensato che se non rischio adesso non lo faccio più e ho prontamente accettato l'offerta; in più si sono incastrate perfettamente tutta una serie di cose che mi hanno fatto capire che questo era il mio momento. Inutile negare che un po' di paura ci sia, ma ho talmente tanta voglia di farlo che tutto passa in secondo piano», confessa. «Onestamente non avrei mai pensato di cambiare lavoro o di cercare altro se non mi si fosse presentata la possibilità di coronare il sogno della mia vita».

«Voglio fare le cose fatte bene, puntando sulla qualità, con prodotti piacentini e belle merende. Mi piacerebbe integrare anche l'osteria con una piccola cucina, per offrire un servizio completo, sperando di partire bene e non avere troppi intoppi in autunno a causa della pandemia, anche se con la campagna vaccinale speriamo tutti di vedere sempre di più la luce in fondo al tunnel», conclude. «Ad ogni modo, con la bella stagione e l'estate alle porte, invito tutte le persone alle prese con scampagnate e giri in bicicletta a fare una tappa ristoro da me, o di venirmi appositamente a trovare. Il bar sarà aperto e operativo a partire dal 21 giugno, data del solstizio d'estate, per un nuovo inizio che speriamo porti bene».

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