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Giovedì, 19 Maggio 2022
Attualità

Fridays for Future: «Basta con gli stereotipi nei confronti degli ambientalisti»

Nuova protesta venerdì 25 marzo: «Le tematiche ambientali e climatiche non sono aspetti secondari. L’inquinamento minaccia fortemente la nostra salute e sopravvivenza»

«La Crisi Climatica in primo piano? Noi di Fridays For Future Piacenza abbiamo seguito con interesse gli interventi apparsi su questo giornale nelle scorse settimane a proposito di agricoltura, allevamento e problematiche ambientali». Così interviene il collettivo di giovani che da tempo nella nostra città si sta impegnando a favore dell’ambiente.

«Anche se non direttamente – fanno sapere i ragazzi di Fridays For Future Piacenza - ci siamo sentiti chiamare in causa. Ci sembra che entrambi gli interventi siano guidati da un ragionamento di questo tipo: certo, la tutela dell’ambiente è importante, la mitigazione delle emissioni di gas serra pure, ma sono questioni che dobbiamo accantonare se vogliamo affrontare i problemi - quelli veri - di oggi: la guerra, la crescita economica, il sovranismo alimentare. Ecco, su questo tipo di ragionamento ci sembra di avere qualcosa da dire. Innanzitutto vorremmo cercare di fare piazza pulita dell’immagine un po’ stereotipata dell’ambientalista che sarebbe pronto a qualsiasi sacrificio pur di salvare i tenerissimi orsi polari e che, almeno ci sembra, spesso ci viene affibbiata. Nulla di più distante dalla realtà! Fridays For Future è un movimento globale di giovani nato per affrontare preoccupazioni molto più terra-terra: vediamo la crisi climatica come la minaccia principale per le nostre vite e per la nostra sicurezza».

«Per questo motivo crediamo che i devastanti effetti della crisi climatica ed ecologica, che abbiamo appena cominciato a sperimentare, non possano passare in secondo piano di fronte ad altri problemi, che sembrano forse più immediati ed urgenti, ma che non sono meno gravi. Non siamo meno preoccupati di altri di cosa mangeremo nel futuro. Soprattutto non possiamo fare a meno di chiederci che impatto avranno sul settore agricolo i cambiamenti nelle precipitazioni, l’aumento delle temperature e della loro variabilità, l’incremento dei periodi di siccità e dell'intensità degli eventi meteorologici estremi sulla produzione agricola e sulla salute degli animali da cui dipendiamo per il nostro sostentamento. Il problema, infatti, non è tanto che l’inquinamento del pianeta è brutto o antiestetico, ma che minaccia fortemente la nostra salute e la nostra stessa sopravvivenza. Per questo ci preoccupa sentire frasi come «bisogna anteporre le tematiche dell’approvvigionamento alimentare a quelle ambientali» o «dovremmo parlare di sovranismo alimentare e non di inquinamento del pianeta». Questo tipo di atteggiamento, che intende le tematiche ambientali e climatiche come qualcosa di secondario, è proprio ciò che ci ha portato a sperimentare 187 eventi climatici estremi in Italia nel 2021, o periodi di siccità alternati a bombe d’acqua, o ondate di calore in grado di portare alla morte le persone più fragili, come gli anziani ed i poveri».

«Sia chiaro, non riteniamo che la tematica dell’approvvigionamento alimentare dovrebbe passare in secondo piano di fronte alla crisi climatica (proprio sulla Pac abbiamo portato avanti una campagna europea): le due dovrebbero essere trattate insieme, avendo ben presente quanto lo scenario climatico che ci si prospetta metta a rischio la possibilità di coltivare il terreno, traendone il necessario per il nostro sostentamento. Noi attivisti ed attiviste siamo dalla parte di chi decide di non far passare l’urgenza ecologica in secondo piano, ma vede come politiche di riduzione radicale delle emissioni (che passano anche dal contrasto al consumo di suolo e dalla riduzione del consumo e della produzione di carne) possono andare a vantaggio del benessere di tutti».

«Proprio perché siamo consapevoli dell’enormità della sfida che dobbiamo affrontare - e sappiamo che va al di là delle nostre singole forze, come cittadini, consumatori o produttori - venerdì 25 marzo scenderemo in piazza per un nuovo Sciopero Globale per il Clima, per chiedere che le persone ed il loro benessere siano sempre messe davanti al profitto. Invitiamo chiunque non abbia ancora perso completamente la speranza in un mondo più stabile e sicuro a informarsi, partecipare ed unirsi a noi».

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